𝐓𝐚𝐥𝐤, 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐢𝐧 𝐯𝐞𝐭𝐫𝐢𝐧𝐚, 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞, 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐫𝐞𝐜𝐨𝐫𝐝 𝐝𝐚 𝐆𝐮𝐢𝐧𝐧𝐞𝐬𝐬 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢. 𝐈 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐢 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐚 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚𝐅𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟒 𝐚𝐥 𝟐𝟔 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (translation by Gemini)*:
(tempo di lettura: 6′)
𝐈𝐥 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 “𝐖𝐞 𝐌𝐚𝐤𝐞 𝐅𝐮𝐭𝐮𝐫𝐞”, a BolognaFiere dal 24 al 26 giugno 2026, si è confermato polo di attrazione internazionale per decine di migliaia di visitatori e per le imprese. La tre giorni ha offerto un cartellone fitto di 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, talk, dibattiti, workshop, dimostrazioni, concerti, spazi riservati agli affari che hanno coinvolto più di 800 espositori oltre a enti, istituzioni, startup provenienti da 90 Paesi. La distribuzione degli eventi ha consentito di ascoltare in cuffia i relatori schierati sui palchi delle Hall 28, 29 e 30 mentre parlavano di 𝐛𝐢𝐭𝐜𝐨𝐢𝐧, tecnofinanza, mercato della 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚, geopolitica, conquiste e timori legati ai progressi della 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚, dei giovani, dei diritti, delle 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚’ del presente e del futuro.
𝐃𝐑𝐎𝐍𝐄 𝐒𝐎𝐂𝐂𝐄𝐑 𝐄 𝐈𝐀
𝐂𝐡𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐡𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐭𝐜𝐡 – campionati di 𝐝𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐞𝐫 compresi (partite di calcio aereo disputate da squadre di droni) – che si sono svolti nell’area riservata ai giochi (Hall 21), oppure ha potuto camminare affiancato da un 𝐫𝐨𝐛𝐨𝐭 dal passo lesto o scambiare informazioni sulle ricerche che le università stanno compiendo nel campo dell’addestramento delle macchine e sull’uso dell’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞. Il 25 giugno un gruppo di studenti ben motivati dell’Università di Pisa, da tempo al lavoro sull progetto ingegneristico “Icarus” assieme allo YouTuber “Jakidale”, è riuscito ad entrare nel 𝐆𝐮𝐢𝐧𝐧𝐞𝐬𝐬 𝐖𝐨𝐫𝐥𝐝 𝐑𝐞𝐜𝐨𝐫𝐝 2026 lanciando l’aereo di carta con la maggiore apertura alare al mondo (20,04 metri) che è atterrato dopo un volo lungo quasi 60 metri (qui il video).
Un ulteriore approfondimento sulla tecnologia: QUI IL LINK

𝐅𝐑𝐀𝐍𝐂𝐄𝐒𝐂𝐀 𝐀𝐋𝐁𝐀𝐍𝐄𝐒𝐄
𝐅𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐢, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐭𝐨 e apprezzato è stato l’intervento della giurista e Relatrice Speciale Onu per i diritti umani nei Territori Palestinesi, 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐀𝐥𝐛𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞. Che, sollecitata dall’intervistatore, il Ceo di Search On Media Group, 𝐂𝐨𝐬𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐨, ha risposto anche a una domanda sull’Intelligenza artificiale (IA): «Il mio punto di vista da non esperta in IA ma esperta in diritti umani è che l’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 allo stato attuale non elimina la responsabilità umana: il 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 in generale non prevede una zona senza legge soltanto perché una decisione è assistita da un 𝐚𝐥𝐠𝐨𝐫𝐢𝐭𝐦𝐨. Deve mantenere una zona di responsabilità: il principio di proporzionalità e il principio di precauzione continuano ad applicarsi. La sfida, purtroppo, è stata un po’ già persa, nel senso che siamo nel terzo anno di 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 e si sa dal dicembre del 2023 che 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞 ha utilizzato forme di Intelligenza artificiale, ma anche 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐫𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 in modo assolutamente contrario al diritto internazionale, eppure invece di essere sanzionata, l’economia israeliana continua a crescere grazie ai 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭𝐭𝐢 e ai proventi delle vendite di queste tecnologie» (qui il video).
𝐄𝐍𝐑𝐈𝐂𝐎 𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐍𝐀
𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐆 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝟕, 𝐄𝐧𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐌𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚, si è soffermato sulle debolezze dell’Unione europea. «Il problema dell’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 è che è una realtà artificiale. Negli 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢 si parla la stessa lingua, si ha una comune leadership. La forza di 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩 ci ricorda cosa sono gli Stati Uniti: sono 50 Stati che hanno un capo assoluto, l’Europa è fatta di 𝟐𝟕 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐧𝐨 𝟏𝟏 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 nei quali nessuno rinuncerà alla 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚’ 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. Il massimo che è stato fatto e che è sembrata una conquista epocale è che alcuni di questi Paesi, non tutti i 27, hanno una 𝐦𝐨𝐧𝐞𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞. Non è l’Erasmus che crea la patria europea; gli americani si commuovono davvero quando c’è l’inno prima delle manifestazioni, avete mai visto uno che quando sente l’Inno alla Gioia si commuove?» (qui il video).

