𝐍𝐨𝐯𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐧𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚. 𝐋𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐜𝐢, 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐥𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐥𝐞𝐯𝐞 𝐝𝐚 “𝐜𝐨𝐥𝐭𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞” 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚
𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨-𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚: https://youtube.com/shorts/zQFp4Q4bqGE
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐢𝐧 𝐞𝐧𝐠𝐥𝐢𝐬𝐡 (by Gemini’s translator)*:
𝐍𝐞𝐥 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐮𝐞 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚𝐥𝐢 reclamano il titolo di Filarmonica più antica della provincia. Quella di 𝐓𝐫𝐞𝐬𝐢𝐠𝐚𝐥𝐥𝐨 ha celebrato il suo 170° anniversario nel 2023, quella di 𝐕𝐨𝐠𝐡𝐞𝐧𝐳𝐚 (frazione di Voghiera) ha riunito maestri, musicisti e sostenitori il 10 aprile scorso nel Castello (o Delizia) di Belriguardo, a Voghiera, per festeggiare – anch’essa – i 𝟏𝟕𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. La tradizione delle bande musicali si perde nei secoli: la rivendicazione della primazia in un territorio può anche essere oggetto di ricerca. Al tavolo dei relatori sedeva fra gli altri 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐞𝐬𝐬𝐢, ex presidente della banda, che per tre anni ha spulciato gli archivi delle biblioteche locali per recuperare atti e documenti d’epoca utili a illuminare gli esordi di una storia che coinvolge musicisti, pubblico e competenze maturate in anni di preparazione e studio.
𝐑𝐈𝐕𝐀𝐋𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐑𝐄𝐀𝐌𝐈𝐍𝐆
«𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟖𝟓𝟎 𝐢𝐧 𝐩𝐨𝐢 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 si erano insediate almeno 32 bande – ha raccontato l’ex presidente della Filarmonica di Voghenza – ma il materiale che ho recuperato può far salire questo dato fino a 42. La banda era il modo col quale le classi popolari, quelle che non possedevano i mezzi per entrare nei teatri della zona, tenevano unita la loro comunità attorno alla musica e all’arte. La distinzione tra musica alta e bassa è fittizia, ci sono maestri come 𝐉𝐨𝐬𝐞’ 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐀𝐛𝐫𝐞𝐮 che hanno strappato milioni di bambini venezuelani alla strada puntando sull’educazione musicale». Nell’era di Spotify e dell’ascolto in 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐚𝐦𝐢𝐧𝐠 il grande vivaio a cui attingevano queste formazioni si è ristretto: meno bande, meno orchestre, «sono però attive molte scuole per i giovani che vogliono imparare a suonare e le bande hanno un ruolo anche in questo campo. A Voghiera siamo stati i primi in questa provincia a inserire l’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐫𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚𝐥𝐞 nell’offerta educativa della scuola media». Il conduttore, 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐢, che ha intercalato le interviste con una buona dose di ironia, ha retto il gioco: «E siete anche la banda più “vecchia” della provincia, no?».

per il 170° della Filarmonica di Voghenza
𝐋𝐎 𝐒𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐎 𝐒𝐔𝐋 𝐅𝐔𝐓𝐔𝐑𝐎
𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫 𝐌𝐢𝐫𝐜𝐨 𝐁𝐞𝐬𝐮𝐭𝐭𝐢, 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 da formatore e direttore di bande musicali, presidente dell’Associazione Italiana Scuole di Musica e fondatore di “Assonanza”, associazione delle Scuole di musica dell’Emilia Romagna, ha collocato il cammino dei complessi formati da fiati e percussioni in una 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚, partendo dai primi esempi di banda moderna, tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, passando per lo stop della Prima Guerra Mondiale e per il mussoliniano Sabato Fascista, ricordando la “concorrenza” della musica rock che attraeva le 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 negli anni ’50 e ’60 e l’ingresso delle donne negli anni ’70. Da ultimo il ritorno dei giovani, anche grazie alla moltiplicazione delle Scuole di musica. Una fase positiva che non ha risolto del tutto i problemi posti dalla formazione degli organici. Ma il contesto continua ad offrire uno sguardo sul futuro. «La banda – ha concluso Besutti – forma le persone, trasmette passione attraverso la musica e tutela e afferma il valore dell’𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, sostenendo la marginalità e la disabilità».
𝐈 𝐍𝐎𝐕𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐄𝐑𝐓𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐑𝐀𝐒𝐒𝐄𝐆𝐍𝐀
𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚𝐧𝐢, 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐢 𝐕𝐨𝐠𝐡𝐞𝐧𝐳𝐚, ha sottolineato l’importanza delle collaborazioni tra le formazioni che operano sul territorio (Voghenza ha stabilito un legame con i colleghi di Scortichino). Un modello piuttosto frequente oggi perché la “condivisione” consente di rinforzare i ranghi grazie ai doppi o tripli incarichi di musicisti e direttori. Il presidente della Filarmonica, 𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞𝐬𝐢, ha evidenziato che «la tradizione culturale temprata dalla presenza di una banda locale è arrivata oggi, per noi, a segnare un punto di partenza. Siamo una realtà strutturata che può guardare al futuro grazie ai giovani e al percorso educativo impostato dai nostri insegnanti. Abbiamo organizzato una rassegna musicale con un programma molto nutrito grazie soprattutto al lavoro del nostro segretario, 𝐄𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐞 𝐆𝐚𝐧𝐳𝐚𝐫𝐨𝐥𝐢». Che è anche assessore alla Cultura del Comune di Voghiera e ha elencato le tappe del programma – nove concerti – che coinvolgerà numerose bande della provincia nei restanti mesi dell’anno fino a ottobre, a partire dal prossimo 10 maggio,
𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐈𝐍 𝐔𝐍𝐀 𝐌𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀
𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐋𝐮𝐩𝐢𝐧𝐢 𝐡𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐞 fra la storia della banda e la comunità: «La Filarmonica è intrecciata strettamente con la vita dei nostri nonni e bisnonni. Mio padre era un musicista, ha suonato nella banda di Voghenza e ha voluto che lo accompagnasse anche durante la cerimonia funebre. Voghiera è fortunata a poter contare su associazioni che si occupano dei giovani e, anche, dei meno giovani». La 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚, che attrae decine di alievi, era rappresentata da uno dei giovani insegnanti, 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐡𝐢.
La storia più che secolare della banda è sintetizzata dai panelli di una 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐚 – a cura del Foto Cine Club “Il Girasole” – visitabile a Belriguardo fino al 10 maggio.
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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