Il film è stato presentato in concorso all’ultimo Festival di Venezia e affronta vari temi: l’amore, tra suggestioni e frustrazioni, la creatività come fuga dalla sofferenza e il dolore fisico che svuota la vita
Short audio summary of the article (translation by Gemini)**:
“The Echo Chamber” (QUI la recensione in video) è stato uno dei film in concorso all’ultimo Festival di Venezia. Lento e claustrofobico, racchiuso in un formato cinematografico inusuale e ristretto (4:3), richiede allo spettatore un interesse più da cinefilo che da semplice fruitore. L’opera è tratta dall’ultimo soggetto di Bernardo Bertolucci, il celebre regista italiano scomparso nel 2018; la sceneggiatura è stata completata dalle due co-autrici, Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini. Andrea Pallaoro, il regista, ha ambientato tutta la storia e girato le riprese in un appartamento di Roma, localizzato a Londra dal copione.
PARTENZA IN SORDINA
“The Echo Chamber” ha diviso la critica e nelle prime settimane di programmazione in sala non sembra aver convinto troppo il pubblico. L’amore nella sua duplice natura di completamento e di limitazione dell’io, di attrazione e lacerazione, lega Leo (Luca Marinelli), produttore musicale, ad Anne (Alicia Vikander), la sua fisioterapista. Il legame sentimentale porta tutto il suo carico di suggestioni, vissuto, speranze e frustrazione in quelle stanze, che i tecnici e la regia hanno saputo riprendere con grande maestria, trasformando gli interni domestici in un mondo dove la vita scorre e si posa con i suoi alti e bassi.
UN FINALE CONTROVERSO
Il legame professionale con Ava (Susan Sarandon), con la quale il produttore condivide un progetto musicale, è una via di fuga dalla sofferenza ma anche di connessione di quella stessa pena fisica e psicologica con il mondo e con la realtà. Il dolore, altro tema forte del film, se diventa un compagno di vita la spegne poco a poco prendendosi tutto ciò che è stato e che avrebbe potuto essere. Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon sostengono bene il loro ruolo. Il finale, che impone un’improvvisa svolta alla storia e che appare forzato e confuso, resta la parte più controversa dell’opera.
** Audio generated by AI platform
Gioele Caccia






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