𝐒𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚

𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚

Informazione/Costa, direttore de “Il Post”:
«Nella babele delle news e dei “talk” drogati diffidare di chi urla e vende troppe certezze»

𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐡𝐚 𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐞𝐜𝐡 𝐚𝐥 “𝐋𝐞𝐚𝐫𝐧𝐢𝐧𝐠 𝐌𝐨𝐫𝐞 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥” 𝐝𝐢 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐧𝐚. 𝐓𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮’ 𝐠𝐫𝐢𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐰𝐬 𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞

𝐈𝐥 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐞𝐜𝐡 𝐝𝐢 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐋𝐞𝐚𝐫𝐧𝐢𝐧𝐠 𝐌𝐨𝐫𝐞 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐧𝐚: il link qui (16:9) o qui (9:16)

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:

𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐬𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐢𝐧 𝐞𝐧𝐠𝐥𝐢𝐬𝐡 (by Gemini’s translation)*:

(tempo di lettura: 3′)

«𝐒𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐯𝐢 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 i contenuti e le fonti, informatevi con l’intenzione di informarvi, non facendo scrolling sul cellulare. E informandovi, non fermatevi di fronte a qualcosa che non conoscete: se non sarà un atto isolato, se trasformerete questa azione in un rito, in una consuetudine quotidiana, prima o poi ne saprete di più. Non usate l’informazione per ingaggiare tenzoni con chi la pensa diversamente, ascoltatelo: conoscere altri punti di vista è un modo per informarsi meglio. Infine, non pensate che l’informazione di qualità debba essere gratuita, può costare dei soldi». 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚, direttore responsabile del quotidiano “Il Post”, ha riempito la sala del cinema “Arena”, a 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐧𝐚, ospite della quarta edizione del “𝐋𝐞𝐚𝐫𝐧𝐢𝐧𝐠 𝐌𝐨𝐫𝐞 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥”, con uno speech di poco più di un’ora su come orientarsi nella “babele” dell’infosfera, delle notizie «quasi sempre angoscianti e dolorose», dei commenti e degli approfondimenti che ci raggiungono ovunque senza sapere chi li ha inviati, perché e come li ha prodotti, se li ha mescolati con la pubblicità o se li ha manipolati per piegarli a un interesse di parte iniziando da quello dell’editore o dell’autore del contenuto.

𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐃𝐔𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐐𝐔𝐀𝐋𝐈𝐓𝐀’

𝐈𝐥 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐩𝐮𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐮𝐬𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨, 𝐡𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 che in un mondo dove tutti urlano e si litiga – in tv, sui social – anche l’informazione ha alzato la voce. Perché? Perché il passaggio al 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 che avrebbe dovuto garantire all’editoria un futuro certo ha invece aumentato la concorrenza e l’incertezza, aperto la strada ai grandi collettori di notizie e di pubblicità come Google o Facebook, agli algoritmi, e ridotto gli incassi in edicola imponendo alle redazioni tagli di costi e personale «che hanno ridotto la 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’». Alla ricerca dello share gli spazi dedicati all’informazione sono stati trasformati, nei 𝐭𝐚𝐥𝐤 𝐬𝐡𝐨𝐰, in contenitori «di “𝐢𝐧𝐟𝐨𝐭𝐚𝐢𝐧𝐦𝐞𝐧𝐭”, che non è informazione», ha commentato Costa. Come non lo è un titolo “drogato”, ad esempio quello della “𝐆𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐩𝐨𝐫𝐭” che attribuì ad un giovane difensore del Milan, Alessio Romagnoli, parole non sue che lo mettevano sullo stesso piano di Nesta e Zidane e che dopo le rimostranze dei tifosi e dello stesso difensore furono giustificate dal quotidiano con l’intenzione di rendere il tono dell’intervista più «frizzante».

Francesco Costa, relatore al “Learning More Festival” di Modena

𝐈𝐍𝐅𝐎𝐑𝐌𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄 𝐃𝐄𝐌𝐎𝐂𝐑𝐀𝐙𝐈𝐀

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨’ 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥𝐚𝐭𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐞𝐧𝐜𝐞 piuttosto che lettori da informare? Un titolo allarmistico può già spingere il lettore ad essere diffidente come l’uso di termini eccessivi come “shock”, “bufera”, “tsunami” o “bagarre”, questi ultimi utilizzati in modo seriale nella cronaca politica. La ricerca spasmodica di lettori può anche generare effetti più che imbarazzanti, come – ai tempi del Covid – due titoli pubblicati dallo stesso quotidiano, “𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨”: “Prove tecniche di strage”, seguito pochi giorni dopo da “Virus, ora si esagera. Diamoci tutti una calmata”, come ha ricordato lo stesso Costa. Ma anche le troppe certezze dovrebbero essere accolte con qualche sospetto. Insomma, scegliere l’informazione e non l’infotainment, cercare notizie e commenti con un atto volontario e consapevole senza 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐯𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐰𝐞𝐛, migliorare la conoscenza dei meccanismi che regolano e condizionano la presenza e il ruolo dell’editoria nel mercato, sapere che quasi tutta l’informazione che abbiamo viene comunque prodotta da altri e deriva solo in minima parte da una nostra conoscenza diretta può aiutare il 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐨. Come «la democrazia, che funziona meglio se le persone sono ben informate».

* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by an AI platform)

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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