𝐅𝐀𝐁𝐈𝐎 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐀𝐆𝐍𝐈𝐍𝐈
𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐙𝐚𝐟𝐟𝐚𝐠𝐧𝐢𝐧𝐢, 𝐢𝐥 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 del “gruppo rock più grande del mondo”, i “𝐑𝐨𝐜𝐤𝐢𝐧’ 𝟏𝟎𝟎𝟎”, ha illustrato sommariamente, tra i vari temi toccati, i requisiti per essere ammessi a suonare nella band. «Il primo – ha elencato – è quello dell’impegno: partecipare e suonare con i Rockin’ 1000 è complicato ed è impegnativo. Le persone che partecipano devono guadagnarsela, devono studiare tanto, devono superare un’audizione, devono 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐧𝐚𝐫𝐨 𝐞𝐝 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐞 per riuscire a suonare dentro uno stadio. Il secondo valore probabilmente è quello della collaborazione. Non esiste un 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐦𝐨 all’interno dei Rockin’ 1000. Le persone per partecipare devono mettere da parte una parte del loro ego per contribuire a qualche cosa che funziona solamente se tutti fanno la loro parte senza avere velleità di emergere al di sopra degli altri. E poi l’ultimo, ma non l’ultimo per importanza, è l’inclusione: nel gruppo ci sono bambini e anziani, a nessuno frega nulla dell’𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, dell’orientamento sessuale, politico e religioso e quindi riesci veramente a vedere una varietà di esseri umani molto molto ampia che però significa anche che dentro i Rockin’ 1000 ci sono 𝐢𝐝𝐞𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢, posizioni diverse e anche posizioni politiche differenti» (qui il video).
𝐁𝐑𝐔𝐍𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐂𝐔𝐂𝐈𝐍𝐄𝐋𝐋𝐈
𝐋𝐨 𝐬𝐭𝐢𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐂𝐮𝐜𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 si è rivolto al pubblico giovane che ha affollato le hall e gli stand nei giorni del festival. «Dovete avere un sogno, una vita senza sogni che vita è? – ha esordito – Tornate ad investire nei 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐢𝐝𝐞𝐚𝐥𝐢, la bella politica, la bella famiglia, la spiritualità, la religione. Sono gli ideali dell’essere umano. Sì, e voi ci tornerete. Studiate la metà: sono tornato tre giorni fa da Shanghai e gli studenti restano a scuola dalle 8 del mattino alle 4 del pomeriggio, poi hanno compiti fino alle 9. Le mie nipotine tornano alle 2 e mezza-3 del pomeriggio e fanno i compiti fino alle 7. Allora ho detto: “Buttate via i 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢, fatemi il favore, divertitevi, giovitevi, guardate il cielo, guardate le stelle, questo dobbiamo fare”». Anche lui ha riservato qualche battuta alla rivoluzione innescata dall’Intelligenza artificiale. «Troveremo una strada se non c’è una strada la faremo, giusto? – ha concluso – Senza paura? No. Perderemo il 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨? No. Ci saranno sostituzioni di lavori, ce ne saranno altri. Dobbiamo essere 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢, dobbiamo essere attenti» (qui il video).

𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐄𝐑𝐓𝐈 𝐄 𝐋𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐀 𝐀 𝐑𝐄𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐢 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨. 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐫𝐢𝐨 𝐋𝐮𝐧𝐝𝐢𝐧𝐢 si è esibito assieme al suo gruppo musicale, i 𝐕𝐚𝐳𝐳𝐚𝐧𝐢𝐤𝐤𝐢, e ha conquistato la platea con alcuni siparietti che hanno coinvolto il pubblico e anche….un robot di passaggio (qui il video). “𝐈 𝐏𝐚𝐭𝐚𝐠𝐚𝐫𝐫𝐢”, complesso jazz manouche che ha partecipato all’edizione 2024 del talent show “X Factor”, hanno riscosso scroscianti applausi con la loro versione di “𝐁𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐢𝐚𝐨” (qui il video). Il Dj 𝐍.𝐀.𝐈.𝐏., 𝐍𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐈𝐧 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞, ha offerto alla platea uno scatenatissimo dj set alle…10 del mattino (qui il video). L’automazione ha attirato una notevole curiosità e i 𝐫𝐨𝐛𝐨𝐭 sono stati i protagonisti di alcuni stand, ma è stato possibile incrociarli anche a passeggio nei padiglioni di BolognaFiere (qui il video). Infine, uno spettacolo che ha stupito e affascinato il pubblico, questa volta proposto all’esterno delle hall: 𝐢𝐥 𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐚 𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐢𝐥 𝐣𝐞𝐭 𝐟𝐥𝐢𝐠𝐡𝐭 reso famoso dal cinema e dai film con 𝐈𝐫𝐨𝐧 𝐌𝐚𝐧. Per un minuto e mezzo un giovane pilota inglese ha manovrato il dispositivo volteggiando ad alcuni metri di altezza con la Gravity Jet Suit e mostrando un altro risultato raggiunto dalla tecnologia negli ultimi anni (qui il video).
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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