𝐈𝐥 𝐟𝐢𝐥𝐦 𝐢𝐧 𝐯𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐢𝐮’ 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐬𝐚𝐥𝐚. 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐳𝐨 𝐫𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 “𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨”, 𝐜𝐨𝐧 𝐛𝐞𝐢 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚. 𝐈𝐥 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐮𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢, 𝐌𝐚𝐫𝐠𝐨𝐭 𝐑𝐨𝐛𝐛𝐢𝐞 𝐞 𝐉𝐚𝐜𝐨𝐛 𝐄𝐥𝐨𝐫𝐝𝐢. 𝐌𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞’ 𝐫𝐢𝐠𝐢𝐝𝐚 𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐨’ 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
Short audio summary of the article (by Gemini’s translation)*:
(tempo di lettura: 4′)
𝐀𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥 𝐭𝐯 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐚𝐦𝐢𝐧𝐠, un film che dura un’ora e mezza è una rarità. Una proiezione oggi dura dalle due alle tre ore, complici i bassi costi della produzione digitale e le nuove abitudini del pubblico, disposto a consumare ore e ore di maratone tv. Anche l’adattamento cinematografico di “𝐂𝐢𝐦𝐞 𝐓𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐨𝐬𝐞”, in questi giorni in sala, rientra nella categoria dei film che richiedono l’attenzione dello spettatore per oltre due ore. Il lungometraggio, il cui titolo compare in locandina tra virgolette su richiesta della regista, 𝐄𝐦𝐞𝐫𝐚𝐥𝐝 𝐅𝐞𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥, guida in questi giorni la classifica degli incassi al botteghino, non solo in Italia, e attrae un 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐞. La cineasta inglese ha abbondantemente tagliato il romanzo originale, ricavandone una versione personale per metterne a fuoco l’aspetto romantico-sensuale,
𝐈𝐍 𝐒𝐀𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐈 𝐒𝐄𝐗 𝐒𝐘𝐌𝐁𝐎𝐋
𝐀 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚, 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, sono state oltre 500mila persone. C’è chi ha già dedicato ampi e approfonditi articoli al film segnalando le differenze tra l’esito cinematografico del romanzo di 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐲 𝐁𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞̈ e il libro originale della scrittrice inglese. La trama, ambientata prevalentemente nel ‘700, è molto lontana da come l’amore e l’attrazione fisica vengono rappresentati nella produzione contemporanea (lungometraggi e serie tv), spesso preceduta da un avviso per l’utenza: scene di sesso, violenza e dipendenze. Anche il linguaggio è stato letterariamente collocato in un’epoca lontana. La presa sul pubblico, oggi, è assicurata dai due attori protagonisti: 𝐌𝐚𝐫𝐠𝐨𝐭 𝐑𝐨𝐛𝐛𝐢𝐞 (Catherine Earnshaw) da poco eletta “donna più bella del mondo” sulla piattaforma on line “Ranker”, e 𝐉𝐚𝐜𝐨𝐛 𝐄𝐥𝐨𝐫𝐝𝐢 (Heathcliff), nuovo sex symbol della Generazione Zeta, quella nata a cavallo fra il XX e il XXI secolo. La casa di produzione, 𝐖𝐚𝐫𝐧𝐞𝐫, non ha voluto rischiare e ha speso il necessario per “qualificare” il cast, anche ignorando la differenza di età fra i due artisti, non proprio coetanei.
𝐃𝐀𝐋𝐋𝐎 𝐘𝐎𝐑𝐊𝐒𝐇𝐈𝐑𝐄 𝐀𝐈 𝐕𝐈𝐃𝐄𝐎𝐂𝐋𝐈𝐏
𝐏𝐞𝐫 𝐬𝐨𝐝𝐝𝐢𝐬𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 Warner ha puntato anche su altro: i paesaggi sono stati scelti tra le colline e le brughiere dello 𝐘𝐨𝐫𝐤𝐒𝐡𝐢𝐫𝐞, attraversato in lungo e in largo per individuare le location più adatte alle scene romantiche da girare in esterno. Lo schermo cinematografico è lo spazio giusto per ammirare quelle distese dolci, verdi e ordinate, battute dal vento. 𝐒𝐜𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 ideali per figure segnate dal dubbio e travolte da una passione che non trova conforto. Il resto – comprese le vedute di alcuni esterni – è posticcio, ricreato nel teatro di posa ma molto colorato nei tessuti, arredato al minimo per esaltare l’architettura o riempito in modo sfarzoso, riccamente decorato nei giardini principeschi e abbellito posando grandi collari sul corpo, accendendo di rosso le gote, modellando le acconciature con l’uso di pietre preziose. Sul 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 la cinepresa indugia a più riprese, ma senza esagerare. I 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐡𝐢 “𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐫𝐢” conferiscono alla recitazione una resa quasi teatrale, rigida e artificiosa. In qualche caso la scena – complice la colonna sonora – rivela il gusto pop della regista e ricorda lo stile dei 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨𝐜𝐥𝐢𝐩 musicali. Su questo sfondo scenografico si intrecciano amore, passione, vizio, tradimenti, fallimenti e pulsioni potenti come il desiderio di rivalsa e di vendetta. La sceneggiatura, in alcuni punti, sembra estratta dalle nuvole di un fumetto.
𝐔𝐌𝐎𝐑𝐈𝐒𝐌𝐎 𝐄 𝐌𝐄𝐋𝐎’
𝐏𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐚𝐥 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚, 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚, è già un ottimo risultato. “Cime Tempestose” non è un capolavoro, è un film più da guardare che da ascoltare (ma la colonna sonora ricca di venature gotiche, tra pop e folk, è interessante). Merita una citazione la figura di Isabella, interpretata da 𝐀𝐥𝐢𝐬𝐨𝐧 𝐎𝐥𝐢𝐯𝐞𝐫, che riesce a far scendere qualche goccia di umorismo ben calibrato in un piatto infarcito di melò. Il film è spesso recitato sopra le righe, molto concentrato a soddisfare l’occhio dello spettatore senza mostrare troppe pretese di varcare la soglia del prodotto commerciale ma confezionato efficacemente per strappare il 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐢𝐮’ 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐞, per una sera, al fiume in piena delle 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐭𝐯.
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by an AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Rispondi