๐’๐ฎ๐œ๐œ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐š๐ฅ ๐›๐จ๐ญ๐ญ๐ž๐ ๐ก๐ข๐ง๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ’๐ฎ๐ฅ๐ญ๐ข๐ฆ๐š ๐จ๐ฉ๐ž๐ซ๐š ๐Ÿ๐ข๐ซ๐ฆ๐š๐ญ๐š ๐๐š๐ฅ ๐ซ๐ž๐ ๐ข๐ฌ๐ญ๐š ๐ซ๐จ๐ฆ๐š๐ง๐จ. ๐‹๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐ฉ๐ž๐ซ๐จ’ ๐ฆ๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐š ๐ž๐ฌ๐š๐ ๐ž๐ซ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐ž ๐ข๐ง๐œ๐จ๐ง๐ ๐ซ๐ฎ๐ž๐ง๐ณ๐ž ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ๐š ๐ซ๐ž๐ง๐๐จ๐ง๐จ ๐ฉ๐จ๐œ๐จ ๐š๐๐š๐ญ๐ญ๐š ๐ฉ๐ž๐ซ ๐š๐ ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐š๐ซ๐ž ๐ฅ๐ž ๐ฉ๐ซ๐ž๐œ๐ž๐๐ž๐ง๐ญ๐ข ๐ž ๐ซ๐ข๐ฎ๐ฌ๐œ๐ข๐ญ๐ž ๐ž๐ฌ๐ฉ๐ฅ๐จ๐ซ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐๐ž๐ฅ ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐ฅ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ฆ๐จ๐ง๐๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐š๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐š ๐ž ๐๐ž๐ข ๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ข

๐๐ซ๐ž๐ฏ๐ž ๐ฌ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ฌ๐ข ๐š๐ฎ๐๐ข๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ’๐š๐ซ๐ญ๐ข๐œ๐จ๐ฅ๐จ*:

๐‹’๐š๐ฆ๐จ๐ซ๐ž ๐ž ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐š๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐š ๐ซ๐ž๐ฌ๐ญ๐š๐ง๐จ ๐ข ๐๐ฎ๐ž ๐ญ๐ž๐ฆ๐ข ๐œ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐š๐ฅ๐ข della produzione di ๐†๐š๐›๐ซ๐ข๐ž๐ฅ๐ž ๐Œ๐ฎ๐œ๐œ๐ข๐ง๐จ, regista dalla lunga carriera, autore di film di successo, con un ottimo riscontro al botteghino anche per l’ultima pellicola in programmazione nelle sale italiane, ๐ฟ๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘’ ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘‘๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’. Negli anni ’90 il cineasta romano ha trattato con uno stile personale gli amori adolescenziali e la crisi delle giovani coppie. ๐–๐ข๐ฅ๐ฅ ๐’๐ฆ๐ข๐ญ๐ก gli ha poi aperto la strada per arrivare a ๐‡๐จ๐ฅ๐ฅ๐ฒ๐ฐ๐จ๐จ๐, anche se il “salto” oltre oceano ha esaurito rapidamente la sua parabola con il successivo rimbalzo sul ๐ฆ๐ž๐ซ๐œ๐š๐ญ๐จ ๐ข๐ญ๐š๐ฅ๐ข๐š๐ง๐จ (anche in tv). I movimenti della telecamera, le sequenze dai ritmi frenetici, i litigi di coppia, le urla a squarciagola, le pause ansimanti, ma anche la sensibilitร  e la tenerezza con cui รจ stato affrontato il tema dell’affermazione personale (molto americano) in un lungometraggio come ๐ฟ๐‘Ž ๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘“๐‘’๐‘™๐‘–๐‘๐‘–๐‘ก๐‘Žฬ€’ sono un po’ il suo marchio di fabbrica.

๐๐”๐€๐๐ƒ๐Ž ๐’๐‚๐€๐“๐“๐€ ๐‹๐€ ๐Œ๐€๐†๐ˆ๐€

๐ฟ๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘’ ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘‘๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’ ๐ž’ ๐ฎ๐ง๐จ ๐๐ž๐ข ๐ญ๐ข๐ญ๐จ๐ฅ๐ข ๐œ๐ก๐ž ๐ฌ๐ญ๐š ๐ฌ๐จ๐ฌ๐ญ๐ž๐ง๐ž๐ง๐๐จ ๐ข๐ฅ ๐›๐จ๐ญ๐ญ๐ž๐ ๐ก๐ข๐ง๐จ ๐ข๐ญ๐š๐ฅ๐ข๐š๐ง๐จ di inizio anno assieme a “๐ต๐‘ข๐‘’๐‘› ๐ถ๐‘Ž๐‘š๐‘–๐‘›๐‘œ”, di Checco Zalone, e “๐ฟ๐‘Ž ๐‘”๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘Ž”, di Paolo Sorrentino (qui i dati di Box Office), flussi che raccontano una vivace ripresa – non รจ possibile sapere se solo temporanea – della produzione nazionale. Il nuovo film perรฒ non sembra all’altezza del ๐œ๐ฎ๐ซ๐ซ๐ข๐œ๐ฎ๐ฅ๐ฎ๐ฆ vantato dal regista italiano. Il tema della ๐œ๐ซ๐ข๐ฌ๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐š๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐š รจ uno dei classici del cinema, probabilmente รจ presente nella filmografia di ogni Paese del mondo, con esiti espressivi e finalitร  che possono essere anche molto diversi. C’รจ modo e modo quindi di trattarlo. Quando il cinema raggiunge il suo scopo compie una sorta di ๐ฆ๐š๐ ๐ข๐š: riesce ad annullare completamente la distanza fra lo schermo e la poltroncina dove siede lo spettatore prelevandolo di peso (con tutte le sue emozioni) per trascinarlo all’interno della storia. Questa sorta di “transfert” non si compie davanti all’ultima fatica di Muccino: si segue la vicenda raccontata immersi fin dall’inizio in una sorta di ๐๐ข๐ฌ๐ญ๐š๐œ๐œ๐จ ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ข๐œ๐จ, giร  consapevoli del futuro travaglio dei personaggi annunciato da scene che sembrano tratte da incontri di terapia di coppia (ma non รจ cosรฌ). Alla fine si esce convinti che ๐Œ๐ฎ๐œ๐œ๐ข๐ง๐จ, pur premiato dal pubblico nelle sale cinematografiche (ed รจ una bella notizia), ha un po’ perso il suo tocco.

