Dal 6 all’11 ottobre in programma di incontri e iniziative, la città gli dedica un’ampia retrospettiva. In teatro il primo incontro con i cittadini assieme agli attori Matthew Modine e Josh Hartnett, poi la proiezione di uno dei suoi lungometraggi più coraggiosi: JFK. IL VIDEO
Il video dell’incontro col pubblico: QUI
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FERRARA. Il regista americano Oliver Stone è ospite della città di Ferrara dal 6 all’11 ottobre per ricevere la cittadinanza onoraria (il 7 ottobre la consegna in Municipio) e la laurea honoris causa in Comunicazione dall’Università di Ferrara (l’8 ottobre), riconoscimenti legati ai successi di una carriera lunga e straordinaria. Stone parteciperà anche ad una serie di incontri e iniziative che includono anche una retrospettiva delle sue opere. I suoi film entrano nelle pieghe della realtà e scavano fino a ricostruire fatti e circostanze anche molto lontani dalle ricostruzioni ufficiali. Oggi, dopo aver girato ventuno film, continua a tenere gli occhi puntati sul suo Paese.
L’OSTILITA’ DELLA CIA
Il 6 ottobre 2026 ha incontrato il pubblico al Teatro Comunale e intervistato e tradotto dalla giornalista Silvia Bizio, ha parlato con la consueta franchezza anche del presente degli Stati Uniti. Prima della proiezione di uno dei suoi film più celebri, Jfk, sull’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, ha affermato che il presidente Usa era un prodotto della Seconda Guerra Mondiale e voleva veramente rendere la società migliore. Un obiettivo fortemente avversato dalla Cia, ha detto. Purtroppo, ha aggiunto Oliver Stone, Kennedy è stato l’ultimo grande presidente degli Stati Uniti.
LA FINE DELLA SPERANZA
«Oggi siamo arrivati ad un punto che non mi aspettavo – ha sottolineato – Siamo in uno stato di guerra dichiarata da un solo uomo, guerra contro l’Iran, senza voti, senza democrazia, tutto nell’interesse della cosiddetta sicurezza nazionale. Poi ha concluso con un pensiero: «L’Italia è un Paese passato attraverso tante storie, come la morte dei fratelli Gracchi, nell’Antica Roma. Quanto nella storia più recente è avvenuto ai Kennedy, non solo a John, ha segnato la fine della speranza». Oliver Stone ha ricordato molti colleghi italiani, come Gillo Pontecorvo, Francesco Rosi, Federico Fellini e il cineasta greco-francese Costa-Gavras.
L’ELOGIO DEGLI ATTORI
Sul palco sono saliti anche gli attori Matthew Modine e Josh Hartnett, quest’ultimo nel cast del ventunesimo lungometraggio del regista statunitense, parzialmente girato in Italia e atteso nelle sale nel 2027. Entrambi hanno descritto la complessa personalità ed elogiato il coraggio e la tenacia del regista americano. «Sentiamo – ha dichiarato Hartnett – la sua curiosità, la sua passione, la sua rabbia, il suo amore e le sue contraddizioni e forse è per questo che il suo lavoro continua a fare discutere».
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Gioele Caccia






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