𝐀𝐩𝐩𝐥𝐚𝐮𝐬𝐢 𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐞𝐬𝐞𝐜𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐟𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐝𝐞𝐬𝐜𝐨. 𝐁𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐝𝐨𝐩𝐨-𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨. 𝐈 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢: «”𝐒𝐦𝐨𝐧𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨” 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐛𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐥𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐚𝐦𝐨. 𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐚»
𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨-𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚: qui.
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (by Gemini’s translator)*:
(tempo di lettura: 3′)
𝐋𝐚 “𝐒𝐩𝐢𝐫𝐚 𝐌𝐢𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐬” 𝐞’ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨 attorno al suo centro senza mai raggiungerlo. Dal 2007 è anche il nome di un’orchestra che propone una propria lettura delle partiture classiche senza interloquire con un 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞. «Siamo un laboratorio musicale», «non siamo (solo, ndr) un’orchestra senza direttore» e «non allestiamo spettacoli in flash mob per farci pubblicità», così si presenta l’ensemble nel suo sito internet. Il gruppo, composto da una cinquantina di musicisti, italiani e stranieri, preferisce definirsi «𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨» per sottolineare la sua peculiarità oppure «gruppo di musicisti che ha trovato una 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐚 𝐯𝐢𝐚». Ogni singolo strumentista, questa la spiegazione, «arriva alla prima prova avendo studiato la partitura e avendo raccolto sul pezzo quante più informazioni possibile. Questo è ciò che un buon direttore farebbe ed è ciò che noi intendiamo emulare». L’orchestra ha una sede, a 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞 (𝐌𝐨), dove periodicamente l’ensemble, che si esibisce con formazioni variabili, si riunisce per preparare i concerti.

𝐋’𝐎𝐑𝐄𝐂𝐂𝐇𝐈𝐎 𝐄𝐒𝐓𝐄𝐑𝐍𝐎
𝐈𝐥 𝟑𝟎 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 “𝐒𝐩𝐢𝐫𝐚 𝐌𝐢𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐬” 𝐞̀’ 𝐬𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 del Teatro comunale “Abbado”, a 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚, dove ha eseguito la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73, di 𝐉𝐨𝐡𝐚𝐧𝐧𝐞𝐬 𝐁𝐫𝐚𝐡𝐦𝐬. Come scrivono i critici di settore l’opera suscitò pareri discordanti e, nelle reazioni del pubblico e nei giudizi degli esperti dell’epoca, ebbe riscontri altalenanti. A Ferrara ha ricevuto un’accoglienza calorosa quasi 150 anni dopo essere stata composta. Nel dopo-concerto una buona parte degli spettatori ha deciso di partecipare al “𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐓𝐢𝐦𝐞”, un botta e risposta con il pubblico che si è focalizzato su due temi in particolare: i meccanismi della 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐫𝐜𝐡𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 e la scelta di rinunciare alla 𝐥𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫𝐬𝐡𝐢𝐩 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞. «Facciamo un lavoro molto simile a quello di un gruppo di musica da camera – hanno spiegato gli orchestrali – La nostra attenzione è più concentrata nello “smontare” un brano che poi, messi tutti i pezzi sul tavolo, ricostruiamo insieme. Tutti partecipiamo a questo momento di ricostruzione, abbiamo tante orecchie all’interno del gruppo». Questa formula “democratica” si confronta, poi, con il momento in cui «qualcuno di noi va fuori ad ascoltare perché l’𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 (in genere affidato al direttore, ndr) è fondamentale: lo facciamo a turno e chi lo fa ha più voce in capitolo di chi sta suonando».

𝐋𝐀 𝐋𝐄𝐓𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐃𝐈𝐕𝐈𝐒𝐀
𝐈𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐩𝐢𝐮’ 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞, consiste nell’individuare «le parti importanti e gli elementi decorativi. Si discute anche sul gusto, sulle 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚’ espresse dagli orchestrali. Questo lavoro consente di mettere la propria parte in relazione con la partitura ed è di per sè una garanzia molto alta che l’esito che si vuole raggiungere venga reso all’esterno. Non solo sotto l’aspetto acustico ma anche “fisicamente”, attraverso l’atteggiamento di chi suona, sull’apparire o no in evidenza nei diversi momenti del concerto». Alla fine, assicurano i musicisti, 𝐬𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 e la lettura viene condivisa, «anche eventualmente – ha precisato una strumentista – partecipando col silenzio alla discussione». Perché, alla fine, come si dice in gergo e si intuisce dalle parole dei protagonisti della serata, lo show must go on. 𝐋𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 sul lato nascosto delle fasi di produzione è stato molto gradito e, come hanno confermato dal palco i concertisti, è una 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐞𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐜𝐡𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚, come l’esecuzione di un solo pezzo nel programma di sala, perché quello «che cerchiamo è proporre al pubblico una lettura dell’opera il più possibile approfondita».
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *






Rispondi