𝐒𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚

𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚

Informazione/Contratto dei giornalisti: 
il bluff degli editori sulla trattativa
riapre lo scontro tra Fieg e Fnsi

𝐋’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨. 𝐍𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐢

(tempo di lettura: 2′)

𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐮𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐮𝐫𝐨 𝐟𝐫𝐚 𝐅𝐢𝐞𝐠 (𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢) 𝐞 𝐅𝐧𝐬𝐢 (𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢). Che la disponibilità mostrata lo scorso dicembre da parte del sindacato editori sulla riapertura della trattativa per il rinnovo del 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 si potesse rivelare, a cose fatte, solo un utile diversivo per consentire alle aziende editoriali di fare il pieno di pubblicità in uno dei periodi più favorevoli dell’anno evitando il rischio di uno 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚 era un rischio che la Federazione nazionale della stampa aveva messo nel conto. L’incontro era stato fissato per ieri (8 gennaio) e l’appuntamento ha confermato di fatto lo scarso interesse della Fieg per la prosecuzione delle trattative.

𝐈𝐋 𝐓𝐀𝐕𝐎𝐋𝐎 𝐈𝐍 𝐅𝐑𝐀𝐍𝐓𝐔𝐌𝐈

«𝐂’𝐞𝐫𝐚𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 alla nostra proposta economica per l’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐩𝐨𝐧𝐭𝐞 (concentrato solo sulla parte economica, ndr) e, dopo sei mesi di silenzio da parte degli editori, 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 (il 28 novembre scorso, ndr) e una riuscitissima 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚 (allo sciopero hanno aderito la stragrande maggioranza delle testate italiane, ndr), la Fieg si è ripresentata al tavolo cercando di riportare indietro di mesi la trattativa, proponendo, per avere un aumento superiore a 150 euro, il ritocco di alcuni istituti contrattuali», scrive la Fnsi. Un attegiamento di chiusura da parte di Fieg che arriva dopo avere «𝐢𝐧𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝟔𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨. Sovvenzioni che la Fnsi ritiene necessarie, addirittura insufficienti, per assicurare l’informazione, ma che devono essere utilizzate per garantire un futuro di 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 e che dovrebbero essere elargite a fronte del rispetto e del rinnovo del contratto nazionale di lavoro».

𝐈 𝐌𝐎𝐑𝐒𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐍𝐅𝐋𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄

«𝐈𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 sono state ulteriormente erose dall’inflazione – conclude la Fnsi – sono dieci anni che il nostro contratto nazionale di lavoro non viene rinnovato, unica categoria dei lavoratori dipendenti. 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐞𝐠𝐮𝐚𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐢. Vale per i dipendenti e per i lavoratori autonomi». Uno sviluppo che lascia aperta la via verso l’inasprimento di uno scontro che potrebbe portare a nuove e incisive iniziative di protesta. Nelle scorse settimane i Comitati di redazione di decine di testate italiane (nazionali e locali) riunite per fare il punto sulla vertenza avevano concordato iniziative comuni, tra cui la possibilità di attuare 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨.

* Nella foto in evidenza: Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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