𝐄𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝟏𝟑𝟎 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐋𝐮𝐱𝐨𝐫, 𝐝𝐚𝐥 𝐂𝐚𝐢𝐫𝐨 𝐞 𝐝𝐚 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨. 𝐃𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐜𝐨𝐟𝐚𝐠𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐝’𝐚𝐫𝐭𝐞, 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝’𝐮𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐟𝐚𝐫𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐢𝐮̀’ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭𝐚’ 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐞 𝐬𝐮 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐮𝐥𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐧𝐚

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

(tempo di lettura: 3′)

𝐃𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐟𝐟𝐢𝐠𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐚𝐫𝐚𝐨𝐧𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐚𝐩𝐢𝐝𝐢, 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐢𝐮’ 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 utilizzati nella vita domestica, ai gioielli, alle opere d’arte. La civiltà egizia – 3mila anni di storia – ha toccato le più alte espressioni dell’organizzazione sociale e politica umana, dominata dalla figura del faraone, arricchita dalla conoscenza delle tecniche della trasformazione dei materiali e imbevuta di una cultura imperniata sul culto degli dei, 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐫𝐞 nella vita secolare e in quella ultraterrena. Con il succedersi delle dinastie il progresso ha portato a risultati eccellenti sotto il profilo artistico, riscontrabili anche nella cura con cui venivano decorati i sarcofagi, i preziosi, i mobili, le immagini votive e quelle che celebravano i viventi.

Un pendente pettorale e la statuetta di un servo

𝐃𝐀𝐈 𝐒𝐀𝐑𝐂𝐎𝐅𝐀𝐆𝐈 𝐀𝐈 𝐂𝐎𝐒𝐌𝐄𝐓𝐈𝐂𝐈

𝐏𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐨𝐦𝐛𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐢 anche i resti delle donne consorti, delle regine e delle principesse dell’Antico Egitto, provengono i “Tesori dei faraoni” che dal 24 ottobre scorso e fino al 3 maggio 2026, sono esposti al pubblico nelle sale delle 𝐒𝐜𝐮𝐝𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐐𝐮𝐢𝐫𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚. Coperchi di sarcofagi, statue, affreschi, lapidi, specchi, piccoli manufatti per la custodia dei cosmetici, sedie regali, gioielli e papiri sono stati ordinati in un percorso formato da 130 reperti archeologici concessi da istituzioni di grande prestigio e valore internazionale, come il 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐢𝐫𝐨 e il 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐮𝐱𝐨𝐫. I curatori si sono avvalsi anche della collaborazione del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐄𝐠𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨. In mostra compaiono, fra l’altro, ritrovamenti da scavi più recenti.

Un grande collare in oro destinato ad un faraone

𝐋’𝐚𝐥𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐞𝐧𝐨𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐢 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢 illuminati, viene presentata da didascalie piuttosto essenziali (può esser d’aiuto per approfondire l’audioguida o l’iscrizione a visite guidate) che gettano lampi di luce su una storia marcata dallo sviluppo delle città imperiali, dalla costruzione di opere imponenti dedicate al culto dei faraoni e dagli atti della vita quotidiana negli abitati che sorsero lungo il corso del Nilo, con l’attività degli scribi, dei mercanti, degli artigiani, degli artisti, dei contadini. Tra gli oggetti esibiti, anche il 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐢𝐠𝐧𝐞𝐨 𝐝𝐢 𝐘𝐮𝐲𝐚 𝐞 𝐓𝐮𝐲𝐚, genitori della regina Tiye, sposa di Amenhotep III, che grazie alla prestigiosa discendenza furono sepolti nella Valle dei Re; il 𝐬𝐚𝐫𝐜𝐨𝐟𝐚𝐠𝐨 𝐢𝐧 𝐥𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐓𝐮𝐲𝐚, rivestito di stucco d’oro; la copertura della mummia e 𝐢 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐦𝐦𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐬𝐮𝐬𝐞𝐧𝐧𝐞𝐬 𝐈, che governò l’Egitto per quasi 50 anni; il coperchio del 𝐬𝐚𝐫𝐜𝐨𝐟𝐚𝐠𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐧𝐤𝐡𝐞𝐟𝐞𝐧𝐦𝐮𝐭 (nella foto in evidenza); lo splendido 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝’𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐬𝐮𝐬𝐞𝐧𝐧𝐞𝐬 𝐈; il 𝐩𝐚𝐩𝐢𝐫𝐨 di una cantatrice di Amon, culto che attraversò buona parte della storia dell’Antico Egitto, ma anche immagini che raccontano la vita di chi non ebbe potere nè ricchezza, come la statuetta di 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐛𝐢𝐫𝐫𝐚. I visitatori possono ammirare, tra le rarità esposte, uno stupendo incensiere in legno dorato, la 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐚 𝐟𝐮𝐧𝐞𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝’𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐦𝐞𝐧𝐞𝐦𝐨𝐩𝐞 e la 𝐭𝐫𝐢𝐚𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐜𝐞𝐫𝐢𝐧𝐨, statua in ardesia giunta fino ad oggi dall’Antico Regno.

La mostra è visitabile in circa due ore.

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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