𝐅𝐧𝐬𝐢, 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: «𝐋’𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐨 𝐚𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐟𝐚𝐤𝐞 𝐧𝐞𝐰𝐬»

(tempo di lettura: 4′)

𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐟𝐫𝐚 𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 (𝐅𝐢𝐞𝐠), 𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 (𝐅𝐧𝐬𝐢), 𝐬𝐮𝐥 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 – l’ultimo risale a quasi 10 anni fa – si è interrotto mesi fa e non è più ripreso. Il tavolo della trattativa si è fermato, corre invece il tempo che continua a modificare la vita e l’organizzazione delle redazioni perché 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐜𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐞’ 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐨𝐧 𝐥𝐢𝐧𝐞. Oggi gli editori ricevono sostegno finanziario dallo Stato per 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐠𝐢𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐚, perché il mercato della carta, ma anche quello dell’informazione televisiva, dall’inizio del secolo è stato pesantemente colpito dall’opportunità offerta a tutti di fruire su internet di flussi di notizie che spesso provengono proprio dalle redazioni dei giornali, ma sono 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐠𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐦𝐨𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚.

𝐏𝐑𝐄𝐂𝐀𝐑𝐈 𝐄 𝐆𝐈𝐎𝐕𝐀𝐍𝐈 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐏𝐀𝐆𝐀𝐓𝐈

𝐋𝐞 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐝𝐚 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐨𝐫𝐦𝐚𝐢, 𝐬𝐢 𝐬𝐯𝐮𝐨𝐭𝐚𝐧𝐨 rendendo sempre più complicata la copertura dell’informazione sul territorio, in alcuni casi desertificando estese aree del Paese che hanno perso i notiziari locali, soprattutto al sud. Vengono lesinate risorse per migliorare la 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e vengono compressi, con sempre maggiore frequenza, i 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 mentre il 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐚𝐫𝐢𝐚𝐭𝐨 e la 𝐩𝐚𝐠𝐚 𝐝𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 restano una costante del rapporto deteriorato tra operatori dell’informazione ed editori. Gli stipendi dei giornalisti sono stati pesantemente falcidiati negli ultimi dieci anni dall’𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e dalla 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚, che ha determinato una generale ascesa dei prezzi. Un arretramento che non ha risparmiato le retribuzioni dei giornalisti: i più giovani oggi arrivano a 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 per l’estremo sbilanciamento fra impegno richiesto, anche orario, e stipendio mensile.

𝐃𝐔𝐄 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀

𝐋𝐚 𝐅𝐧𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 (gli organismi sindacali presenti in azienda), che hanno espresso la preoccupazione degli operatori (stampa, radio, tv, internet) per il trattamento economico riservato alla categoria e per la compressione dei diritti che ha innescato cause su cause nei tribunali, negli uffici dei 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨. Tutto questo mentre lo sviluppo dell’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, che rappresenta anche un’opportunità per il settore, rischia di ridurre la 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 e l’𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. Da qui il comunicato sindacale della Fnsi sulle ragioni dello 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, indetto per il 𝟐𝟖 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞. La giornata di astensione sarà preceduta da una 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚, il 27. Di seguito il comunicato della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐅𝐍𝐒𝐈

«𝐔𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 di lavoro giornalistico scaduto nel 2016. La Giunta esecutiva della Federazione nazionale della Stampa italiana, riunita a Roma mercoledì 12 novembre 2025 insieme con la Consulta delle Associazioni regionali di Stampa, ha deciso all’unanimità di proclamare per 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀’ 𝟐𝟖 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 l’astensione dal lavoro dei giornalisti di quotidiani, periodici, agenzie di stampa, testate online, radio e televisioni nazionali che applicano il contratto di lavoro Fnsi – Fieg. Mentre il giorno prima, giovedì 27 novembre, il Consiglio nazionale della Fnsi si riunirà in piazza dei Santi Apostoli, a Roma, per lanciare la mobilitazione che l’indomani porterà i giornalisti allo sciopero. Il sindacato rivendica 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐚’ 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 dei colleghi dipendenti e lavoratori autonomi, norme per il corretto utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle redazioni, il riconoscimento anche economico del ruolo cruciale che il giornalismo riveste nell’ordinamento democratico del nostro Paese. Perché “il nostro lavoro vale”.I giornalisti sono lavoratori come tutti gli altri e hanno bisogno di un contratto. Dal loro contratto e dalle loro tutele sindacali dipende un’𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚, 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐚 𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 nei confronti dei cittadini, ai quali altrimenti rimarrebbero solo 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐰𝐞𝐛. Come disse nel 2023 il Presidente della Repubblica, 𝐒𝐞𝐫𝐠𝐢𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐚, “il contratto di lavoro dei giornalisti – scaduto ormai da anni – costituisce il primo elemento dell’autonomia della categoria”».

𝐋𝐚 𝐅𝐧𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐅𝐚𝐪, 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞, per chiarire ancora meglio i motivi della protesta. Si trova qui: il link.

* L’immagine in evidenza realizzata con un programma di Intelligenza artificiale

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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