𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟓 𝐚𝐥 𝟏𝟕 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, 𝐝𝐚𝐥 𝟏𝟐 𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 “𝐨𝐟𝐟”. 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟐𝟓𝟎 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝟏𝟐𝟎 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐁𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨𝐧𝐞 (𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐅𝐢𝐞𝐫𝐞) 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨: «𝐂𝐢 𝐝𝐚𝐫𝐚’ 𝐬𝐨𝐝𝐝𝐢𝐬𝐟𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢». 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢 (𝐌𝐞𝐢): «𝐈𝐀 𝐝𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝟓𝟎% 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚»

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:

𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (by Gemini’s translator)*:

𝐁𝐎𝐋𝐎𝐆𝐍𝐀. 𝐋𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐯𝐢𝐯𝐨, 𝐝𝐚 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐝𝐚 𝐭𝐨𝐜𝐜𝐚𝐫𝐞, da leggere, imparare, vedere e vendere perché è anche un’industria con le sue regole e i suoi protagonisti. Con il suo corpo fisico rappresentato dagli artisti, dalla tecnologia, dal pubblico, con la sua magia. E con i suoi “fake”, che sono il prodotto «di chi tradisce l’arte, di chi non la conosce ma la pratica per fare solo business». Lo spauracchio è già piantato ed è ben visibile in mezzo al campo: si chiama Intelligenza artificiale. 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢, patron del Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti, di Faenza), lo ha detto chiaramente durante la conferenza stampa di presentazione di 𝐄𝐮𝐟𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔, il Salone della Musica e delle sue professioni, dal 15 al 17 maggio a Bologna per la quarta edizione: «Non siamo contro le innovazioni dell’elettronica, come l’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐭𝐮𝐧𝐞 o l’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞. Il problema è evitarne l’abuso. Se l’obiettivo è sostituire l’artista vero, cioè l’essere umano, sono contrario. Parlo per me ma non sono da solo». Mei è uno dei partner della manifestazione che inizierà a coinvolgere il pubblico con alcuni eventi esterni ai padiglioni di 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐅𝐢𝐞𝐫𝐞 già dal 12 maggio, con concerti, visite guidate, talk e laboratori (qui il link con il programma).

Il video qui: parla 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢 (Mei)

𝐈𝐋 𝐌𝐄𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐈𝐂𝐀

𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟐𝟓𝟎 𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐥𝐞𝐧𝐝𝐚𝐫𝐢𝐨, 𝟏𝟐𝟎 𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢. La fiera ospiterà anche la seconda edizione bolognese, e nona in totale, del 𝐆𝐮𝐢𝐭𝐚𝐫 𝐒𝐡𝐨𝐰, punto di riferimento internazionale per tutto ciò che ruota attorno alla chitarra e al basso, dagli strumenti all’amplificazione, agli effetti. Circa 𝟐𝟎𝟎 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 con invitati come 𝐊𝐢𝐤𝐨 𝐋𝐨𝐮𝐫𝐞𝐢𝐫𝐨 (Angra, Magadeth), 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐦𝐛𝐨, turnista per Eros Ramazzotti, Federico Malaman, bassista di Mario Biondi, 𝐂𝐢𝐫𝐨 𝐌𝐚𝐧𝐧𝐚, che ha collaborato con Pino Daniele e Bryan May, Andrea Braido (Vasco Rossi, Zucchero). Sarà l’esordio del 𝐃𝐫𝐮𝐦 𝐒𝐡𝐨𝐰, nuovo settore dedicato a batteria e percussioni, con ospiti internazionali come 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐨 (batterista ed educatore), 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐬𝐞, 𝐕𝐞𝐫𝐚 𝐅𝐢𝐠𝐮𝐞𝐢𝐫𝐞𝐝𝐨 (Brasile), 𝐓𝐡𝐨𝐦𝐚𝐬 𝐋𝐚𝐧𝐠 (Austria), Claus Hessler (Germania). Per chi ama gli strumenti sarà presente un’area dedicata alla 𝐥𝐢𝐮𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚 e all’artigianato musicale, fino all’arte del restauro; e non mancheranno iniziative volte alla formazione e alla didattica, con concerti, il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e dei conservatrori e una partnership con l’istituto Indire. Tra i protagonisti della rassegna gruppi storici del rock bolognese anni ’70/’80 come i 𝐆𝐚𝐳𝐧𝐞𝐯𝐚𝐝𝐚, gli 𝐞𝐱 𝐒𝐤𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨𝐬, o la cantante e produttrice musicale Clara Moroni, che ha collaborato con gli Stadio e Loredana Bertè. Fuori dall’ambito del concerto ci sarà spazio per altri eventi coinvolgenti, come il «𝐝𝐣 𝐬𝐞𝐭 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞 più grande d’Italia». I libri, le etichette musicali, come Irma Records, e le mostre – assicurano gli organizzatori – aggiungeranno ulteriori occasioni per richiamare pubblico e visitatori. 𝐋’𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞’ 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 (ma con registrazione on line su sito ufficiale), 𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐆𝐮𝐢𝐭𝐚𝐫 𝐒𝐡𝐨𝐰.

