𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐦𝐢𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐭𝐚. 𝐋’𝐚𝐫𝐜𝐢𝐯𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐨: «𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚 𝐬𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐚, 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐩𝐚𝐥». 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚, 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞: «𝐂’𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀’ 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐝𝐚 𝐥𝐢̀’ 𝐧𝐚𝐜𝐪𝐮𝐞 𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞»
𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨-𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚: qui
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (by Gemini’s translator)*:
«𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐨𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢𝐬𝐭𝐚. 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐬𝐞 possa tornare a esistere». Con un pensiero rivolto alla speranza – le parole sono dell’ultimo direttore responsabile dell’emittente, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐒𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢 – si è conclusa, l’11 aprile 2026, la cerimonia dedicata alla consegna del 𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚, promossa dall’Associazione Stampa locale (𝐀𝐬𝐅𝐞). Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato a un’emittente, Telestense, che ha cessato le trasmissioni un mese fa in concomitanza con l’apertura da parte del tribunale della 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐢𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 (nuova denominazione della procedura fallimentare). Un esito che ha portato alla chiusura di un’esperienza nata e cresciuta negli 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝟓𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 nel mondo della comunicazione ferrarese e drammaticamente interrotta senza che potesse essere individuata una soluzione in grado di rimettere ordine nei conti della società, i cui riferimenti sono stati la famiglia 𝐁𝐢𝐠𝐡𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 e l’imprenditore Flavio. Il pertugio per la speranza lasciato aperto da Sovrani è legato agli obiettivi del procedimento giudiziario (il curatore nominato dal tribunale è 𝐄𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐃𝐨𝐧𝐢𝐧𝐢) che può prevedere anche la vendita di asset per rifondere una quota del passivo, che ammonta ad oltre 3 milioni di euro. L’auspicio espresso da Sovrani riguarda l’eventuale intervento di gruppi radio-televisivi interessati a 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐦𝐢𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞.
𝐈𝐋 𝐕𝐈𝐕𝐀𝐈𝐎
𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐯 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 a chi lo ha perso dopo aver lavorato per decenni per l’emittente, «anche se la stragrande maggioranza di queste persone ha trovato un’altra collocazione – ha proseguito Sovrani – e non è escluso che, se 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐬𝐞 tornerà a trasmettere, qualcuno possa anche rientrare. Ci sono tante famiglie che stanno pagando questa situazione». La foto di gruppo finale ha riunito tanti giornalisti che hanno iniziato a lavorare negli studi televisivi che sono stati un 𝐯𝐢𝐯𝐚𝐢𝐨 del giornalismo ferrarese, professionisti oggi in servizio nelle attività di informazione e comunicazione o pensionati, non solo a Ferrara.

𝐒𝐏𝐀𝐋 𝐄 𝐂𝐀𝐑𝐈𝐅𝐄
«𝐄𝐫𝐚 𝐥’𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐦𝐢𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞, un servizio a cui anche le amministrazioni del territorio tengono moltissimo – ha commentato il prefetto 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐬𝐢𝐞𝐥𝐥𝐨 – Ma c’è sempre la speranza di una “resurrezione”, come per la 𝐒𝐩𝐚𝐥, la squadra di calcio della città. Sono state due gravi perdite per questo territorio». In platea, tra le autorità, c’era anche il consigliere regionale 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐂𝐚𝐥𝐯𝐚𝐧𝐨, un passato nell’informazione prima dell’ingresso in politica. Calvano ha portato il saluto della Regione Emilia Romagna: «Molti di noi hanno conosciuto Telestense da 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢: ci dava spazio quando, magari durante una manifestazione, avevamo qualcosa da dire. Ma è stata per molti anche un’occasione di crescita politica oltre che umana e culturale». E una palestra «per tanti professionisti che ha formato», ha ribadito l’assessore comunale 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨 𝐅𝐨𝐫𝐧𝐚𝐬𝐢𝐧𝐢. Le immagini sono importanti, ha aggiunto l’arcivescovo di Ferrara, 𝐆𝐢𝐚𝐧 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐏𝐞𝐫𝐞𝐠𝐨, «avvicinano le persone. La loro perdita allontana i volti e le storie. A Ferrara, purtroppo ci stiamo abituando a troppi fallimenti: la coop nel mondo dell’edilizia (Coopcostruttori, ndr), la 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐚 (Casaa di risparmil di Ferrara, ndr), la 𝐒𝐩𝐚𝐥 e adesso la televisione. Migliaia di persone hanno perso riferimenti non sempre sostituibili».
𝐋’𝐈𝐃𝐄𝐀 𝐄 𝐈𝐋 𝐕𝐈𝐃𝐄𝐎
𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐙𝐚𝐧𝐠𝐚𝐫𝐚, dell’Ufficio Stampa del Comune, ha sottolineato che «questa non è una festa. E’ un momento di celebrazione, di omaggio a persone che hanno lavorato in una realtà che purtroppo non c’è più». Tecnici, giornalisti, operatori, amministrativi che «hanno contribuito con il loro lavoro nella televisione locale, per 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐧𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐝’𝐚𝐧𝐧𝐢, al racconto della realtà quotidiana ferrarese», questa la motivazione del premio che è stato assegnato da AsFe accogliendo una proposta del direttore di Estense.com, 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐙𝐚𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢. «Non si dimentica una storia di cinquanta anni – ha detto Zavagli – La perdita di questo lavoro e di questa esperienza ci impoverisce anche dal 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞». Mezzo secolo di informazione e intrattenimento è stato sintetizzato in un video, realizzato dall’ex dipendente 𝐈𝐯𝐚𝐧 𝐀𝐫𝐝𝐢𝐳𝐳𝐨𝐧𝐢 (qui il video), che ha colto i momenti più significativi ma anche quelli ordinari della vita dell’emittente e dei lavoratori che l’hanno fatta camminare a lungo sulle loro gambe. 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚, primo direttore della tv, ha ricordato gli anni della “gestazione”: l’idea di creare un’emittente locale con le professionalità reperibili sul territorio e con i soldi mai adeguati agli obiettivi, comunque sufficienti a far crescere almeno due generazioni di giornalisti.

𝐒𝐓𝐔𝐃𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐄 𝐀𝐑𝐓𝐈𝐒𝐓𝐈
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐬𝐞 è un’opera selezionata tra 19 lavori realizzati dagli studenti della 5ªJ del 𝐋𝐢𝐜𝐞𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐃𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐃𝐨𝐬𝐬𝐢, di Ferrara. Si intitola “Acta” ed è stata creata da 𝐒𝐨𝐟𝐢𝐚 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐡𝐢 con la supervisione del professore di Discipline plastiche e pittoriche dell’istituto, 𝐑𝐚𝐟𝐟𝐚𝐞𝐥𝐞 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨. Si tratta di una testa femminile alata «che rilegge il mito di Mercurio, messaggero degli dei» e figura simbolica della comunicazione. Altre due produzioni artistiche hanno ricevuto la menzione speciale: “Segni del Passato”, opera di 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚, che raffigura il calco del profilo di una piuma sulla terra, simbolo della scrittura, e “Intrecci di inchiostro”, di 𝐄𝐦𝐦𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐚𝐜𝐜𝐢, con il pane ferrarese che assume la forma del profilo di una penna.
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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