L’Infinito Tour del cantautore ha fatto tappa nel Ferrarese di fronte a oltre 4mila spettatori. Il canto del pubblico. E sulle note finali i fuochi d’artificio

Short audio summary of the article (translation by Gemini)*:

«Provo sempre la stessa emozione, non è cambiato granché dopo tutti questi anni. E’ bello vedere che la gente è ancora legata alle canzoni che hanno fatto parte di un momento importante di ognuno di noi. La musica è importante anche per questo, può servire a tante cose», commenta Raf, un po’ emozionato, davanti alla platea raccolta a Poggio Renatico (Fe). Raf è stato uno dei cantanti pop italiani più in voga dell’ultimo ventennio del secolo scorso ma ha continuato a produrre anche negli anni 2000. Molte le hit datate anni ’80 e ’90, da “Self Control” a “Sei la più bella del mondo”, a “Cosa resterà degli anni ’80”, a “Battito animale”, a “Ti pretendo”, divenuta una delle canzoni che – dopo quasi 40 anni e con l’affermarsi di nuove sensibilità culturali e la volontà di contrastare la violenza di genere – oggi si cantano pronunciando le parole con un po’ di imbarazzo (lo ammette lo stesso cantautore). Ma la musica di una canzone non si cambia e nemmeno il testo: se appartiene ad un contesto diverso esige consapevolezza ma è giusto essere rispettosi del valore che un prodotto artistico, o anche commerciale, ha assunto e avuto a suo tempo.

AMORE E DIRITTI

Raf a metà concerto, che si è svolto ieri (13 settembre), si è preso una breve pausa per rivolgersi al pubblico e presentare la canzone “Liberi”, un progetto recente nato durante la pandemia al quale ha contribuito con altri artisti (il rapper Danti). Non si è limitato però a parlare del suo lavoro e delle «storie d’amore anche complicate» che ha raccontato con la musica. Nel breve intermezzo ha rivendicato la volontà di affrontare i «temi sociali» sollevati da domande a cui non sempre «sono riuscito a dare una risposta». E allora «si può anche scrivere di libertà, che non è affatto scontata»: la si può perdere durante una pandemia ma anche perché «può essere tolta per altre ragioni, come vediamo in altre aree geografiche. É importante sorvegliare perché quando la libertà viene sottratta è difficilissimo riconquistarla». Il pubblico lo ha seguito anche su questo abbrivio, un momento di dialogo con la platea che può anche allontanarsi dal tema strettamente musicale e che non tutti gli artisti amano vivere quando salgono sul palco.

L’ANNIVERSARIO

L’ area si è riempita in tempo per lo spettacolo, il concerto è stato seguito da oltre 4mila persone. Lo spazio non sterminato e la vicina presenza del pubblico hanno contribuito a creare un’atmosfera più calda (per fortuna non in senso meteorologico) e familiare. La scaletta, oltre venti brani, ha riempito la serata conclusiva della rassegna promossa da Pro Loco e Comune di Poggio Renatico per quasi due ore. I botti e le scie luminose dei fuochi d’artificio hanno infine accompagnato le ultime note della canzone a cui è dedicato il tour, “Infinito”, pubblicata 25 anni fa. La tournée prosegue con altre date a settembre e ottobre.

* Audio generated by AI platform

Gioele Caccia


VIDEO

Il finale con i fuochi d’artificio: QUI

Cosa resterà degli anni ’80: QUI

Raf parla al pubblico: la musica, l’amore, la libertà: QUI

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