Terzo episodio della serie video semiseria “Italia No”. Frammenti di interviste e clip di film per cucire insieme le dichiarazioni a doppio binario del ministro

* La foto in primo piano tratta da un video dell’Agenzia Vista

Il video “Italia No” su Tajani garantista ad personam: QUI

Breve sintesi audio dell’articolo**:

Short audio summary in english (translation by Gemini)**:

Antonio Tajani ha una laurea in giurisprudenza che non sfrutta a dovere quando parla di giustizia. Il 28 ottobre scorso, in coda a una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi sul Bilancio del 2027, è stato intervistato dai giornalisti sul rilascio di Youssef Siher, l’amministratore del canale Telegram “Movimento 17 ottobre” indagato per i disordini avvenuti nei giorni scorsi in diverse città italiane. La giudice delle indagini preliminari, Tiziana Landoni, ha ritenuto che la sua detenzione non fosse supportata dai “gravi indizi” necessari per confermare il fermo e l’ha liberato.

IL VERDETTO FLASH DI TAJANI

Secondo il laureato in giurisprudenza, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, l’arresto è avvenuto in “flagranza” (in realtà si è trattato di un fermo), è stato disposto per un “reato comprovato” (ma si tratta solo di un’ipotesi di reato, fra l’altro indebolita dall’ordine del gip) ed era supportato da “cose tutte vere” (non esiste nessuna sentenza a certificarlo, solo un’indagine avviata pochi giorni fa). Un’infilata di svarioni che solo tappandosi le orecchie si può giustificare, soprattutto se il propalatore ha un incarico istituzionale e ha anche una laurea in legge.

DISTACCATO NEL GRUPPONE

L’ennesimo caso di strumentalizzazione della giustizia, materia su cui il governo ha subìto una sonora bocciatura dall’elettorato nel referendum del marzo 2026. L’esito ha fatto emergere i primi scricchiolii nel blocco del consenso politico che nel 2022 ha portato al governo la premier Giorgia Meloni e la coalizione di centrodestra, inclusa Forza Italia, partito di cui Tajani è segretario nazionale. Nei sondaggi oggi sta davanti a Lega e Futuro Nazionale, ma ampiamente sotto il 10% e con Fratelli d’Italia a distanza siderale.

LE BARRICATE PER GLI AMICI

Nel terzo episodio della serie video semiseria “Italia No” (le immagini sono tratte da varie testate giornalistiche) si possono ascoltare la sequenza delle traballanti affermazioni del politico forzista sul caso Siher e i molteplici esempi che testimoniano il garantismo a doppio binario che Tajani sbandiera nei suoi interventi sul tema della giustizia. Casi di grande rilievo politico: dalle inchieste su Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla Giustizia, ai diversi procedimenti giudiziari in corso su Daniela Santanchè, ex ministra del Turismo, a lungo difesi nei loro incarichi istituzionali. Da mesi il centrodestra ha eretto le barricate, in totale disprezzo del diritto di informazione, per rendere indisponibili le chat di Delmastro, chiuse in cassaforte ma richieste dai magistrati per far luce sul caso della Bisteccheria d’Italia, nel quale è coinvolto anche Mauro Caroccia, condannato per legami con la criminalità organizzata.

LEGARE LE MANI AI MAGISTRATI

Con i potenti, Berlusconi compreso, Tajani si mostra sempre garantista, “fino al terzo grado”, ma con i “ceffi”, come li chiama lui, cioè potenzialmente tutti gli altri anche se l’inchiesta è ai primi passi e non ha prodotto nemmeno una sentenza di primo grado, il trattamento deve essere duro e severo: “Colpirne uno per educarne cento“. Ennesima conferma di come viene utilizzato il tema della giustizia da chi intende manipolarlo per ridurre il diritto di critica (che non comprende, ovviamente, la libertà di danneggiare e vandalizzare, che è e resta un reato) e vuole paralizzare e silenziare la magistratura quando, facendo il suo mestiere, allunga lo sguardo e prova a portare il rispetto delle regole nelle stanze del potere.

** La voce narrante generata da una piattaforma di IA (audio generated by AI platform)

Gioele Caccia

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