𝐂𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐥𝐨𝐧𝐞 𝐛𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝟏𝟓𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚’. 𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢
𝐈𝐥 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 “𝐄𝐮𝐟𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝟐 𝐦𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢”: qui
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (by Gemini’s translator)*:
𝐓𝐨𝐜𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨’. E’ la copertina di un vecchio disco in vinile, una chitarra costruita da un liutaio che ha imparato l’arte da autodidatta, è suonare su un pianoforte che può essere comandato da remoto da uno dei pianisti più famosi del mondo, ma anche la cassa amplificata modellata da un artigiano che possiede una falegnameria ed è anche un appassionato di musica. Ma si può anche ascoltare: ad esempio, nelle parole e nelle dimostrazioni dei maestri che si sono alternati sui palchi di 𝐄𝐮𝐟𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚, il Salone della musica che dal 15 al 17 maggio è stato ospitato dai padiglioni della 𝐅𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚, organizzato in collaborazione con i 𝐌𝐞𝐢 di Faenza e il 𝐆𝐮𝐢𝐭𝐚𝐫 𝐒𝐡𝐨𝐰. Quest’anno la rassegna ha registrato una crescita di pubblico, salito dalle circa 13mila presenze del 2025, quando era imperniato su due giornate, alle 𝟏𝟓.𝟒𝟓𝟐 dell’edizione 2026, con l’aumento a tre giornate di apertura.

𝐋’𝐔𝐊𝐔𝐋𝐄𝐋𝐄 𝐒𝐎𝐋𝐈𝐃𝐀𝐋𝐄 𝐅𝐈𝐑𝐌𝐀𝐓𝐎
𝐅𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐢 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐬𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 con chi ha deciso di affittare uno spazio per fare affari o semplicemente promuovere il marchio aziendale significa entrare in tante storie ed esperienze diverse. 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐚𝐠𝐥𝐢, direttore artistico di “𝐎𝐫𝐜𝐡𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐫𝐥”, piattaforma digitale con sede a Milano che mette gratuitamente in contatto l’utente con i musicisti che hanno imboccato o si stanno incamminando sulla strada del professionismo (il sito si rivolge anche agli studenti dei 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢), spiega che «oggi la vita di un musicista non è semplice. Il rapporto diretto con chi richiede il servizio e la sua fruizione gratuita (la piattaforma offre anche la possibilità di un account premium, ndr) possono aiutare chi vuole vivere di musica a trovare concretamente un lavoro». Su un banchetto vicino, un ukulele donato dal liutaio 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐕𝐞𝐫𝐠𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢, con una lavorazione a foglia in oro 24 carati, è l’anima del progetto “𝐔𝐤𝐮𝐥𝐞𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐫𝐫𝐢𝐬𝐨”. Sulla piccola cassa compare la firma di nomi illustri della musica, come 𝐑𝐢𝐜𝐜𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐌𝐮𝐭𝐢 e 𝐌𝐨𝐠𝐨𝐥. Tra i nomi vergati, anche quello del polistrumentista 𝐉𝐚𝐜𝐨𝐛 𝐂𝐨𝐥𝐥𝐢𝐞𝐫. Il giovanissimo ideatore del progetto, 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐒𝐚𝐠𝐨𝐧𝐞, porterà lo strumento all’asta in autunno per finanziare i programmi di musicoterapia e i concerti negli ospedali.

