* La foto in primo piano generata da una piattaforma di IA
𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐝𝐜𝐚𝐬𝐭 (prodotti audio digitali disponibili 𝐢𝐧 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐚𝐦𝐢𝐧𝐠 o scaricabili su un dispositivo dove possono essere riprodotti per l’ascolto, oggi disponibili anche in versione video) continua a generale ricavi e buone prospettive per gli operatori del settore. Ne parla la 𝐫𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐑𝐨𝐜𝐤𝐨𝐥 nell’ultimo numero distribuito, con due articoli dedicati a due piattaforme: la svedese 𝐒𝐩𝐨𝐭𝐢𝐟𝐲 e la cinese 𝐓𝐞𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭.
«𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐚𝐜𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐭𝐭𝐚𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 (𝐒𝐩𝐨𝐭𝐢𝐟𝐲, ndr), si è rivelato il segmento dei 𝐩𝐨𝐝𝐜𝐚𝐬𝐭, con circa 𝟕 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐢 disponibili e oltre 𝟏 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢: nel complesso, i 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨𝐩𝐨𝐝𝐜𝐚𝐬𝐭 disponibili sulla piattaforma sono 𝟑𝟑𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚, per un totale di 𝟐𝟕𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 coinvolti», scrive la rivista che poi riporta quanto spiega l’azienda di 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 in una nota: «I podcast sono diventati un pilastro dell’esperienza Spotify, evolvendosi da un interesse di nicchia a un 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞. Con la continua crescita del formato, stiamo assistendo all’emergere di un trend entusiasmante: 𝐥’𝐚𝐬𝐜𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐨𝐝𝐜𝐚𝐬𝐭 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨. Per la prima volta, Spotify ha pagato 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟏𝟎𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢 a editori e podcaster in tutto il mondo solo nel 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐭𝐫𝐢𝐦𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓».
𝐌𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐑𝐨𝐜𝐤𝐨𝐥 in un altro articolo, anche 𝐓𝐞𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭 sta rafforzando la sua posizione in questo ambito. «Il colosso dello 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐚𝐦𝐢𝐧𝐠 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐬𝐞, 𝐓𝐞𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜 𝐄𝐧𝐭𝐞𝐫𝐭𝐚𝐢𝐧𝐦𝐞𝐧𝐭 – annuncia la rivista – si prepara a uscire dai confini strettamente musicali: a quanto pare, infatti, starebbe trattando l’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐗𝐢𝐦𝐚𝐥𝐚𝐲𝐚 𝐈𝐧𝐜., una società cinese specializzata in podcasting. La transazione è di quelle che non passano inosservate: 𝐁𝐥𝐨𝐨𝐦𝐛𝐞𝐫𝐠, che ha dato l’indiscrezione, l’ha infatti valutata 𝟐,𝟒 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢».
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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