𝐀𝐧𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐠𝐞𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐮𝐧 𝐛𝐨𝐫𝐠𝐨 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨, 𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐫𝐮𝐬𝐜𝐞𝐥𝐥𝐢. 𝐈𝐝𝐞𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞
𝐈𝐥 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨-𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐜𝐮𝐫𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 (the video-story of the trip): qui
𝐋’𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐀𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞* (translation by Gemini):
(tempo di lettura: 3′)
𝐒𝐀𝐍 𝐁𝐄𝐍𝐄𝐃𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐕𝐀𝐋 𝐃𝐈 𝐒𝐀𝐌𝐁𝐑𝐎 (𝐁𝐎). Da San Benedetto Val di Sambro (Bo), sull’appennino Tosco-Emiliano, parte il cosiddetto 𝐀𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐌𝐮𝐥𝐢𝐧𝐢, che congiunge il centro bolognese alla frazione di 𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐅𝐨𝐫𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 e al Borgo di 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐭𝐨 per tornare poi alla stazione di partenza. Un giro piuttosto lungo e impegnativo. Un percorso più breve e leggero collega San Benedetto a Madonna dei Fornelli attraverso il 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐨 𝟎𝟐𝟔, dove ci si può fermare per una sosta ristoratrice in uno dei locali insediati nel centro della località. Per completare il percorso si può tornare indietro seguendo sempre la traccia 026 fino ad un crocevia ben segnalato da cartelli: imboccando il 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐨 𝟎𝟐𝟒 si ritorna a San Benedetto percorrendo una sorta di anello, senza raggiungere Qualto. Il giro si dipana quasi tutto nel bosco, con pochi tratti esposti al sole; viene incrociato in questa stagione da magri corsi d’acqua (ma è bene consultare il meteo per informarsi sul tempo previsto) che si possono guadare senza particolari difficoltà camminando sui sassi che emergono dal greto e richiede una certa predisposizione a camminare. E’ prudente in questa stagione molto calda mettere nello zaino 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐚 𝐛𝐞𝐯𝐚𝐧𝐝𝐞.



La lapide per le vittime della Ricostruzione post-bellica, due escursionisti sul sentiero 026, a San Benedetto Val di Sambro e un gallo in pietra davanti ad un’abitazione dell’antico borgo di Case Musolesi
𝐋𝐄 𝐑𝐎𝐕𝐈𝐍𝐄 𝐍𝐀𝐒𝐂𝐎𝐒𝐓𝐄
𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐞’ 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟐𝟎𝟎-𝟐𝟓𝟎 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢. Con passo lento l’escursione, di circa 9 chilometri, si può completare in quattro ore, escluse le eventuali soste per ristorazione. Il sentiero è ben tracciato ma la manutenzione, non proprio puntuale, lo ha ridotto per brevi tratti ad una 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐝𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, in parte coperta dalla vegetazione. L’itinerario è inoltre affiancato in alcuni punti da 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐨𝐬𝐞 (conviene indossare pantaloni lunghi e fare attenzione alle braccia) ma fra fonti libere di acqua corrente, grandi murales dipinti sulle facciate delle case, stalle con animali e pollai, apiari, agriturismi attrezzati affacciati sul percorso, antiche dimore dismesse, amene vedute sui colli, la camminata nel bosco, i ruscelli che tagliano in vari punti il sentiero e le 𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐮𝐥𝐢𝐧𝐢 seminascoste dalla vegetazione, l’escursione risulta piacevole. Il silenzio interrotto solo dal suono delle cicale, dal cinguettio degli uccelli, dai passi che si posano sull’erba e dal fruscio dell’acqua che scorre.
𝐈𝐋 𝐁𝐎𝐑𝐆𝐎 𝐃’𝐀𝐋𝐓𝐑𝐈 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐈
𝐂𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢 ma è interessante, a ridosso di San Benedetto, si può visitare l’antico borgo di 𝐂𝐚𝐬𝐞 𝐌𝐮𝐬𝐨𝐥𝐞𝐬𝐢, storico insediamento fondato da cittadini emigrati dal Mugello, oggi raccolto attorno ad un nucleo di seconde case ristrutturate e 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨. Gli immobili più curati mostrano facciate in pietra chiara e belle decorazioni. Dopo una breve salita su strada asfaltata si raggiungono la parrocchia e il centro di 𝐒𝐚𝐧 𝐁𝐞𝐧𝐞𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐕𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐦𝐛𝐫𝐨. E’ un tipico paese di collina, i parcheggi non abbondano ma neanche i locali dove fermarsi.
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *






Rispondi