La premier ha attinto alla proposta sull’abolizione del bollo auto formulata da Pasquale Tridico (M5s) che poi fu sconfitto alle regionali in Calabria. Per nascondere il fattaccio rimanda idealmente a Berlusconi e alla sua battaglia contro le tasse

* L𝑒 𝑓𝑜𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑒 𝑑𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑖𝑎𝑡𝑡𝑎𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝐼𝐴

Short audio summary of the article (translation by Gemini)**:

I segnali che la lunghissima campagna elettorale per le elezioni politiche del 2027 è partita con largo anticipo (se la legislatura arriverà alla sua scadenza naturale, come spera Giorgia Meloni, durerà un anno) sono visibili ormai da mesi. Dal caso Roggero con pretesa di grazia mentre il condannato era ancora fuori dal carcere alla chiusura delle frontiere con la Spagna per i temuti ingressi da Ceuta (mai avvenuti nè in Italia nè nell’area Schengen come ha spiegato pochi giorni fa il commissario europeo all’Immigrazione Magnus Bunker), alla difesa pregiudiziale dei poliziotti nel caso del decesso di Abderrahim Fakir, a Bologna, ad inchiesta giudiziaria ancora in fasce, con una canea straripante sui social e inquadramento militare della stampa di destra a sostegno del governo.

IL CONIGLIO FUORI DAL CILINDRO

Ieri (16 settembre) la conferma che la corsa verso il voto sta muovendo i primi passi partendo dal livello più basso, quello delle promesse alla “Cetto La Qualunque” (un plauso ad Antonio Albanese che ha fornito un riferimento satirico tra i più citati e calzanti alla cronaca politica di questi giorni). Per cominciare a ballare, ecco il primo coniglio estratto dal cilindro: sospensione nel 2027, l’anno elettorale, del bollo auto e moto. Un aiutino per le famiglie ma con un risparmio previsto, spalmato sull’anno, di pochi euro al mese. Difficile pensare che avrà un effetto deflagrante sull’elettorato. L’anno scorso a proporlo era stato Pasquale Tridico, esponente M5s ed ex candidato alla presidenza della Regione Calabria. Aveva dichiarato che era immorale chiedere soldi ai calabresi per il bollo mentre automobili, scooter e motociclette dovevano viaggiare su strade malridotte, una proposta derisa e cecchinata poche settimane dopo dalla stessa Meloni che aveva riservato al candidato del centrosinistra – proprio per aver puntato su quella promessa elettorale – l’appellativo di “Cetto La Qualunque”.

DA BERLUSCONI A CETTO LA QUALUNQUE

Dopo nove mesi, ieri la retromarcia della premier, comunicata con la convocazione in pompa magna di una conferenza stampa. La presidente del Consiglio ha riproposto la misura sperando che, nel caos generale delle notizie che si rincorrono, nessuno ricordasse cosa aveva detto, microfonata, alla Festa di Atreju nel dicembre del 2025. E suggerendo lei stessa un apparente “fil rouge” con il Berlusconi presidente e con l’abolizione dell’Ici, riferimento “aulico” per il popolo che vota centrodestra. Un’imbeccata ad uso di elettori e giornalisti sfornata dal marketing politico per mascherare il fatto che il padre di quella proposta ha avuto meno fortuna in politica dell’ex premier e che è stata copiata da un candidato che è stato poi bocciato alle elezioni regionali in Calabria. E’ vero, però, che i tempi cambiano ed evidentemente, per chi teme di sbagliare il compitino, oggi la ricetta resta la stessa in voga nel passato (copiare) ma non dal più bravo della classe.

** Audio generated by AI platform

Gioele Caccia

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