Nei filmati, di circa 2 minuti, parlano i responsabili di Confconsumatori Ferrara e un generale dei carabinieri. Un vademecum indispensabile per contrastare l’abilità di chi ha imparato a carpire la fiducia delle persone
Nella foto: Sonia De Martinis, Carlo Pieroni e, a destra, Antonio Frascerra
Short audio summary in english (translation by Gemini)**:
I VIDEO:
Le tipologie più frequenti di truffa in presenza: QUI
Come allontanare i truffatori in presenza: QUI
Perché è importante denunciare la truffa o il tentativo: QUI
Chi ha imparato a raggirare il prossimo ha spesso acquisito un’abilità che può metterlo al riparo dalla diffidenza o dal sospetto che i suoi propositi, al di là delle apparenze, siano ingannevoli. Ogni anno, solo per soffermarsi sulle tipologie di truffa che si stanno diffondendo più velocemente negli ultimi tempi, cioè quelle commesse con l’ausilio di strumenti digitali o informatici, il conto dei reati che vanno a segno sale attorno ai 20mila casi in città come Roma o Milano. Ma c’è anche chi usa altri metodi: si traveste presentandosi con la divisa delle forze dell’ordine o millantando di essere un incaricato dell’Inps, di una multiutility, etc.
LE FORME PIU’ FREQUENTI
Nei tre video illustrativi il presidente di Confconsumatori Ferrara, Antonio Frascerra, la responsabile dei rapporti con l’utenza, Sonia De Martinis, e il generale dei carabinieri, Carlo Pieroni, che collabora con l’associazione nell’attività di informazione, elencano una serie di raccomandazioni per rafforzare e affinare il contrasto contro i malfattori che hanno fatto dell’inganno seriale il loro “lavoro”. Antonio Frascerra e Sonia De Martinis elencano in specifico le forme più frequenti di truffe in presenza, il generale Pieroni allarga il campo alle indagini, che vengono spesso notevolmente agevolate dalle denunce di reati già commessi o tentati. Pieroni, esperto di attività investigative sulla criminalità organizzata, è un generale in riserva (uscito dal servizio attivo nei carabinieri) e attualmente, oltre che consulente di Confconsumatori, è componente dell’Osservatorio Antimafia del Veneto.
GLI ESPEDIENTI E COME AGIRE
Tra gli esempi più comuni di truffe in presenza – così definite perché il malintenzionato si avvicina alla vittima o riesce ad entrare con l’inganno nella sua abitazione (con gli strumenti digitali o informatici si può agire invece a distanza, anche di migliaia di chilometri) – vengono citate con i dettagli delle rispettive modalità quella del finto tecnico o funzionario, la truffa dello specchietto o della gomma bucata, il finto incidente del parente, la truffa dell’abbraccio o del falso amico, la finta raccolta di fondi o la vendita benefica. Come si possono evitare gli autori di questi reati? Non aprendo la porta agli sconosciuti, precisa Sonia De Martinis, non mostrando denaro o oggetti i valore, diffidando di chi si mostra troppo amichevole senza motivo, verificando il servizio o il corpo di appartenenza della persona che si è qualificata carabiniere, poliziotto, addetto della municipalizzata etc., e chiamando eventualmente il 112 se si hanno dei dubbi sulla reale identità di chi ha suonato alla porta di casa.
AIUTARE GLI INVESTIGATORI
Il generale Pieroni espone un breve “dietro le quinte” dell’attività di indagine che in molti casi parte da una segnalazione o denuncia e, grazie ai dettagli raccolti da chi è stato colpito o è riuscito a sventare il raggiro, può essere sviluppata e arrivare all’individuazione dei responsabili.
** La voce narrante generata da una piattaforma di Intelligenza artificiale (audio generated by IA platform)
Gioele Caccia






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