𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚’ 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐜𝐫𝐞𝐦𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐞𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞. 𝐃𝐞𝐢 𝐓𝐡𝐞 𝐕𝐢𝐜𝐞 𝐥’𝐞𝐬𝐢𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮’ 𝐝𝐞𝐥𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐢 𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤 𝐂𝐚𝐭𝐬 𝐬𝐞 𝐧𝐞 𝐯𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:
(tempo di lettura: 4′)
𝐀𝐥𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚𝐢 𝐁𝐨𝐨𝐭𝐜𝐚𝐦𝐩, 𝐗 𝐅𝐚𝐜𝐭𝐨𝐫 si prepara a salire il gradino dell’ultima scrematura, la strettoia dei Last Call, che ridurrà ancora il gruppo dei candidati per i live. 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐢, l’unico non accompagnato al giro di boa del primo Bootcamp, giovedì scorso ha iniziato a comporre la sua squadra: giocando l’X PASS per 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐜𝐞𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐅𝐚𝐠𝐢𝐨𝐥𝐢, “PierC”, ha sfilato un bell’asso dalla manica e un trasporto emotivo rimasto finora chiuso in un cassetto. Forse qualcuno dei colleghi ha iniziato a temere che il “fiuto” mostrato dal giurato, l’ultimo a spendere la sua carta tra i quattro valutatori, potrebbe assisterlo – e bene – anche nei prossimi step del contest. Fagioli sembra uno dei candidati “giusti” per la finale, ma è chiaro che la gara è ancora aperta e che i concorrenti non hanno avuto la possibilità di esprimere tutte le loro potenzialità.

UNA TAVOLOZZA NELL’UGOLA
𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐥𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐮𝐞 𝐬𝐟𝐫𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞’ 𝐩𝐢𝐮’ 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐨 e compatto ma in campo a giocare sono in tanti. 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 canta con naturalezza un genere disco-funk adatto per le sue corde, è precisa e quadrata su ogni nota e sul palco si mostra sicura di sé: gli altri concorrenti farebbero bene a tenerla d’occhio. Ma non è la sola a distinguersi: il sedicenne 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐓𝐨𝐦𝐚𝐬𝐢 ha un intero spettro di colori e di tonalità nascoste nell’ugola, una tavolozza vocale a cui attinge con passione. Il pubblico gradisce. I 𝐍𝐞𝐥𝐚𝐯 sfidano il mito dei Depeche Mode e ne escono rinforzati, il coraggio li premia: bella versione di Personal Jesus. Per il giovane 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐓𝐨𝐦𝐚 il viaggio si è fermato a questa stazione, ma canta, rappa e compone. Forse per lui l’esperienza proseguirà, ma altrove. 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐮𝐟𝐨 si presenta come una libellula, leggera leggera e continuerà a volare.


𝐈𝐥 𝐯𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭 𝐝𝐞𝐢 𝐍𝐞𝐥𝐚𝐯 𝐞 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐮𝐟𝐨
𝐒𝐓𝐀𝐍𝐃𝐈𝐍𝐆 𝐎𝐕𝐀𝐓𝐈𝐎𝐍
𝐈 𝐦𝐨𝐧𝐨𝐬𝐢𝐥𝐥𝐚𝐛𝐢 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐮𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 quando intona una canzone, ma sembra ancora un tantino indietro rispetto ai Nelav, a Fagioli, a Mascritti e si potrebbe andare oltre. I giudici però gli danno fiducia. Gli 𝐀𝐛𝐚𝐭-𝐣𝐨𝐮𝐫 hanno personalità da vendere, ricordano i Patagarri, «suonano di brutto» sussura Paola Iezzi. La standing ovation le dà ragione. Ma ci sono anche i 𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤 𝐂𝐚𝐭𝐬 a tentare di mettere la loro bandiera sulla serata: la potenza di suono richiede una voce fragorosa, potrebbe essere il limite o la forca del gruppo. Suonano un rock and roll senza troppe riverenze, l’atteggiamento altezzoso però non li ha aiutati. Ed è soprattutto la voce del cantante a destare i dubbi perchè suona piuttosto finta, 𝐀𝐜𝐡𝐢𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐨 è stato diretto e sincero e a questo turno i Black cats hanno chiuso. Loro se ne vanno sfoderando il dito medio. 𝐀𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐁𝐨𝐭𝐭𝐢𝐧𝐢 invece va avanti, è tenera e misurata.


𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐓𝐨𝐦𝐚𝐬𝐢 𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤 𝐂𝐚𝐭𝐬
𝐈𝐋 𝐁𝐑𝐔𝐓𝐓𝐎 𝐄 𝐈𝐋 𝐁𝐄𝐋𝐋𝐎
𝐏𝐢𝐞𝐫𝐜𝐞𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐅𝐚𝐠𝐢𝐨𝐥𝐢 𝐞’ 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞, sembra pronto per contribuire ad alzare la qualità di tutta la competizione, usa magistralmente anche gli 88 tasti del piano. 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐃𝐢 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞, 18 anni, si prende sulla schiena i Maneskin, vive la canzone e la fa sua, avrà «un nuovo giro di giostra», come 𝐃𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐦𝐛𝐨. 𝐋𝐚𝐲𝐚𝐧𝐚 𝐎𝐫𝐢𝐨𝐭 porta una ventata crepuscolare, delicatissima sulle note di “The Greatest”, di Billie Eilish. Grande sensibilità e l’ansia è comprensibile, chi poteva dirle di no? 𝐓𝐨𝐦𝐦𝐚𝐬𝐨 𝐕𝐮𝐥𝐩𝐢𝐨 fa discutere i giudici: ha 16 anni e gli danno un’altra chance. E’ Paola Iezzi questa volta ad adeguarsi al parere degli altri giurati. Anche Vulpio andrà alle Last Call, che quest’anno si svolgeranno in maniera diversa dal passato, senza location esterne; resta in gara pure 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐃𝐨𝐧𝐝𝐚. 𝐓𝐡𝐞 𝐕𝐢𝐜𝐞 hanno concluso la selezione con una delle più brutte esibizioni trasmesse in tv.
𝐏𝐎𝐂𝐇𝐄 𝐁𝐀𝐓𝐓𝐔𝐓𝐄
𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐁𝐨𝐨𝐭𝐜𝐚𝐦𝐩 si sono aperti un varco nell’attenzione generale 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐒𝐜𝐚𝐧𝐝𝐮𝐫𝐫𝐚, gli ottimi 𝐂𝐨𝐩𝐩𝐞𝐫 𝐉𝐢𝐭𝐭𝐞𝐫𝐬, i 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜 𝐇𝐚𝐳𝐞, 𝐕𝐢𝐜𝐤𝐲 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚, 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐕𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢, 𝐒𝐚𝐤𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐨𝐠𝐨𝐡, 𝐌𝐚𝐲𝐮 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐬𝐚𝐧𝐨 e soprattutto 𝐃𝐞𝐥𝐢𝐚 𝐁𝐮𝐠𝐥𝐢𝐬𝐢, che esegue un genere poco “main stream” ma possiede doti vocali, tecniche e interpretative invidiabili. Ognuno dei giurati ha già fatto la prima scelta: oltre a “Pierci” sono già in squadra, grazie all’X Pass, 𝐃𝐞𝐥𝐢𝐚 𝐁𝐮𝐠𝐥𝐢𝐬𝐢 (Jack la Furia), 𝐂𝐨𝐩𝐩𝐞𝐫 𝐉𝐢𝐭𝐭𝐞𝐫𝐬 (Achille Lauro) e 𝐌𝐚𝐲𝐮 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐬𝐚𝐧𝐨 (Paola Iezzi). I quattro giudici sono sembrati già impazienti di arrivare ai live e un po’ tesi durante i confronti in cerca dell’unanimità: tante parole e poche battute.
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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