Da sinistra: Landuzzi, Friso, Bruzzone, Conti, Ara, Laurini, Rosa e Sangiorgi

𝐈 𝐑𝐄𝐍𝐃𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐅𝐔𝐓𝐔𝐑𝐈

𝐋𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚 𝐮𝐧 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 alle giovani generazioni. «E’ un modo per scoprire o riscoprire il bello mentre l’attualità oggi ci consegna l’orrore della guerra», ha commentato l’assessore alla Scuola del Comune di Bologna, 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐀𝐫𝐚. «Viviamo in un mondo altamente conflittuale, i nostri ragazzi hanno bisogno di conoscere nuovi linguaggi. Nel 2024 abbiamo registrato 68mila accessi ai servizi di Neuropsichiatria infantile su una popolazione di oltre 600mila under 18»., ha aggiunto l’assessora al Welfare e Terzo settore, 𝐈𝐬𝐚𝐛𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢. 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐁𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨𝐧𝐞, l’amministratore delegato di Bologna Fiere ha collocato la rassegna in una prospettiva di remuneratività futura, «un progetto di valenza culturale, ma non solo, che credo ci darà soddisfazione negli anni e ci vede impegnati in un lavoro che portiamo avanti in solitaria».

I𝐈𝐋 𝐒𝐔𝐎𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐁𝐎𝐋𝐎𝐆𝐍𝐀

𝐋𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐚𝐠𝐞𝐫 𝐝𝐢 𝐄𝐮𝐟𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚, 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐚𝐫𝐚 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐢𝐧𝐢, ha sottolineato le nuove collaborazioni, anche con istituzioni del Veneto, e il radicamento della musica in città con studi come Fonoprint, il Festival dello Zecchino d’Oro, figure storiche della produzione e della creatività musicale, come Lucio Dalla. «Tratteremo anche i dati del settore, che non sono facili da interpretare – ha affermato – E cercheremo di far comprendere ai giovani quanto sia importante coltivare l’indipendenza musicale». Il Guitar Show quest’anno coinvolgerà artisti provenienti da 29 Paesi, con una posizione importante di 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 e 𝐑𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐨, ai palchi della rassegna si aggiungeranno quelli dello spazio espositivo, dove la musica – per evitare interferenze tra le postazioni riservate agli ospiti – si potrà ascoltare in cuffia, come ha annunciato il fondatore della manifestazioine, 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐅𝐫𝐢𝐬𝐨. L’orizzonte dei generi rappresentati sarà vastissimo, coprirà dalla classica al jazz, ha spiegato la direttrice del Conservartorio di Bologna, 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐋𝐚𝐧𝐝𝐮𝐳𝐳𝐢. E 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐬𝐚, di Indire, ha ricordato che sul fronte didattico opereranno insegnanti ed esperti, con una decina di proposte specificamente selezionate per gli eventi.

Giordano Sangiorgi (Mei)

𝐕𝐈𝐀 𝐈 𝐍𝐔𝐌𝐄𝐑𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐑𝐄𝐀𝐌𝐈𝐍𝐆

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢 𝐡𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚, molto sentito tra gli artisti, legato ai nuovi sistemi di fruizione della musica, a partire dallo streaming e dalle piattaforme che oggi fanno tendenza. «Rubano soldi a chi la musica la fa – ha protestato – e così uccidono il mercato musicale. Assieme all’europarlamentare 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐙𝐢𝐧𝐠𝐚𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢, e a musicisti come 𝐄𝐮𝐠𝐞𝐧𝐢𝐨 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐫𝐝𝐢 e 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐁𝐢𝐨𝐧𝐝𝐢 stiamo cercando di portare queste istanze nelle istituzioni europee. Oggi molti di questi flussi passano per 𝐒𝐩𝐨𝐭𝐢𝐟𝐲 ma se quello è il canale allora il mercato musicale viene inondato dal solito pop urbano, si perde la ricchezza e la varietà della produzione musicale. Sull’impiego dell’IA occorrerebbe essere chiari: se si usa deve essere segnalata e non dovrebbe superare il 50% del contenuto dell’opera, chi va oltre deve essere sanzionato. Anche sull’uso degli 𝐚𝐥𝐠𝐨𝐫𝐢𝐭𝐦𝐢 bisogna fare una riflessione. Purtroppo nel mercato arrivano troppo facilmente produzioni di artisti fake e di brani generati completamente con l’IA. Forse servirebbe abolire i numeri degli streaming, così si eliminerebbe uno strumento di forte condizionamento».

* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Rispondi

Trending

Scopri di più da GuardarsIntorno.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere