𝐒𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐞𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢𝐭𝐚’. 𝐄 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐚𝐦𝐩𝐢𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐳𝐳𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨

(tempo di lettura:3′)

𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐞’ 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮’ 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨𝐬𝐢 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚: la città conta quasi 𝟒𝟎𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢  (l’area metropolitana circa un milione), ospita 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 (quasi 100mila iscritti) e vanta 𝐮𝐧 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 che 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟏 è 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐔𝐧𝐞𝐬𝐜𝐨 grazie ai suoi famosissimi 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐢: 𝟒𝟐 𝐜𝐡𝐢𝐥𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 di percorsi pedonali coperti che diventano 62 se si contano anche i “cugini” più periferici. 𝐋𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐞’ 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐭𝐚 dalle prime posizioni nella classifica dei 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢 in Italia e da un ricco calendario di 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢. Ancora per qualche mese le recinzioni delimiteranno gli 𝐢𝐧𝐠𝐨𝐦𝐛𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 allestiti nelle principali strade della città per posare la futura 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐦. Nonostante barriere e divieti, 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 per il centro storico ci si imbatte spesso in 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 che spunta qua e là e può interrompere piacevolmente una camminata iniziata senza avere 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚.

𝐋𝐀 𝐑𝐎𝐒𝐒𝐀 𝐈𝐍 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄𝐋𝐋𝐀

𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐚, 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 “𝐀𝐫𝐞𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐨𝐥𝐞”, una persona vestita da 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐨𝐧𝐜𝐢𝐧𝐨 𝐋𝐞𝐠𝐨 catturava l’attenzione dei passanti, molti dei quali poi entravano per ammirare la 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐒𝐅-𝟐𝟒 (il modello che ha gareggiato nel campionato di 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐮𝐥𝐚 𝐔𝐧𝐨 dell’anno scorso), realizzata con i 𝐋𝐞𝐠𝐨 𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 e parcheggiata nell’ingresso. Sopra la rossa, impressi sul muro, i numeri dell’impresa: 𝟓𝟔𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐢 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐨𝐧𝐜𝐢𝐧𝐢 utilizzati; 𝐥𝐞 𝟔 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 che hanno  costruito il bolide-fotocopia hanno impiegato complessivamente 𝟏.𝟐𝟎𝟎 𝐨𝐫𝐞. L’”Arena del Sole” è uno dei centri culturali della città, domenica pomeriggio ha aperto anche 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨, abbellito da un 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 e dalle 𝐬𝐩𝐥𝐞𝐧𝐝𝐢𝐝𝐞 𝐯𝐞𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐚𝐭𝐞 sul muro di fondo. Dieci minuti per una bibita e un caffè, poi di nuovo sotto i portici di via Indipendenza (𝐪𝐮𝐢 𝐢𝐥 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐞𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐨𝐥𝐞).

𝐒𝐓𝐑𝐀𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀𝐓𝐈 𝐈𝐍 𝐓𝐀𝐁𝐀𝐂𝐂𝐇𝐄𝐑𝐈𝐀

 𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐓𝐚𝐛𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐫𝐢𝐚 “𝐀𝐧𝐭𝐢𝐜𝐀𝐫𝐞𝐧𝐚” é 𝐟𝐚𝐦𝐨𝐬𝐚 per i messaggi poco ortodossi esposti sulle sue vetrate. «Quello che scrivo lo decido giorno per giorno, 𝐦𝐢 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐜𝐢𝐨’ 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞. Uso 𝐟𝐨𝐠𝐥𝐢 utilizzati per altri scopi, li giro e 𝐥𝐢 𝐫𝐢𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐞 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢», racconta una delle due esercenti che risponde da dietro il bancone. Domenica scorsa nel mirino sono finiti 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 che richiedono le 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐟𝐨𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞, i 𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐮𝐬 o 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚, ma anche – «e troppo spesso» – indicazioni sulla città perché “𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥’𝐔𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨” e “𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐆𝐨𝐨𝐠𝐥𝐞 𝐌𝐚𝐩𝐬”, riportavano gli avvisi rivolti all’esterno. Nei mesi scorsi sulle stesse vetrate campeggiava un cartello 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐭𝐚𝐯𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐚𝐫𝐬𝐢 prima di entrare nel negozio.

𝐋’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐚 𝐈𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐢𝐚𝐭𝐨 da un gruppo di 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢, “𝐀𝐧𝐨𝐧𝐲𝐦𝐨𝐮𝐬 𝐟𝐨𝐫 𝐭𝐡𝐞 𝐯𝐨𝐢𝐜𝐞𝐥𝐞𝐬𝐬”. Maschera di 𝐆𝐮𝐲 𝐅𝐚𝐰𝐤𝐞𝐬, un display che trasmetteva un video sullo 𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 di chi non può esprimersi, i militanti disposti a cubo attorno alla persona che reggeva lo schermo. Il manipolo di attivisti dispensava 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐯𝐞𝐠𝐚𝐧𝐚. «Ma soprattutto – spiegavano 𝐕𝐢𝐫𝐠𝐢𝐧𝐢𝐚 e 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 – sensibilizziamo le persone mostrando le pratiche di 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐨 e le ricadute di questi sistemi di produzione 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐢𝐛𝐨, sulla filiera 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐛𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐝𝐚, sul settore dell’𝐢𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, sullo 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭, sulla produzione di 𝐜𝐨𝐬𝐦𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢 e di 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢. A 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 organizziamo 2 eventi al mese, a ottobre si svolgerà un 𝐫𝐚𝐝𝐮𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 di una settimana con l’arrivo di 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚». Per 𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐚, 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧, 𝐕𝐢𝐫𝐠𝐢𝐧𝐢𝐚, 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐞 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐢 una domenica di impegno politico e invito alla riflessione, mentre attorno un flusso disordinato di coppie, gruppi e famiglie, qualcuno col cagnolino al seguito, stringeva la presa sul 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 nelle ultime ore libere del week end. 

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

 La colonna sonora del video estratta dalla piattaforma Pixabay

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