𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐭𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐑𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨. 𝐍𝐞𝐥 𝐛𝐨𝐨𝐤 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝’𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐭𝐞𝐜𝐡𝐞: «𝐌𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐳𝐳𝐨𝐭𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐝𝐨𝐥𝐨 𝐢 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢, 𝐜𝐨𝐬𝐢’ 𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨»
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:
(tempo di lettura: 4′)
𝐒𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚’ 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝’𝐚𝐫𝐭𝐞, assistere ad un evento sportivo o a uno spettacolo comporta sempre una buona dose di piacere e qualche piccolo disagio. Ovviamente il motivo del 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 rende il bicchiere quasi pieno, nel piccolo spazio vuoto residuo si accomoda qualche imprevisto o la delusione, se l’obiettivo del viaggio non si mostra all’altezza delle aspettative. La mostra, la partita o lo spettacolo, che richiamano altrove il visitatore, in genere lasciano libere alcune ore del giorno che, evitando lunghe soste in hotel, possono essere utilmente spese per 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐧𝐭𝐨𝐫𝐧𝐢, del quartiere, del centro cittadino, di un parco o dei locali della zona.
𝐋’𝐀𝐔𝐃𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐔𝐌 𝐏𝐀𝐑𝐂𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀
𝐋’𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐳𝐨𝐧𝐳𝐨, 𝐨𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐯𝐨𝐥𝐨 – se capita, da qualche residente – può aggiungere altro “a latere” rispetto alla ragione principale del viaggio e offrire spunti per approfondire la conoscenza dei luoghi e delle vocazioni che un territorio ha saputo coltivare nella sua storia. L’andata e ritorno per un concerto a Roma, nei giorni. scorsi, è stato quindi l’occasione per un “mordi e fuggi” nel 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐅𝐥𝐚𝐦𝐢𝐧𝐢𝐨, contesto urbano sviluppatosi soprattutto nell’ultimo secolo a nord del centro storico, sulla riva est del Tevere, con un affaccio sul quartiere-bene di Roma, i Parioli. Con l’albergo a pochi minuti, si può decidere di dare una sbirciata preliminare alla destinazione serale, l’𝐀𝐮𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐮𝐦 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚, grande complesso che ospita concerti ed eventi culturali realizzato su un progetto di 𝐑𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨. I lavori, a cavallo tra la fine del secolo scorso e l’inizio di quello nuovo hanno dovuto superare qualche difficoltà; ma tra il 2002 e il 2003 il centro multifunzionale, poi dedicato al maestro 𝐄𝐧𝐧𝐢𝐨 𝐌𝐨𝐫𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐞, ha iniziato ad assumere il rilievo di polo culturale della capitale.

𝐆𝐋𝐈 𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐋𝐈𝐁𝐑𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐍𝐎𝐓𝐄𝐁𝐎𝐎𝐊
𝐋𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐞𝐫𝐢𝐚 “𝐍𝐨𝐭𝐞𝐛𝐨𝐨𝐤” 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢 ma all’interno mette a disposizione uno spazio per gli eventi. Il 10 novembre scorso alle 18 era in programma un incontro pubblico moderato dalla giornalista 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐄𝐠𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐅𝐢𝐚𝐬𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢 (Corriere della Sera) per la presentazione del libro “Disco playlist 1975-1995”, scritto da due dj, 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐂𝐨𝐥𝐚𝐢𝐳𝐳𝐢 e 𝐂𝐨𝐫𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐑𝐢𝐳𝐳𝐚. Il testo è frutto di un lavoro certosino finalizzato a ricostruire l’elenco dei brani più suonati dai colleghi dj nei 21 anni coperti dalla ricerca. L’idea di dedicare qualche minuto ad un piccolo giro tra i libri e dischi esposti ha aperto una prospettiva imprevista: l’appuntamento aveva richiamato vari disc jockey della capitale e una protagonista della discomusic anni ’70, Amanda Lear, seduta nell’angolo riservato agli ospiti mentre il pubblico si assiepava attorno al tavolo dei relatori. Inevitabile fermarsi per seguire almeno una parte del racconto degli autori. Una curiosità che ha attirato anche 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢 ‘𝟕𝟎-‘𝟗𝟎, 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: alcuni hanno conquistato in tempi diversi la piazza di Roma (che ha fatto da traino al settore a livello nazionale), come 𝐃𝐣 𝐅𝐚𝐛𝐞𝐫 𝐂𝐮𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢 (Radio Domensione Suono, discoteca Much More) e 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨 (Aquafan, Radio Deejay). Colaizzi ha ricordato l’impatto che ebbe sulla popolarità delle discoteche un film generazionale come “𝐋𝐚 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐫𝐚”, un modello poi superato dalle disco multisala e che nei decenni ha perso molto consenso, soprattutto tra le generazioni più giovani.


L’interno della Libreria Notebook e, a fianco, Amanda Lear
𝐋𝐀 𝐅𝐄𝐁𝐁𝐑𝐄 𝐑𝐎𝐌𝐀𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐄𝐑𝐀
𝐏𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 «𝐠𝐢𝐚’ 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 ‘𝟖𝟎 𝐢 𝐫𝐚𝐯𝐞 𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚 spostavano 10-20 mila persone perché i rave erano più liberi: in discoteca era più difficile fare certe cose». Il dj 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐂𝐮𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢, fratello di Faber, ha posato il dito sulla piaga: «Qui in Italia 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐳𝐳𝐨𝐭𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐨𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢 e quindi anche la notte: cancellano posti di lavoro per i dj e per tutti gli operatori che lavorano in questo ambito dello spettacolo, come i tecnici e i guardarobieri. La musica la trovi 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐮 𝐒𝐩𝐨𝐭𝐢𝐟𝐲 𝐞 𝐬𝐮 𝐓𝐢𝐤 𝐓𝐨𝐤». La si trova anche nei concerti, si può aggungere, ma con prezzi che non sono più alla portata di tutte le tasche. «A Roma 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐝𝐞 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨𝐭𝐭𝐞 e i mezzi pubblici a quell’ora non ci sono. La città perde luoghi di ritrovo ma 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨» è stato l’amaro coro finale. Uno dei presenti ha piazzato la battuta che dice e non dice: «Stavo pensando di tornare dagli Usa, dove lavoro. Ma, sentito tutto questo, ditemi: 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐥𝐨?».
L’incontro pubblico scoperto per caso è solo una tappa di questo “mordi e fuggi”. A svelare il resto provvederà 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚. (1 – continua)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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