𝐀 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐬𝐚𝐮𝐫𝐢𝐭𝐨. 𝐌𝐚 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐝 𝐨𝐮𝐭, 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐨𝐮𝐫 𝟐𝟎𝟐𝟓, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐋𝐨𝐧𝐝𝐫𝐚, 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐢𝐝, 𝐁𝐞𝐫𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐞 𝐂𝐨𝐩𝐞𝐧𝐚𝐠𝐡𝐞𝐧, 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟑𝟎𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢. 𝐋𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐜𝐲 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐢. 𝐀𝐜𝐜𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐞𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐝𝐨𝐝𝐞𝐜𝐚𝐞𝐝𝐫𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮𝐨𝐧𝐚𝐯𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐫𝐞𝐧𝐚
𝐈𝐥 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟕 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓, 𝐚 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚: il link qui
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (in english, by Gemini’s translator)*:
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
(tempo di lettura: 4′; 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐚𝐢 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐛𝐫𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐢𝐧 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨)
𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐭𝐨𝐮𝐫 e nove dopo l’ultimo album pubblicato, i Radiohead ritrovano il loro pubblico nei live e conservano il loro carisma, anche se con qualche difficoltà. Venti date sold out fra 𝐋𝐨𝐧𝐝𝐫𝐚, 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚, 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐢𝐝, 𝐁𝐞𝐫𝐥𝐢𝐧𝐨 e 𝐂𝐨𝐩𝐞𝐧𝐚𝐠𝐡𝐞𝐧, oltre 300mila spettatori, scalette aggiornate ogni sera per valorizzare il repertorio, l’attenzione per l’impatto ambientale dei concerti. La tournée era molto attesa dai fans ma non è mancato, anche se in episodi isolati (Bologna, Londra), il controcanto dell’𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐏𝐫𝐨𝐏𝐚𝐥 e del 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐁𝐝𝐬 che hanno contestato i legami di alcuni componenti del gruppo con Israele. Nel complesso però la ressa per i biglietti, nonostante le polemiche seguite alle modalità di acquisto on line, ha confermato l’affetto e l’ammirazione per un gruppo musicale che ha riaffermato 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐫𝐨𝐜𝐤 e la sua capacità di aprire percorsi originali.
𝐀𝐋 𝐃𝐈 𝐋𝐀’ 𝐃𝐄𝐋 𝐑𝐄𝐂𝐈𝐍𝐓𝐎
𝐈𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐢𝐥𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐞’ 𝐞𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐨 da un ambito che discendeva dal Britpop e puntava verso un genere più alternativo e sperimentale, ha assunto nel tempo forme espressive vicine al grunge arrivando a sfiorare la psichedelia, seguendo in qualche caso modelli più convenzionali. La loro opera racconta con una certa continuità il 𝐦𝐚𝐥𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 dell’uomo contemporaneo usando tonalità crepuscolari e un linguaggio introspettivo talvolta indecifrabile, fino all’ermetismo, profondamente legato ad uno stato interiore da cui 𝐓𝐡𝐨𝐦 𝐘𝐨𝐫𝐤𝐞 ha attinto idee e spunti per i suoi testi, anche per il modo di interpretarli.
𝐀𝐑𝐏𝐄𝐆𝐆𝐈 𝐄 𝐑𝐈𝐓𝐌𝐎
𝐋𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐑𝐚𝐝𝐢𝐨𝐡𝐞𝐚𝐝 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚 𝐚𝐫𝐩𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐭𝐚𝐫𝐫𝐚, da una base ritmica che resta incollata all’orecchio, costruita su tempi e accenti talvolta “sbilanciati”, può essere avvolta da atmosfere rarefatte oppure compressa in un suono ridotto all’essenziale. La voce e la melodia possono arrivare a dissolversi in sequenze di note lunghe e sottili, come lamenti. Il loop, la sequenza ripetuta, genera alienazione, lo 𝐬𝐩𝐥𝐞𝐞𝐧 è parte del loro linguaggio. Gli arrangiamenti sono sempre curati, l’elettronica stravolge la voce ma la musica viene lasciata anche scorrere da sola. Il 17 novembre scorso 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 ha ospitato una delle quattro date italiane del tour, all’𝐔𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥 𝐀𝐫𝐞𝐧𝐚.

