𝐈𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐀𝐫𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐒𝐜𝐨𝐭𝐭𝐨 (𝐏𝐝), 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚, 𝐡𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚. 𝐁𝐚𝐤𝐤𝐚𝐥𝐢: «𝐍𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚’ 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐩𝐞𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥’𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚’». 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢: «𝐎𝐩𝐩𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐭𝐧𝐢𝐜𝐚»
Nella foto in evidenza: Flavio Romani, Ouidad Bakkali, Elisa Galuppi e Arturo Scotto)
𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨-𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚: qui
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐢𝐧 𝐞𝐧𝐠𝐥𝐢𝐬𝐡 (by Gemini’s translator)*:
𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨 non è quello descritto da Roberto Vannacci, generale dalle discutibili alleanze ormai lanciato in politica, ma quello delle sanzioni americane che una volta venivano irrogate a El Chapo e ai grandi narcotrafficanti e «oggi vengono inflitte ai giudici che perseguono i 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚. Ma è un mondo rovesciato anche quello che, mentre la 𝐆𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥 𝐒𝐮𝐦𝐮𝐝 𝐅𝐥𝐨𝐭𝐢𝐥𝐥𝐚 agisce in obbedienza al diritto internazionale, afferma che fa disobbedienza civile. Mentre i veri disobbedienti erano coloro che dovevano applicare i provvedimenti della Corte penale internazionale e non l’hanno fatto». 𝐀𝐫𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐒𝐜𝐨𝐭𝐭𝐨, deputato del Partito Democratico, era uno dei parlamentari che hanno partecipato alla missione umanitaria conclusa lo scorso autunno con l’abbordaggio delle prime navi al largo di 𝐆𝐚𝐳𝐚 e il fermo degli occupanti da parte dell’esercito israeliano. Un’esperienza raccontata in un libro (“Flotilla. In viaggio per Gaza”, ed. Giunti) che Scotto ha presentato il 27 marzo scorso a 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚, in un incontro pubblico ospitato dal complesso Factory Grisù.
𝐈𝐒𝐑𝐀𝐄𝐋𝐄 𝐄 𝐈𝐋 𝐆𝐄𝐍𝐎𝐂𝐈𝐃𝐈𝐎
𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐚𝐛𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚 dopo che «i governi hanno deciso di assecondare il 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 a Gaza», ha spiegato Scotto, assunta tra i dubbi che potesse essere «strumentalizzata» e dopo essere stato contattato dai responsabili di una Ong. «Mi hanno detto – ha raccontato il deputato -: “Proveremo a sfondare con queste barchette il 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐨 𝐧𝐚𝐯𝐚𝐥𝐞 per interrompere la violazione più grande del 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨”. Avevo ben presente la frase del ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, che definiva i palestinesi “𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐢 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢”, e le dichiarazioni del premier Netanyahu che aveva annunciato di voler “estirpare il male da Gaza”». Introdotto dalla segretaria comunale del Pd, Giada Zerbini (l’incontro era moderato dal medico Elisa Galuppi), Scotto ha rilevato alcune differenze rispetto ad altri conflitti in corso: «Ad esempio i 21 pacchetti di sanzioni varati contro la 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐢𝐚 per l’invasione dell’Ucraina mentre nessuna misura punitiva è stata applicata alle massime autorità israeliane. Tutto questo mentre ancora oggi è in corso un genocidio a bassa intensità con oltre 𝟐𝟓𝟎 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 e l’Onu e le principali Ong non possono mettere piede nella Striscia, come i 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 che non entrano in quei territori da due anni».
𝐌𝐄𝐋𝐎𝐍𝐈 𝐄 𝐈𝐋 𝐁𝐔𝐋𝐋𝐎 𝐀𝐌𝐄𝐑𝐈𝐂𝐀𝐍𝐎
𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐢 «𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐳𝐚. E il ministro degli Esteri, 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐓𝐚𝐣𝐚𝐧𝐢, usa parole pornografiche quando dice che il diritto internazionale “vale fino a un certo punto», ha aggiunto il parlamentare. 𝐎𝐮𝐢𝐝𝐚𝐝 𝐁𝐚𝐤𝐤𝐚𝐥𝐢, deputata Pd, ha ricordato l’orrore delle torture inflitte a Jawad, bambino palestinese, neanche due anni di età, seviziato davanti al padre da soldati dell’esercito israeliano. «La 𝐅𝐥𝐨𝐭𝐢𝐥𝐥𝐚 è stato un tentativo di affermare la 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚, il 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 e il principio della non impunità per chi si è macchiato di crimini di guerra mentre la 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐞𝐫 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 e il ministro Tajani sostenevano il bullismo fra Stati e il trumpiano “𝐁𝐨𝐚𝐫𝐝 𝐨𝐟 𝐩𝐞𝐚𝐜𝐞”. I neonati intanto morivano di freddo, nella Striscia non c’erano incubatrici nè supporti per i disabili, nei parcheggi i Tir con gli aiuti umanitari erano fermi e si colpiva indiscriminatamente ogni forma di 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚’», ha commentato la deputata Pd.
𝐏𝐑𝐎𝐆𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐄𝐓𝐍𝐈𝐂𝐎
𝐒𝐜𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐡𝐚 𝐠𝐢𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨: «Questo governo si trova in difficoltà sul 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 e sulla posizione assunta da Israele perché all’interno ci sono persone che non hanno mai fatto i conti con il 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨. Così si appoggia il Board of peace, che è il sogno, o meglio l’incubo di un immobiliarista paranoico e il governo italiano arriva ad accompagnare uno stupratore con un volo di Stato». Bakkali ha ricordato che la strada scelta dal governo e dalla destra è stata «delegittimare la Flotilla, puntare al vittimismo, arrivare a dire che era una manovra contro 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢. I 𝐏𝐫𝐨 𝐏𝐚𝐥 vengono accusati di essere vicini ai terroristi, ignorando deliberatamente che il governo israeliano punta a costruire uno 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞𝐭𝐧𝐢𝐜𝐨, ad instaurare l’𝐚𝐩𝐚𝐫𝐭𝐡𝐞𝐢𝐝, ad affermare la supremazia di Israele. Tutti coloro che toccano il tema Palestina si fanno male. Il diritto alla critica, anche contro Israele, deve essere garantito». 𝐅𝐥𝐚𝐯𝐢𝐨 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢, attivista lgbt (Pd) ha ricordato che «chi aveva partecipato alla missione è stato accusato di aver fatto una crociera nel Mediterraneo. Ci additano come 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬𝐞𝐦𝐢𝐭𝐢, ma la nostra linea è sempre stata chiara: confondere Netanyahu con il popolo ebreo è sbagliatissimo. Siamo invece contro un progetto di sostituzione etnica perseguito dal governo israeliano».
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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