𝐐𝐮𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐞 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐢𝐚 𝐚 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨. 𝐋𝐞 𝐠𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢, 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐢
𝐈𝐋 𝐕𝐈𝐃𝐄𝐎 𝐂𝐎𝐋 𝐁𝐈𝐋𝐀𝐍𝐂𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐑𝐓𝐄 𝐅𝐈𝐄𝐑𝐀 𝟐𝟎𝟐𝟔: qui
𝐒𝐇𝐎𝐑𝐓 𝐀𝐔𝐃𝐈𝐎 𝐒𝐔𝐌𝐌𝐀𝐑𝐘 𝐈𝐍 𝐄𝐍𝐆𝐋𝐈𝐒𝐇 (by Gemini’s translation)*:
𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐅𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐝𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐜𝐨𝐧 𝟓𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 e si avvicina per numero di accessi al risultato del 2025. La manifestazione, che si propone di richiamare nello stesso luogo e negli stessi giorni 𝐠𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐞, 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 per tastare il polso al mercato e all’interesse del pubblico per il valore dell’arte, ha riempito i due padiglioni 25 e 26 di 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐅𝐢𝐞𝐫𝐞 richiamando 201 espositori (enti pubblici e gruppi editoriali compresi). Questa edizione è stata curata per la prima volta da 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐢, docente delle Accademie delle Belle Arti di Bologna e di Frosinone e curatore indipendente. Ferri ha preso in mano il timone dopo aver diretto per alcuni anni la sezione di Pittura contemporanea. Molti gli artisti presenti negli stand e disposti a interloquire direttamente con collezionisti e visitatori.


Un’opera di Besnik Lushtaku e, a destra, un paesaggio di Salvo. In alto, Sueños Húmedos
𝐅𝐈𝐆𝐔𝐑𝐀 𝐄 𝐀𝐑𝐂𝐇𝐈𝐓𝐄𝐓𝐓𝐔𝐑𝐀
𝐌𝐞𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐮𝐧 𝐟𝐨𝐜𝐮𝐬 𝐩𝐢𝐮’ 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚, quest’anno nei padiglioni dedicati alla fiera-mercato. Tra gli artisti esposti si è notata una minore incidenza dell’arte d’avanguardia. Il recupero della forma figurativa si è potuto ammirare nei ritratti e nella rappresentazione del corpo umano, ma anche negli scorci architettonici, come quelli di 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐨, artista siciliano deceduto nel 2015 che oggi ha quotazioni tra i 50mila e i 100mila euro, spiegano i galleristi. Ma si nota anche nelle figure abbozzate dell’artista libanese 𝐑𝐚𝐛𝐢𝐡 𝐌𝐨𝐫𝐨𝐮𝐞̀’ che su una parete allestita come una composizione di piccoli quadri ha espresso la sua visione tragica della guerra, che ha insanguinato per decenni il suo Paese e in generale il Medio Oriente. Ottiene attenzione anche una tela di 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐁𝐞𝐫𝐭𝐨𝐥𝐨, che riporta una sola scritta, “Truth”, impressa sulla parte posteriore del quadro: l’artista ha superato in alcune quotazioni i 10mila euro. Il pittore messicano 𝐀𝐫𝐢𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐛𝐫𝐞𝐫𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐞𝐣𝐨 dipinge ad olio corpi che galleggiano, persone vestite sospese in una sorta di acquario che materializza “sogni umidi” (Sueños Húmedos). L’opera in mostra è stata proposta ad un valore superiore ai 30mila euro.

𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐂𝐄 𝐄 𝐈 𝐂𝐎𝐋𝐎𝐒𝐒𝐈
𝐀𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐮𝐬𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐜𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐚 “𝐬𝐩𝐚” di Nevermind, opera della pugliese 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐢 (vive in Svizzera) dà “peso” alla forma, ulteriormente ribadita dal contesto miniaturizzato, raffinato e ordinato. La tela di 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞 𝐖𝐚𝐭𝐭𝐞𝐯𝐢𝐥𝐥𝐞, artista franco-svizzera premiata in Arte Fiera per uno dei suoi lavori, “I could claim the dreamers from the dreams” (2025), inquadra una sensuale ed elegante immagine di corpi sdraiati su un letto. 𝐀𝐠𝐨𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐀𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐛𝐞𝐧𝐞 è comparso con il suo tocco da fine decoratore e quotazioni superiori ai 9-10mila euro. Il corpo (femminile) è stato celebrato in tre sculture iperrealiste in resina della statunitense 𝐂𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐅𝐞𝐮𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧, una delle quali, “Pisces”, a grandezza naturale. Poi ci sono i superquotati, da 𝐁𝐨𝐭𝐞𝐫𝐨 a 𝐌𝐢𝐭𝐨𝐫𝐚𝐢, da 𝐅𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚 a 𝐃𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐫𝐢𝐜𝐨, con valori di mercato che variano da centinaia di migliaia di euro ad alcuni milioni. Giovanissimi gli artisti, 20-30enni, che hanno esposto nello stand allestito dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, per i ragazzi che hanno vinto il bando di ingresso agli atelier messi a disposizione da “La Masa”. Interessanti, tra le altre, le proposte di 𝐁𝐞𝐬𝐧𝐢𝐤 𝐋𝐮𝐬𝐡𝐭𝐚𝐤𝐮 (Germania, classe 1999) e 𝐈𝐫𝐞𝐧𝐞 𝐌𝐚𝐭𝐡𝐢𝐥𝐝𝐚 𝐀𝐥𝐚𝐢𝐦𝐨 (Roma, classe 2000). Nelle interviste rilasciate dai galleristi si coglie fiducia nel nuovo corso e soddisfazione per la risposta del mercato.
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by an AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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