𝐋𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐢𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝟏𝟐 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨. 𝐋’𝐞𝐦𝐢𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐡𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝟓𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢. 𝐔𝐧 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚
𝐔𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞. Ferrara perde una delle sue voci storiche con l’apertura, sancita dal Tribunale giovedì 12 marzo 2026, della liquidazione giudiziale di 𝐑𝐞𝐢 𝐬𝐫𝐥, la società capofila del gruppo proprietario dell’emittente televisiva 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐬𝐞. L’apertura della procedura, con la nomina del 𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐄𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐃𝐨𝐧𝐢𝐧𝐢, sancisce la cessazione di un presidio dell’informazione che per 50 anni ha fornito notiziari, programmi culturali, sportivi e di intrattenimento ai cittadini ferraresi. Un finale drammatico che colpisce anche i dipendenti della tv e contribuisce purtroppo a ridurre il pluralismo dell’informazione, che sta vivendo una fase di 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 a livello mondiale a causa dell’agguerrita concorrenza operata dall’editoria digitale a scapito di giornali e tv (in particolare locali). Un servizio che su internet viene offerto in buona parte gratuitamente, a prezzo dell’𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’ generale per la presenza di operatori non qualificati e che incide pesantemente sui bilanci della stampa, che fatica sempre più a far quadrare i conti. Le aspettative di convertire i ricavi da carta con quelli digitali per la maggior parte delle testate, dopo 20 anni, non ha trovato riscontro nella realtà.
𝐋𝐎 𝐒𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐂𝐎𝐍 𝐆𝐋𝐈 𝐄𝐃𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈
𝐈𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐞, 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞, 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 della Federazione nazionale degli editori (𝐅𝐢𝐞𝐠) nella vertenza sul 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚 aperta due anni fa dal sindacato dei giornalisti (𝐅𝐧𝐬𝐢), una scelta che ha ostacolato finora ogni tentativo di definire una piattaforma condivisa sulla parte economica del rapporto e ha portato allo 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 che ha registrato il 28 novembre scorso un’adesione pressoché totale delle testate locali e nazionali (altre due giornate sono state programmate per le prossime settimane). Sulla questione è intervenuta l’𝐀𝐬𝐞𝐫 (Associazione Stampa Emilia Romagna), articolazione regionale della Fnsi, con una nota rilanciata dalla stessa federazione nazionale. Uno dei nefasti effetti di questa situazione è che la professione risulta meno attraente per i 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 interessati ad intraprenderla a causa dei 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐢𝐨 per i nuovi entranti. Il risultato è che molte aziende faticano oggi a sostituire i professionisti, ma anche i collaboratori, in uscita.
𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐀𝐒𝐄𝐑
«𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚-𝐑𝐨𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚 esprimiamo preoccupazione per l’ennesima grave crisi aziendale che colpisce uno storico presidio della regione. Questa televisione aveva 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚 ed è stata a lungo un punto di riferimento per il territorio estense con telegiornali di qualità, programmi di intrattenimento e trasmissioni dedicate allo sport. Come sindacato siamo stati a fianco dei giornalisti che in questi anni hanno lottato duramente per difendere la televisione e abbiamo promosso tavoli – anche a livello istituzionale – per 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐚𝐥 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐬𝐞 (l’emittente ha accumulato debiti non saldati per milioni, ndr). Ma ai tavoli l’𝐢𝐧𝐠𝐞𝐠𝐧𝐞𝐫 𝐁𝐢𝐠𝐡𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 (Flavio, la controparte editoriale, ndr) non si è mai presentato. Purtroppo, Rei srl, che per diversi anni, 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚’ 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐢, mettendo in difficoltà i dipendenti e le loro famiglie, non è stata in grado di proporre idee o individuare partner economici in grado di rilanciare l’emittente, che si è andata impoverendo di continuo, fino a diventare un contenitore vuoto».
𝐈𝐋 𝐒𝐎𝐒𝐓𝐄𝐆𝐍𝐎 𝐀𝐈 𝐃𝐈𝐏𝐄𝐍𝐃𝐄𝐍𝐓𝐈
𝐋’𝐞𝐩𝐢𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚, giovedì scorso. «I lavoratori, stremati, alla fine se ne sono andati – conclude il sindacato regionale – Aser chiede che la giornalista rimasta a carico dell’azienda sia 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞, così come auspica che quanto accaduto in questa televisione serva da lezione alle istituzioni e alla politica: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐦𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐫𝐢𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢. L’Aser seguirà con attenzione la vicenda e tutelerà i giornalisti in ogni sede attraverso i propri legali».
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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