𝐈 𝐝𝐮𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐌𝐨𝐧𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚, 𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞. «𝐓𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐞𝐬𝐢». «𝐇𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟓𝟖 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨»

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

(tempo di lettura: 4′)

«𝐋𝐨 𝐬𝐦𝐚𝐫𝐭𝐩𝐡𝐨𝐧𝐞 𝐞’ 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨𝐥𝐚 𝐧𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐞». 𝐂𝐢𝐫𝐨 𝐏𝐞𝐥𝐥𝐞𝐠𝐫𝐢𝐧𝐨 è un giornalista della testata 𝐅𝐚𝐧𝐩𝐚𝐠𝐞, ieri è stato premiato assieme al collega 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐍𝐞𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐧𝐢, direttore del 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐃𝐢𝐠, che si svolge a Modena, nel corso delle celebrazioni per il 𝐗𝐈𝐗 𝐚𝐧𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐨𝐧𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚, 𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞. Nel paesino del Ravennate è esposta la “pedalina”, una stampatrice a pedali utilizzata dai partigiani per produrre materiale da distribuire contro il fascismo. La manifestazione è promossa dal Comune di Conselice ed è sostenuta dalla 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 (Fnsi) – erano presenti la segretaria nazionale, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞, e il segretario generale aggiunto 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨 𝐍𝐚𝐜𝐜𝐚𝐫𝐢 – e dall’𝐀𝐬𝐞𝐫, la sua articolazione emiliana, rappresentata dal segretario 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐀𝐦𝐚𝐝𝐚𝐬𝐢.

𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐍𝐞𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐧𝐢 (𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐃𝐢𝐠). 𝐈𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐂𝐢𝐫𝐨 𝐏𝐞𝐥𝐥𝐞𝐠𝐫𝐢𝐧𝐨 (𝐅𝐚𝐧𝐩𝐚𝐠𝐞)

𝐋𝐀 𝐒𝐏𝐈𝐀 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐄𝐋𝐋𝐔𝐋𝐀𝐑𝐄

«𝐈𝐥 𝟐𝟗 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐪𝐮𝐢𝐞𝐭𝐞 (video) 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐭𝐭𝐚 da un messaggio che mi informava che ero stato vittima di 𝐬𝐩𝐲𝐰𝐚𝐫𝐞 (un software che sorveglia l’attività svolta da un dispositivo informatico senza il consenso di chi lo usa, ndr) da alcuni mesi. Chi l’ha utilizzato 𝐞𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐞𝐫𝐨 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚, 𝐧𝐞𝐥 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐢𝐧 𝐛𝐚𝐠𝐧𝐨, mentre mi arrabbiavo al cellulare o ero felice. Penso di non essere stato il solo, ci sono anche altre persone». Pellegrino ha anche ricordato la delicatezza del lavoro del giornalista, che deve 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐢. «Chi telefona e dà una notizia spesso chiede al giornalista di non rivelare le sue generalità – ha evidenziato – Noi teniamo anche 𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞, che non sono più tutelate se qualcuno “entra” nello smartphone. Questo caso ha attirato anche l’attenzione dell’Europa, in Italia la 𝐅𝐧𝐬𝐢 è stato l’unico sindacato che si è espresso in maniera netta sulla vicenda».

𝐋’𝐈𝐍𝐂𝐇𝐈𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐆𝐈𝐎𝐕𝐄𝐍𝐓𝐔’ 𝐌𝐄𝐋𝐎𝐍𝐈𝐀𝐍𝐀

𝐅𝐚𝐧𝐩𝐚𝐠𝐞, 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐨𝐧 𝐥𝐢𝐧𝐞, 𝐡𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞, una delle quali, sulla 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮’ 𝐦𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐚, ha sollevato molte proteste nella destra italiana. «Abbiamo ricevuto 𝐢𝐧𝐬𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐞 𝐦𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐞, velate o meno, dalla politica che è ora al governo – ha detto Pellegrino rivolgendosi alla platea riunita nella sala del centro civico “Pellegrini” – In Italia c’è la 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚, ma può sparire. Se oggi non difendiamo questo valore la prossima generazione la perderà».

* 𝐈 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐘𝐨𝐮𝐓𝐮𝐛𝐞: qui il link

𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞, 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢, 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐚 𝐏𝐞𝐥𝐥𝐞𝐠𝐫𝐢𝐧𝐨 𝐞 𝐍𝐞𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐧𝐢

𝐈𝐍𝐓𝐈𝐌𝐈𝐃𝐈𝐑𝐄 𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐋𝐈𝐒𝐓𝐈

𝐍𝐞𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐏𝐞𝐥𝐥𝐞𝐠𝐫𝐢𝐧𝐨: «𝐋𝐨 𝐬𝐩𝐲𝐰𝐚𝐫𝐞 è una delle modalità con cui si può condizionare 𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 – ha commentato – Ce ne sono altri, come le 𝐪𝐮𝐞𝐫𝐞𝐥𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐞𝐫𝐚𝐫𝐢𝐞, 𝐥𝐞 𝐒𝐥𝐚𝐩𝐩 (le denunce che mirano soprattutto ad intimidire il giornalista con insostenibili richieste di 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐫𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐢). Sono arrivato ad avere fino a 𝟓𝟖 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐢 richiesti (“solo gli Angelucci mi hanno querelato per una quarantina di milioni”)». Gli Angelucci, ha proseguito Nerazzini, hanno «un parlamentare, un gruppo editoriale e un impero della sanità privata». Il giornalista, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, può dire “chi me lo fa fare? Non ho un contratto, non ho un futuro, non ho una garanzia, anche economica, e sono bersagliato. Ben venga quindi la direttiva europea che ci chiede di intervenire. Speriamo che si metta fine alle querele bavaglio. In Italia oggi non c’è una vera e propria libertà di stampa».

𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 “𝐅𝐨𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢” 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞

𝐒𝐓𝐀𝐌𝐏𝐀 𝐂𝐋𝐀𝐍𝐃𝐄𝐒𝐓𝐈𝐍𝐀

𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐞𝐫𝐢𝐳𝐳𝐢, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚, non ha potuto partecipare all’incontro perché – questo ha spiegato in un messaggio di scuse – era impegnato a Roma in 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐚𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 per affermazioni pronunciate dall’ex presidente della Regione Lazio, 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐚𝐜𝐞, militanza in partiti e formazioni di destra e anche lui giornalista. Il sindaco di Conselice, 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢, ha consegnato un riconoscimento ai Pellegrino e Nerazzini e anche ai giovani allievi della 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐨 “𝐅𝐨𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢”, che hanno letto le loro riflessioni sulla libertà di stampa. «Durante l’occupazione israeliana 𝐚 𝐆𝐚𝐳𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝟐𝟒𝟎 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 mentre svolgevano il loro lavoro, molti dei quali 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐞𝐬𝐢. La libertà di stampa è una necessità per ogni società che vuole essere libera, non possiamo permettere che venga sostituita dalla semplificazione. Conselice è stata terra di 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐜𝐥𝐚𝐧𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚, di contadini resistenti, di donne coraggiose, di partigiani». (1 – continua)

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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