𝐈𝐋 𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐍𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐕𝐈𝐍𝐈𝐋𝐄
𝐉𝐚𝐬𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐉𝐨𝐬𝐭, 𝐝𝐚 𝐁𝐞𝐫𝐥𝐢𝐧𝐨, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐨 nei padiglioni di Eufonica, porta in Italia i servizi di un gruppo tedesco, 𝐄𝐌𝐂 𝐄𝐥𝐞𝐜𝐭𝐫𝐨𝐧𝐢𝐜 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐀𝐆, che opera nel settore della musica elettronica: organizzazione di eventi e agenzia per dj e manager. «I nostri dj – assicura – usano ancora il vinile». Pochi metri più in là c’è chi li vende, ordinati in scatoloni appoggiati sul banco. Marco, l’espositore, è preoccupato: «Il mercato cresce da una decina d’anni, ora si sta ristampando di tutto e il rischio è che si vada in fretta alla 𝐬𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨. Ma per ora il commercio tiene e la clientela ha una forbice amplissima, dai 16 ai 90 anni».
𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 𝐄 𝐈 𝐒𝐎𝐂𝐈𝐀𝐋
𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨-𝐬𝐮𝐨𝐧𝐚𝐧𝐭𝐞 “𝐒𝐩𝐢𝐫𝐢𝐨”, uno dei prodotti tecnologici più avanzati nel campo musicale, «ma realizzato con tutti i crismi che hanno fatto grandi i pianoforti 𝐒𝐭𝐞𝐢𝐧𝐰𝐚𝐲 & 𝐒𝐨𝐧𝐬», precisa 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐨, country manager Italia della casa di produzione americana, attrae curiosi e musicisti, mentre il pianista 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐂𝐚𝐯𝐞𝐬𝐭𝐫𝐢 effettua una dimostrazione live delle possibilità offerte dallo strumento, che in catalogo – e nel tablet collegato – ha 5mila brani (i 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨: qui con Cavestri e qui con il piano da solo). Dal palco Maura Romano ha racconta la diffidenza di una parte dei musicisti classici rispetto all’ingresso della tecnologia nella produzione del suono strumentale. «Ma i giovani sono più ricettivi e hanno meno filtri», osserva. 𝐃𝐚𝐦𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐀𝐟𝐫𝐢𝐟𝐚, direttore dell’Ufficio stampa e Web del 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐜𝐚𝐥𝐚, descrive il ponte che l’ente ha issato per far viaggiare la “classica” sui 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥. «Lo snobismo non aiuta la musica – afferma – Noi consultiamo questi canali ogni giorno, “scrolliamo” i reel, proponiamo una produzione di qualità e ne siamo orgogliosi ma cerchiamo anche di 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞. Non bisogna aver paura di comunicare e di usare anche le opportunità che offre il digitale».

𝐂𝐀𝐒𝐒𝐄 𝐋𝐄𝐆𝐆𝐄𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐁𝐎𝐑𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄
𝐍𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐟𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐡𝐢, 𝐜𝐡𝐢𝐭𝐚𝐫𝐫𝐞, casse e amplificatori del 𝐆𝐮𝐢𝐭𝐚𝐫 𝐒𝐡𝐨𝐰 i “vintage” esposti da 𝐁𝐨𝐛 𝐂𝐢𝐥𝐥𝐨, con prezzi che possono salire fino a 10-15mila euro, arrivano dalla Puglia mentre le casse amplificate di 𝐀𝐮𝐝𝐢𝐨𝐦𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫, società fondata da 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐆𝐚𝐥𝐚𝐬𝐬𝐨, sono partite per Bologna da Potenza: piccole, in faggio e in abete, sono in grado di “sparare” decine di watt e possono essere trasportate – per alcuni modelli – come una borsetta. Il laboratorio 𝐀𝐫𝐭𝐞𝐥𝐚𝐛 𝐝𝐢 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐭𝐞 ha sede a Vicenza. Geometra, disegnatore Cad e musicista, ha intrecciato nella liuteria (il suo secondo lavoro) competenza tecnica e conoscenza della musica. Alcuni suoi modelli completano il suono live di artisti di rilievo nazionale. Fisarmoniche riccamente cesellate, nello stand di Marino Lorenzini, i più svariati strumenti a corde (a 4, a 6, a 12) hanno risuonato tra gli stand mentre una parte del pubblico seguiva le lezioni frontali dei 𝐦𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐢 dello strumento.

𝐍𝐔𝐎𝐕𝐄 𝐀𝐓𝐓𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈
𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐨, 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐠𝐧𝐢, 𝐢 𝐩𝐚𝐧𝐞𝐥, 𝐢 𝐰𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩, i concerti, i contest e tanto altro hanno trovato spazio il 𝐃𝐫𝐮𝐦 𝐒𝐡𝐨𝐰, con le batterie in mostra, e gli incontri di formazione del 𝐃𝐨𝐦 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐮𝐥𝐚𝐫𝐨 𝐃𝐚𝐲. «La crescita del pubblico e la qualità delle relazioni costruite durante questi tre giorni – hanno dichiarato 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐚𝐫𝐚 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐢𝐧𝐢, referente di Eufonica, 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐅𝐫𝐢𝐬𝐨, del Guitar Show, e 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢, del Mei di Faenza – confermano Bologna e l’Emilia-Romagna come uno dei dei punti di riferimento nazionali e internazionali per la musica contemporanea e per tutta la filiera musicale». 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐨, responsabile del padiglione delle batterie, ha annunciato che «per il 2027 la sfida sarà il passaggio da incontro europeo a incontro internazionale».
* La voce che legge l’articolo generata da una piattaforma di Intelligenza artificiale (audio generated by platform AI)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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