𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐥’𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚. 𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐥𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐬𝐨 𝐚 𝟒𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨. 𝐋’𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: «𝐂𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐂𝐨𝐧𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐨𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐢 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢»

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:

𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (by Gemini’s translator)*:

(tempo di lettura: 3′)

𝐔𝐧𝐚 𝐛𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚 inviata dal fornitore del servizio, con un importo superiore a 𝟐𝟏 𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨, rappresenta una mazzata pressoché irreparabile per il reddito di qualsiasi famiglia “normale”. Se non è stato neppure consumato un metro cubo di gas ovviamente si entra nel campo dell’assurdo. Perché il presunto debitore, protagonista di questo caso, non abitava da anni nell’immobile al quale venivano imputati quei consumi: da tempo era infatti assistito in una 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐬𝐨, ma l’erogatore del servizio – attraverso il meccanismo del 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚𝐭𝐨 – ha continuato a calcolare per tutto il periodo inesistenti consumi del gas. Chiunque sia stato coinvolto in contenziosi con società che erogano questo tipo di servizi – dal telefono all’elettricità, all’acqua, al gas – sa quanto sia traumatico dover rispondere a 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐜𝐢𝐭𝐢 e decreti ingiuntivi e quanto sia complicato uscire da queste situazioni. 

Antonio Frascerra e Sonia De Martinis (Confconsumatori)

𝐂𝐀𝐒𝐀 𝐂𝐇𝐈𝐔𝐒𝐀 𝐃𝐀 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐀𝐍𝐍𝐈

𝐀 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 di Confconsumatori Ferrara, 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐬𝐜𝐞𝐫𝐫𝐚, e la responsabile del rapporto con gli utenti, 𝐒𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐃𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐢𝐬. Per guidare la vicenda verso una soluzione si è reso infatti necessario l’intervento di un amministratore di sostegno e di un’𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢. L’utente interessato risiede a Ferrara, ma – come anticipato – è assistito in una 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞, ha quasi il 100% di invalidità e non abita da molto tempo nell’abitazione di residenza, che risulta chiusa dal 2019. Negli ultimi sette anni il valore dei consumi “stimati” ha continuato a salire ed è stato aggiornato fino a superare i 21mila euro. L’interlocuzione di Confconsumatori con la multiutility ha consentito di verificare che l’ultima 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 risaliva al 2019. Sono stati contestati tutti gli importi stimati. «Ad oggi – spiegano Frascerra e De Martinis – siamo riusciti a far chiudere l’utenza del gas e ancora nulla è stato pagato perché abbiamo chiesto il ricalcolo di tutti gli addebiti non dovuti. Abbiamo anche eccepito la 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. La cifra è tuttora oggetto di verifica dei consumi reali finalizzata al ricalcolo delle somme addebitate. Attualmente si è avuta una riduzione dell’importo contestato, sceso a circa 4mila euro. Ma se non verrà deciso un ulteriore abbattimento ci rivolgeremo all’ente che regola il mercato, Arera. Per i fornitori inadempienti sono previste 𝐬𝐚𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐧𝐭𝐢». 

𝐈𝐋 𝐃𝐄𝐁𝐈𝐓𝐎 𝐑𝐀𝐓𝐄𝐈𝐙𝐙𝐀𝐓𝐎

𝐂𝐚𝐬𝐢 𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚’ sui tavoli dell’associazione. Un altro, recente, riguarda un contenzioso di 14.775 euro, sollevato dopo il recapito di una fattura di consumi del gas nell’aprile 2025. La vicenda riguarda un complesso di quattro unità, due delle quali vuote (una per il trasferimento della proprietaria in una residenza per anziani, un’altra per il decesso dell’occupante). Due soli immobili risultano quindi abitati e riscaldati, mentre il metano è fornito attraverso un unico contatore, che – dalla lettura delle bollette pervenute – risulta 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐚𝐭𝐨 dal 30 aprile 2022. Nel 2025 è stato sostituito. «Non è plausibile che dal 2022 mai nessuno si sia accorto del 𝐦𝐚𝐥𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞, così come non è plausibile – scrive Confconsumatori Ferrara – che vengano addebitati consumi per ricalcoli così alti da far ricadere poi sui consumatori che non sempre sono in grado di comprendere i dettagli delle bollette. Da tempo sono attivi nelle unità servite 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐨𝐧𝐢𝐜𝐢 leggibili direttamente dal fornitore». Per tale motivo, l’associazione ha attivato la procedura di conciliazione paritetica presso Arera a seguito della quale «si è giunti alla 𝐫𝐚𝐭𝐞𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 concordati».

𝐋𝐀 𝐒𝐎𝐋𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎𝐒𝐈

«𝐋𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 – spiegano Frascerra e De Martinis – possono attivare canali di interlocuzione con le società che erogano i servizi per aiutare l’utente in difficoltà a individuare una soluzione nella contesa legale. Comunque conviene sempre verificare se la bolletta ricevuta fa riferimento a 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢. Con i contatori elettronici quelli reali tutelano maggiormente il consumatore». 

* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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