Un’immagine del film di Gabriele Muccino “L’ultimo bacio”

๐ƒ๐”๐๐๐ˆ ๐„ ๐ˆ๐๐‚๐Ž๐๐†๐‘๐”๐„๐๐™๐„

๐๐จ๐ง ๐ฌ๐ข ๐œ๐š๐ฉ๐ข๐ฌ๐œ๐ž ๐š๐ ๐ž๐ฌ๐ž๐ฆ๐ฉ๐ข๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐ก๐ž’ ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐จ๐ฉ๐ฉ๐ข๐š ๐ฆ๐š๐ญ๐ฎ๐ซ๐š ๐ข๐ง ๐œ๐ซ๐ข๐ฌ๐ข, nel tentativo di rinverdire un matrimonio che sta appassendo, decida di prendersi una pausa rigeneratrice assieme a un’altra coppia che vive un rapporto ancora piรน deteriorato. Ma sembrano forzature anche il ๐›๐š๐œ๐ข๐จ ๐Ÿ๐ž๐๐ข๐Ÿ๐ซ๐š๐ ๐จ consumato davanti a frotte di residenti e turisti che attraversano una grande piazza di Tangeri, l’ingenuitร  quasi infantile della moglie del protagonista (lei ๐Œ๐ข๐ซ๐ข๐š๐ฆ ๐‹๐ž๐จ๐ง๐ž, lui ๐’๐ญ๐ž๐Ÿ๐š๐ง๐จ ๐€๐œ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐ข che recita con un’espressione fissa da maschera greca), gli incontri casuali (e un po’ anche quelli programmati) fra i protagonisti – tra cui un ๐‚๐ฅ๐š๐ฎ๐๐ข๐จ ๐’๐š๐ง๐ญ๐š๐ฆ๐š๐ซ๐ข๐š poco convincente e incisivo – in una cittร  che conta un milione e mezzo di abitanti e dove ci si puรฒ nascondere senza troppi sforzi praticamente ovunque (come mostra anche una scena del film). Ma ci si puรฒ legittimamente chiedere anche perchรฉ un padre – per quanto sconvolto da quanto stanno vivendo l’amico e la moglie e poco presente nella vita familiare – lasci la ๐Ÿ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐š ๐ญ๐ซ๐ž๐๐ข๐œ๐ž๐ง๐ง๐ž nelle mani di una ragazza poco piรน che adolescente (per lui quasi una sconosciuta), libera di vagare per ore senza meta in una metropoli straniera.

๐“๐‘๐€ ๐ƒ๐‘๐€๐Œ๐Œ๐€ ๐„ ๐ˆ๐‘๐Ž๐๐ˆ๐€

๐๐ซ๐จ๐ฌ๐ž๐ ๐ฎ๐ž๐ง๐๐จ, ๐š๐ฉ๐ฉ๐š๐ข๐จ๐ง๐จ ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ณ๐š๐ญ๐ž ๐š๐ง๐œ๐ก๐ž ๐š๐ฅ๐ญ๐ซ๐ž ๐๐ข๐ง๐š๐ฆ๐ข๐œ๐ก๐ž interne alle coppie: Paolo, interpretato da Santamaria, sembra attratto dalla moglie dell’amico della quale รจ a sua volta il “miglior amico”, un quadretto che sembra piรน consono alle trame ormai consunte delle vecchie soap opera. Per alleggerire la parte drammatica e inserire qualche pennellata di ironia รจ stato scelto il personaggio interpretato da ๐‚๐š๐ซ๐จ๐ฅ๐ข๐ง๐š ๐‚๐ซ๐ž๐ฌ๐œ๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ง๐ข – nel film la moglie di Paolo, nevrotica ma decisamente piรน lucida dell’amica nella lettura dei rapporti di coppia. Una scelta che in qualche siparietto appare azzeccata e in altri no. Volendo entrare nelle pieghe della sofferenza dell’istituzione famiglia (in questo caso borghese) il film sembra proprio fuori centro, ambientato in un luogo molto lontano dalla realtร . Forse ๐ฌ๐ข ๐ฌ๐š๐ฅ๐ฏ๐š๐ง๐จ ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐š๐ข๐จ ๐๐ข ๐ฌ๐œ๐ž๐ง๐ž: quella della rottura del rapporto familiare, quasi tutta consumata in un silenzio tagliente che sembra ispirato al titolo del film, e la scena finale della ragazzina che canta e balla su una canzone di ๐Œ๐š๐ฆ๐ก๐จ๐จ๐, una sorta di punto interrogativo posto sul finale che – giocando di fantasia – potrebbe essere di ispirazione per un futuro sguardo aggiornato su amore, famiglia e giovani coppie una generazione dopo ๐ฟ’๐‘ข๐‘™๐‘ก๐‘–๐‘š๐‘œ ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘œ.

* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by an AI platform)

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