𝐈𝐥 𝐟𝐢𝐥𝐦 𝐬𝐢 𝐟𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐨𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐩𝐫𝐞𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚, 𝐄𝐫𝐲𝐤 𝐊𝐮𝐥𝐦, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐩𝐨𝐜𝐚 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐢𝐮’ 𝐢𝐧𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚. 𝐋𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐞𝐦𝐢𝐜𝐚, 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐞𝐬𝐚𝐠𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚, 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚
𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨-𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚: qui il link
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐢𝐧 𝐞𝐧𝐠𝐥𝐢𝐬𝐡 (by Gemini’s translation)*:
𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐚, sempre più orientata a sostituire il grande schermo con quello casalingo delle serie tv, il film “𝐂𝐡𝐨𝐩𝐢𝐧 – 𝐍𝐨𝐭𝐭𝐮𝐫𝐧𝐨 𝐚 𝐏𝐚𝐫𝐢𝐠𝐢” rappresenta una buona opportunità per alzarsi dal divano e affrancarsi per un paio d’ore dall’insensatezza e dall’orrore dell’attualità. Il regista polacco 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐚𝐥 𝐊𝐰𝐢𝐞𝐜𝐢𝐧́𝐬𝐤𝐢 preferisce non indugiare troppo sulla biografia del musicista per restituire i colori, più variegati nel film che nel titolo, del mondo personale e più intimo dell’artista e dell’uomo. Racconta un musicista fra i più presenti e citati ancora oggi nei programmi dei concerti classici, 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 (la fuga dalla Polonia, mai dimenticata ma senza ritorno, l’accoglienza nella Parigi dell’epoca, il trasferimento – seppur breve – a Maiorca), ma anche capace di sfuggire alla prigionia della 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 osservata e vissuta, quella contingente, grazie ad una 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 e all’𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨 di un innovatore. Qualità preziose che hanno lanciato le sue opere verso altri e più tardi sviluppi della produzione e della creatività musicale.
𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐏𝐎 𝐄 𝐋𝐎 𝐒𝐏𝐈𝐑𝐈𝐓𝐎
𝐈𝐥 𝐟𝐢𝐥𝐦 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐩𝐫𝐞𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 dell’attore protagonista, 𝐄𝐫𝐲𝐤 𝐊𝐮𝐥𝐦, anche lui polacco, che fin dalla prima scena si prende lo schermo, eseguendo fra l’altro con le sue mani gli spartiti del musicista, ma anche per il sapiente, anche se solo puntuale, inserimento del racconto nella storia sanitaria dell’epoca – la prima metà del XIX secolo – con le 𝐞𝐩𝐢𝐝𝐞𝐦𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐞𝐫𝐚 e l’incontenibile diffusione del mal sottile, la 𝐭𝐮𝐛𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐢, che fu riconosciuta come contagiosa solo alcuni decenni dopo la morte del pianista, ucciso lui stesso dall’infezione. Interessanti le vedute cittadine dell’epoca, ben ricostruite, comprese quelle di una 𝐏𝐚𝐫𝐢𝐠𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 dall’allarme “Colera! Colera! Restate in casa”, che rimanda a scenari altrettanti inquietanti e assolutamente tragici ma molto più recenti. Molte scene raccontano vivacemente il 𝐫𝐢𝐛𝐨𝐥𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚’ 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐚, gli incontri nelle sale da concerto e l’ossequio riservato all’artista, acclamato e riverito.
𝐓𝐑𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐄 𝐅𝐔𝐓𝐔𝐑𝐎
𝐅𝐫𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜 𝐂𝐡𝐨𝐩𝐢𝐧, 𝐧𝐞𝐥 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐨, è allo stesso tempo un uomo che vive il presente nei luoghi dove la società celebra i suoi fasti, un paziente sempre più consapevole del proprio destino e un amante, più legato alla musica però che alle donne nonostante l’interesse – così lo rappresenta il film – che suscitava nel pubblico femminile. Il pianista era anche un testimone delle vicende dell’epoca, non solo di una capitale fiaccata e terrorizzata dal colera ma anche dei 𝐭𝐮𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢 che portarono all’abdicazione del re. Lo sfondo su cui si dipana un destino personale segnato fin dall’infanzia dalle premonitrici parole della madre, sul quale si celebrano i bagni di folla e la fama vissuti con l’incubo della malattia che avanza, e sul quale si impone il 𝐟𝐥𝐮𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚, che salta sempre l’ultima fermata non ammettendo capolinea. Dentro a tutto questo, la breve esistenza terrena di un corpo che si corrompe contrastata dalla resilienza dello spirito e del genio dell’artista, che – ribellandosi contro il destino – può chiudere senza soccombere 𝐥’𝐞𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨. La fama accompagnerà il suo nome ben oltre la sepoltura, a 39 anni, nella tomba del cimitero di Père-Lachaise. La colonna sonora non ha convinto tutti: troppo fuori contesto, è stato scritto. Ma forse è stato solo un modo scelto dal regista per sottolineare l’attualità, due secoli dopo, dell’opera di un grande Maestro.
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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