L’attore americano ha attaccato il progetto di unificazione Paramount-Warner per possibili distorsioni del mercato e l’azienda Oracle per il suo sostegno al governo di Netanyahu e all’esercito del Paese mediorientale
* La foto in primo piano generata da una piattaforma di Intelligenza artificiale
Short audio summary of the article (translation by Gemini)*:
Dopo il 7 ottobre 2023, il giorno del tragico attacco di Hamas contro la popolazione israeliana, il governo Netanyahu ha scelto la strada della vendetta contro l’intero popolo palestinese e ha lasciato mano libera ai suoi componenti più estremisti, razzisti e sanguinari. Buona parte della Striscia di Gaza è stata rasa al suolo e 70mila persone sono state assassinate, tra cui quasi 20mila bambini. Il governo israeliano ha virato in maniera drastica verso una politica colonialista ed espansionista perseguita utilizzando l’esercito in un modo criminale e appoggiando al contempo le mire illegali dei coloni che si appropriano, usando la forza, delle case dei residenti palestinesi in Cisgiordania. Quel massacro è avvenuto e sta ancora avvenendo sotto gli occhi del mondo, è stato avallato dagli Usa di Trump mentre l’Italia e l’Europa (tranne qualche Paese isolato, come la Spagna) si limitavano a diramare i loro inutili e velleitari comunicati stampa.
IL CASO
Questa inerzia è stata avversata da imponenti manifestazioni popolari (soprattutto nel periodo più tragico dell’occupazione di Gaza) e da alcune voci, pur autorevoli come la referente Onu per i diritti umani nei territori palestinesi, Francesca Albanese, ma contrastate in tutti i modi da chi ha scelto di schierarsi con governanti accusati di crimini di guerra e contro l’umanità. Alcuni giorni fa un attore americano, Mark Ruffalo, ha contestato un’operazione societaria che potrebbe portare ad una maxi-concentrazione di attività nel settore cinematografico e dell’intrattenimento televisivo con l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance. Ruffalo ha denunciato i rischi di questo progetto e ha preso apertamente posizione contro il colosso Oracle, che in questi anni ha offerto sostegno e appoggio tecnologico e militare a Israele (nell’articolo del “Guardian” la ricostruzione della vicenda: QUI).
CONTRO LE MISTIFICAZIONI
Una posizione che ha scatenato una reazione rabbiosa e mistificatrice seguendo un copione ormai collaudato: tramutare ogni critica o accusa formulate contro lo Stato di Israele, contro il suo governo e contro chi appoggia in qualche modo gli autori di massacri e deportazioni, in deprecabili esempi di discriminazione e di antisemitismo. In questo modo si cerca di zittire e screditare ogni contestazione. Ma chi decide di rompere il silenzio e di agire contro le istituzioni di un Paese che si sono macchiate di azioni ingiustificabili ha tutto il diritto di far sentire la sua voce. E anche di additare gli amici, i finanziatori e i sostenitori di chi è accusato di aver commesso quei crimini.
* Audio generated by AI platform
Gioele Caccia





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