𝐆𝐥𝐢 𝐔𝐬𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮’ 𝐮𝐧 𝐟𝐚𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐎𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞. 𝐀𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐥𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞. 𝐏𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐬𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐮𝐞 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐢 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐝 𝐮𝐧𝐨 “𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚”

(tempo di lettura: 1′.30″)

𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐨 𝐚𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 si sta riducendo ad una lucina. Capace, però, di spargere 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢 come un micidiale 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐠𝐚𝐦𝐦𝐚 lanciato nello spazio da una supernova. Due 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢, tra i più 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 degli 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢 𝐝’𝐀𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚, 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢 ma soprattutto “𝐭𝐨𝐬𝐬𝐢𝐜𝐢” per il resto del mondo (𝐪𝐮𝐢 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐮𝐧 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐨𝐬𝐭), si stanno prendendo vigorosamente e 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐜𝐞𝐟𝐟𝐨𝐧𝐢 di fronte ad una 𝐩𝐥𝐚𝐭𝐞𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮’ 𝐚𝐥𝐥𝐢𝐛𝐢𝐭𝐚.

𝐂𝐎𝐍𝐅𝐋𝐈𝐓𝐓𝐈 𝐃𝐈 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐄𝐒𝐒𝐄

𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 conflitti di interesse fino al punto che uno dei due, il miliardario sudafricano 𝐄𝐥𝐨𝐧 𝐌𝐮𝐬𝐤, tra i 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 della vittoriosa 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 dell’altro, 𝐃𝐨𝐧𝐚𝐥𝐝 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩, minaccia di sfilarsi dai piani del 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨 (in ballo ci sono anche i collegamenti via razzo vettore con la 𝐒𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐩𝐚𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞) e di formare un 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 concorrente dei Repubblicani mentre il 𝐭𝐲𝐜𝐨𝐨𝐧-𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 ha annunciato 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐢 𝐬𝐮𝐬𝐬𝐢𝐝𝐢 per il sostegno dell’𝐚𝐮𝐭𝐨 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐚 che hanno fatto imbestialire 𝐌𝐮𝐬𝐤, proprietario della 𝐓𝐞𝐬𝐥𝐚.

𝐋𝐈𝐂𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐀

𝐈𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 cementata da una pioggia d’oro, 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢, i nodi di questa collaborazione sono presto venuti al pettine. Il 𝐌𝐮𝐬𝐤 politico, a capo del 𝐃𝐨𝐠𝐞, il Dipartimento per l’efficienza governativa (da cui é già uscito), ha imposto 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚 nella pubblica amministrazione e 𝐝𝐫𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞 che hanno terrorizzato i 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 fallendo comunque l’obiettivo annunciato del 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐚𝐫𝐦𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝟐𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢, mentre 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩 non ha mandato a regime nessuno degli progetti che ha finora perseguito, 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 per le scelte sui 𝐝𝐚𝐳𝐢, ma anche 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐔𝐬𝐚, dove é scontro totale con i 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢 (sull’immigrazione) e con le 𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚’ (sull’adesione ai precetti ideologici sostenuti dal presidente). Tutto questo mentre le guerre in 𝐔𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐚 e a 𝐆𝐚𝐳𝐚, che il presidente aveva promesso di risolvere in pochissimo tempo, lasciano ogni giorno sul terreno 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐢𝐜𝐡𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐝𝐨𝐧𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐧𝐠𝐮𝐞 𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 anche a causa di una 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐨𝐭𝐭𝐮𝐬𝐚 𝐞 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞. 

𝐔𝐒𝐀, 𝐏𝐀𝐄𝐒𝐄 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐆𝐋𝐈𝐀

Una 𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐑𝐨𝐬𝐞𝐬 in piena regola (𝐪𝐮𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐢𝐥𝐦 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟖𝟗, di Danny DeVito) che coinvolge il 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞, sempre più vicina nel quadro internazionale all’immagine di un “𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚”. Intanto lo scontro sull’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐧𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐔𝐬𝐚 sembra dipendere dagli 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐫𝐢 e dagli 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 di due 𝐛𝐮𝐥𝐥𝐢 𝐩𝐥𝐚𝐧𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢.

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

* 𝐿’𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝑒𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝐼𝑛𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖𝑔𝑒𝑛𝑧𝑎 𝐴𝑟𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒

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