𝐆𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝐞𝐩𝐢𝐬𝐨𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚 𝐬𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢, 𝐠𝐢𝐚’ 𝐜𝐥𝐚𝐦𝐨𝐫𝐨𝐬𝐢, 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢. 𝐓𝐫𝐚 𝐢 𝐩𝐢𝐮’ 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐮𝐧 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐮𝐩𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐚 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢
* La foto in primo piano generata da una piattaforma di IA
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (by Gemini’s translator)*:
𝐒𝐢𝐠𝐟𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐞𝐫𝐢𝐳𝐳𝐢, 𝐅𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐁𝐨𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢, Rosalba Castelletti, Lucia Goracci, Francesco Cancellato, Marco Cusumano, Costanza Castiglioni… La lista dei giornalisti 𝐦𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢, 𝐢𝐧𝐭𝐢𝐦𝐢𝐝𝐢𝐭𝐢, 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐢, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐚𝐭𝐢 in Italia è lunga, l’elenco riporta solo una parte dei nomi pubblicati dal sito “𝐎𝐬𝐬𝐢𝐠𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞” (qui il link). L’associazione raccoglie anche dati statistici sugli atteggiamenti ostili e aggressivi perpetrati contro gli operatori dell’informazione: i numeri confermano una tendenza ormai consolidata, un fenomeno in ascesa che contava 40 episodi nel 2006, 326 nel 2012, 918 nel 2018, 516 nel 2024, 361 del primo semestre 2025. Gli strumenti utilizzati sono diversi, ma tutti in grado di procurare alla vittima 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐠𝐢𝐨, 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐠𝐨𝐬𝐜𝐢𝐚 nei casi più gravi, col rischio di condizionare la libertà di informazione. Come spiega lo stesso Osservatorio, il 61% dei casi nei primi sei mesi del 2025 è costituito da 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, il 13% da 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢, il 5% da 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, il 3% dalla creazione di ostacoli che complicano o impediscono l’accesso alle informazioni.

𝐍𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐞𝐩𝐢𝐬𝐨𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚 proprio in questi giorni. Il 29 gennaio scorso è toccato al giornalista 𝐃𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐔𝐧𝐠𝐚𝐫𝐨, una carriera pressata dalle minacce della malavita organizzata, che il 29 gennaio scorso non ha potuto partecipare ad un incontro programmato con gli studenti della scuola media di 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞 (Comune ravennate che tra l’altro ospita il monumento alla libertà di stampa) perché si è rifiutato di firmare un documento che lasciava all’istituto il diritto «di revocare in ogni tempo l’eventuale incarico, senza necessità di motivazione alcuna». Ungaro è stato censurato preventivamente e invitato a lasciare l’edificio. «Che l’istituto scolastico si metta al di sopra (e al di fuori) della libertà di espressione è di certo anticostituzionale e costituisce una pericolosa deriva autoritaria», ha commentato l’𝐀𝐬𝐞𝐫, il sindacato giornalisti emiliano-romagnolo, tra i promotori della Giornata dedicata alla libertà di stampa che si svolge ogni anno a Conselice e alla quale aderisce lo stesso Comune.

𝐀 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨, 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨, 𝐞’ 𝐭𝐨𝐜𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐝 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐮𝐩𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐚𝐢 che stava documentando i disordini avvenuti durante il corteo di protesta per la chiusura del centro sociale 𝐀𝐬𝐤𝐚𝐭𝐚𝐬𝐮𝐧𝐚, nello stesso giorno in cui sono stati pestati due poliziotti. «I giornalisti (𝐁𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐚𝐫𝐝𝐢 e l’operatore incaricato delle immagini, ndr) sono stati presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e distrutta l’attrezzatura di lavoro», ha scritto l’emittente di Stato. A 𝐂𝐫𝐚𝐧𝐬 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚, teatro di una tragedia che ha causato nella notte di San Silvestro oltre 40 morti nell’incendio del locale “Le Constellation”, una troupe Rai ha dovuto abbandonare il luogo dove stava girando delle immagini dopo essere stata brutalmente minacciata. E per rimanere all’estero, altri due giornalisti, in servizio per il programma Rai “In Mezz’ora”, sono stati minacciati da 𝐮𝐧 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐜𝐞, il corpo inviato da Trump in Minnesota accusato di aver ucciso senza motivo due dimostranti (Renee Good e Alex Pretti) nelle ultime settimane.
𝐋’𝐀𝐓𝐓𝐄𝐍𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐄 𝐋’𝐀𝐒𝐒𝐀𝐋𝐓𝐎
𝐀 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝐒𝐢𝐠𝐟𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐑𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭, ha ottenuto l’annullamento di una 𝐬𝐚𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝟏𝟓𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨 per la diffusione di un audio in un servizio sul caso Sangiuliano comminata dal Garante della Privacy, lo stesso organismo finito sotto inchiesta recentemente per spese ritenute anomale. Pochi mesi fa, ottobre 2025, lo stesso Ranucci è stato oggetto di un 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨, con l’esplosione di un ordigno che ha danneggiato la sua auto e quella della figlia. Lo scorso dicembre quattro militanti di 𝐂𝐚𝐬𝐚𝐩𝐨𝐮𝐧𝐝 (movimento neofascista) sono stati condannati per l’aggressione, avvenuta nel 2024, ai danni del giornalista della “Stampa” 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐉𝐨𝐥𝐲. In autunno proprio la redazione del 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐋𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚, a Torino, era stata invasa, imbrattata e danneggiata da un gruppo di dimostranti della sinistra antagonista. A fine gennaio altri due giornalisti,𝐌𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 𝐌𝐨𝐭𝐭𝐚 e 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐞𝐫𝐢𝐳𝐳𝐢, direttore dell’Osservatorio sulla libertà di stampa, sono finiti nel mirino di un gruppo neonazista, Veneto Fronte Skinheads, per aver segnalato a Piacenza un concerto nazirock.

𝐃𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐥𝐢𝐟𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐞𝐩𝐢𝐬𝐨𝐝𝐢 la politica valuta la possibilità di inasprire le pene per gli episodi dolosi (lesioni, minacce e danneggiamenti) ai danni di giornalisti e direttori di giornali (è stata introdotta una aggravante nella bozza del 𝐏𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚). Da anni, però, giace in parlamento il 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐚𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 che cancella il carcere per i giornalisti, ma le sanzioni pecuniarie ipotizzate sono di fatto insostenibili, e non solo per le testate più piccole. In Italia non è ancora entrata in vigore la 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐚𝐧𝐭𝐢-𝐒𝐥𝐚𝐩𝐩, per scoraggiare le querele temerarie presentate al solo fine di intimorire giornalisti e testate. La 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚, d’altronde, non è affatto estranea al clima ostile creato e alimentato contro la libertà di stampa. Come ben evidenzia “Ossigeno per l’informazione”, il 39% delle minacce indirizzate contro giornalisti nel primo semestre del 2025 provenivano da istituzioni pubbliche, cioè in buona parte dal mondo politico.
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by an AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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