𝐈𝐋 𝐏𝐀𝐋𝐂𝐎 𝐂𝐄𝐍𝐓𝐑𝐀𝐋𝐄 𝐄 𝐈𝐋 𝐃𝐎𝐃𝐄𝐂𝐀𝐄𝐃𝐑𝐎
𝐋𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚: la voce di Thom Yorke è stata spesso coperta dagli altri strumenti e l’eco ha dilatato l’armonia generando un impasto a tratti confuso, piuttosto distante dalle versioni asciutte ed equilibrate dei brani registrate in studio. L’ascolto è migliorato nel corso della serata, che ha visto i Radiohead schierati su 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐥𝐜𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐥𝐚𝐭𝐞𝐚 (una scelta che ha scontentato, di volta in volta, il settore del pubblico a cui Yorke voltava le spalle ma che ha consentito al gruppo di sfruttare al massimo lo spazio disponibile). Agli atti del tour restano anche le soluzioni studiate per ridurre l’impatto ambientale: la decisione di mantenere nella stessa città la sede dei concerti in ogni Paese visitato dalla tournée per evitare il carosello quotidiano di camion, persone e strumenti da trasferire da un luogo all’altro, gli avvisi ai fans per contenere il consumo della 𝐩𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 etc.
𝐃𝐀 𝐏𝐋𝐀𝐍𝐄𝐓 𝐓𝐄𝐋𝐄𝐗 𝐀 𝐊𝐀𝐑𝐌𝐀 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐂𝐄
𝐀𝐭𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨, 𝐢𝐥 𝟏𝟕 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨, c’erano oltre 14mila spettatori e, sul palco, dodici grandi porte a led che si sono sollevate di qualche metro dopo la prima canzone annunciata dalle schitarrate di 𝐏𝐥𝐚𝐧𝐞𝐭 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐱. La serata si è conclusa con il ritornello di “𝐊𝐚𝐫𝐦𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐜𝐞”, cantato assieme al pubblico. Tra l’una e l’altra canzone due delle melodie più dolci del repertorio del gruppo, 𝐍𝐨 𝐬𝐮𝐫𝐩𝐫𝐢𝐬𝐞𝐬 e 𝐅𝐚𝐤𝐞 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜 𝐓𝐫𝐞𝐞𝐬, il ritmo saltellante di “𝟏𝟓 𝐒𝐭𝐞𝐩” accompagnato dal balletto “pazzerello” di Thom Yorke, l’atmosfera sospesa di “𝐄𝐯𝐞𝐫𝐲𝐭𝐡𝐢𝐧𝐠 𝐢𝐧 𝐢𝐭𝐬 𝐫𝐢𝐠𝐡𝐭 𝐩𝐥𝐚𝐜𝐞”, la realtà allucinata di “𝐁𝐥𝐨𝐨𝐦”, l’orwelliana “𝟐+𝟐=𝟓”, la pantomima dell’autorità di “𝐒𝐢𝐭 𝐝𝐨𝐰𝐧. 𝐒𝐭𝐚𝐧𝐝 𝐮𝐩.”, la ricerca di nuove sonorità in “𝐊𝐢𝐝 𝐀”. Nella diversità di testi e musica, all’interno di una produzione artistica che si è evoluta nell’arco di oltre 30 anni, resta costante l’impronta “personale” dei 𝐑𝐚𝐝𝐢𝐨𝐡𝐞𝐚𝐝, il modo tutto loro di raccontare la vita che accompagna le paure e i demoni dell’uomo contemporaneo.
𝐃𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨, 𝐢 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐚𝐢 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐟𝐫𝐚𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚:
𝐄𝐯𝐞𝐫𝐲𝐭𝐡𝐢𝐧𝐠 𝐢𝐧 𝐢𝐭𝐬 𝐩𝐥𝐚𝐜𝐞: https://youtu.be/S0hi8uQHoD0
𝐏𝐚𝐫𝐚𝐧𝐨𝐢𝐝 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐨𝐢𝐝: https://youtu.be/uadU4AFJjQc
𝟐+𝟐=𝟓 𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐨𝐝𝐞𝐜𝐚𝐞𝐝𝐫𝐨: https://youtu.be/MSjR0Hje9fs
𝟏𝟓 𝐒𝐭𝐞𝐩: https://youtu.be/JWrbo57O9ps
𝐍𝐨 𝐬𝐮𝐫𝐩𝐫𝐢𝐬𝐞𝐬: https://youtu.be/hduhoqqXgO0
𝐊𝐚𝐫𝐦𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐜𝐞: https://youtu.be/rePTgkSM9yQ
𝐏𝐥𝐚𝐧𝐞𝐭 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐱: https://youtu.be/Q7zd6GB7EEU
𝐒𝐢𝐭 𝐝𝐨𝐰𝐧. 𝐒𝐭𝐚𝐧𝐝 𝐮𝐩.: https://youtu.be/zgTzqOK_dQY
𝐊𝐢𝐝 𝐀 𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐥 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨: https://youtu.be/FU5Fqu1Jgy4
𝐁𝐥𝐨𝐨𝐦 (il finale): https://youtu.be/JWKx99s5KY8
𝐓𝐡𝐞 𝐍𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥 𝐀𝐧𝐭𝐡𝐞𝐦: https://youtu.be/vIdnRAtBB5E
𝐒𝐞𝐭𝐥𝐢𝐬𝐭 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚: il link qui
Buon ascolto.
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by an AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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