Un video semiserio dedicato all’affermazione più infelice pronunciata nei mesi scorsi dal presidente del Senato ed entrata di diritto nel tam-tam del web. Anche per ricordare che il 2027 rischia di essere ancora più rovente
* La foto in evidenza generata con una piattaforma di IA
IL VIDEO SU LA RUSSA E I CARAIBI: QUI
Breve sintesi audio dell’articolo**:
Short audio summary in english (translation by Gemini)**:
La politica non è una scienza esatta e quando discetta di scienza talvolta appare ancora meno esatta, al punto da risultare paradossale. Una delle frasi più infelici pronunciate durante l’insopportabile estate del 2026, la più calda dal 1950 secondo i dati pubblicati dal Cnr, ha il copyright di Ignazio La Russa, presidente del Senato e co-fondatore di “Fratelli d’Italia“, lo stesso partito della premier Giorgia Meloni. Intervenendo il 22 giugno 2026 a Milano, alla presentazione del libro di Nicola Procaccini “L’ecologia dei conservatori”, a Palazzo delle Stelline, La Russa ha affermato sorridendo che dovremo iniziare ad abituarci «al clima caraibico», probabilmente mentre gli split dell’edificio storico immettevano nel salone potenti sbuffi di aria condizionata.

I PICCHI REGISTRATI DAL CNR
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha pubblicato recentemente alcuni dati che rientrano organicamente nella scia delle tendenze registrate dalle serie storiche sulla situazione climatica in Italia, aggiungendo un altro tassello rovente ad un quadro già preoccupante per i picchi di calore toccati negli anni scorsi. «Il 2026 ha visto un rialzo delle temperature di tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all’anno precedente – questa l’analisi dell’istituto – Proprio nello scorso mese di agosto si è registrato lo scostamento maggiore, con una temperatura media sul territorio nazionale di 25,6 gradi centigradi e un’anomalia termica di +5,2°C rispetto alla temperatura media nel mese di agosto della climatologia 1951-1980 (pari a 20.4 gradi) e di +3,5°C rispetto alla media di agosto della climatologia 1991-2020 (pari a 22,1)».
LA SETE DI PIANURA E AGRICOLTURA
Il ricercatore dell’Ibe-Cnr (Istituto di BioEconomia del Cnr), Lorenzo Arcidiaco, evidenzia un dato già emerso dalla cronaca l’estate scorsa, quando il Paese ha subìto anche gli effetti di un lungo periodo di assenza di piogge e di scarsa piovosità: «Le superfici esposte ad anomalia termica sono molto significative, con una concentrazione nelle aree di pianura del nord-ovest e appenniniche. In gran parte si tratta di superfici coltivate che, esposte a una temperatura superiore e in alcune aree a un periodo di siccità», soffrono una situazione che individua il settore primario come quello più colpito. A conferma, commenta ancora il Cnr, giungono le elaborazioni dei dati Gsod (Global Summary of the Day) e quelli raccolti dal portale Ogimet (basati soprattutto su rilevazioni dell’agenzia Usa Noaa), riguardanti Roma, Firenze e Torino, che nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026 sono state colpite più volte da ondate di calore, ossia periodi in cui le temperature massime hanno superato il 90esimo percentile per almeno sei giorni consecutivi.
IL PRIMATO DEI DECESSI IN ITALIA
L’impennata del termometro è solo uno degli aspetti legati a questi fenomeni. A far cadere altro sale sulle ferite inferte dalla canicola sono arrivati infatti i dati raccolti dagli studiosi di un’università pubblica britannica, tra le più stimate al mondo per le ricerche prodotte su materie di ambito scientifico, tecnologico e medico: l’Imperial College London. I numeri sono stati definiti da uno dei suoi istituti di ricerca, il Grantham Institute, e riportati dal Guardian. Pochi mesi dopo la dichiarazione del presidente del Senato, con la quale il politico ha manifestato ironicamente la sua rassegnazione di fronte ai disagi causati dall’estate “caraibica”, il centro ricerche ha spiegato che le elevatissime temperature registrate nei mesi scorsi avrebbero seminato nelle aree urbane europee oltre 50mila morti. E proprio l’Italia del senatore La Russa, con più di 13mila decessi, è balzata alla vetta di questa ben poco edificante e assai funesta classifica. Ma le cose non sono andate tanto meglio anche in altri Paesi europei avanzati, come Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.
IL CASO DI NAPOLI
L’agenzia Adnkronos, riportando la notizia, spiega che «a Napoli, la città più colpita del continente, 815 persone su un milione sono morte a causa del caldo, secondo le stime standardizzate per età dello studio. Mario Guarino, medico del pronto soccorso dell’Ospedale Cto nella zona nord della città, ha affermato di aver assistito a un aumento del 15% degli accessi al pronto soccorso durante le settimane più calde. La “caratteristica distintiva” del periodo, ha aggiunto, è stata la complessità dei problemi di salute, aggravati dal caldo, con la solitudine e la povertà che hanno ulteriormente peggiorato la situazione. Lo studio ha rilevato che le persone di età superiore agli 85 anni rappresentano quasi la metà delle vittime».
UN VIDEO PER NON DIMENTICARE
Nell’episodio semiserio di “Italia No” dedicato al discorsetto simpaticamente negazionista del presidente del Senato (ma chissà se la frase era stata preparata solo per una sorta di cortesia istituzionale, da lanciare ad effetto durante un incontro dedicato specificamente alla presentazione di un libro sul clima) quelle parole vengono “calorosamente” accompagnate da una breve colonna sonora. Perché, se è vero che la politica non è una scienza esatta, è comunque bene non dimenticare che, se chi governa il Paese fa lo gnorri, sarà l’estate dell’anno prossimo quella più calda dal 1950 e poi quella dell’anno successivo….
** La voce generata da una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)
Gioele Caccia






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