𝐋’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢 (𝐢𝐧 𝐠𝐚𝐫𝐚 𝐧𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝟏𝟐) 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥’𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞. 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢’ 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐬𝐬𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐞𝐫𝐚’ 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚 𝐬𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:
(tempo di lettura: 6′)
𝐃𝐚 𝟐𝟒 𝐚 𝟏𝟐. 𝐋𝐞 𝐋𝐚𝐬𝐭 𝐂𝐚𝐥𝐥 𝐝𝐢 𝐗 𝐅𝐚𝐜𝐭𝐨𝐫 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 ieri sera il numero dei concorrenti in gara per i live. Per chi non conosce il programma si tratta della terza scrematura del contest, l’ultimo test per individuare le squadre che ogni giurato cercherà di acompagnare 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐢 𝐛𝐨𝐨𝐭𝐜𝐚𝐦𝐩. Da giovedì prossimo a correre saranno anche i quattro valutatori (𝐀𝐜𝐡𝐢𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐨, 𝐉𝐚𝐜𝐤 𝐋𝐚 𝐅𝐮𝐫𝐢𝐚, 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐢 𝐞 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐚 𝐈𝐞𝐳𝐳𝐢) che avranno il compito, tutt’altro che scontato, di far emergere nelle settimane che restano 𝐥’𝐱 𝐟𝐚𝐜𝐭𝐨𝐫 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐧𝐠𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐛𝐚𝐧𝐝. Il “taglio” è stato massiccio e non ha risparmiato sorprese: sono usciti concorrenti che hanno mostrato qualità tecniche che potranno certamente aiutarli a farsi notare in altri contesti, come l’ottima 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢, bella voce, intonazione e garbo nell’esprimersi sul palco, e 𝐀𝐥𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞, un autore che scrive canzoni molto contemporanee nell’arrangiamento, usando il dialetto napoletano e anche l’autotune.

𝐔𝐍 𝐒𝐄𝐃𝐈𝐂𝐄𝐍𝐍𝐄 𝐀𝐈 𝐋𝐈𝐕𝐄
𝐍𝐨𝐧 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐜𝐨𝐥𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐡𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐨, ma non tutti: 𝐀𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐁𝐨𝐭𝐭𝐢𝐧𝐢 ha commesso degli errori e lo ha ammesso («posso fare meglio») ma resta, 𝐃𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐦𝐛𝐨 salta. 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐁𝐞𝐫𝐧𝐚𝐛𝐨’ se la cava bene, anche col violino, ma 𝐉𝐚𝐜𝐤 𝐋𝐚 𝐅𝐮𝐫𝐢𝐚 lo ritiene poco malleabile per affrontare il colpo su colpo della fase live. 𝐃𝐞𝐥𝐢𝐚 𝐁𝐮𝐠𝐥𝐢𝐬𝐢 potrebbe già presentarsi in teatro e reggere un concerto, voce e piano. Ha una tecnica innegabile, la sicurezza di una performer e voce da vendere, ieri è stata la prima aspirante a far salire l’entusiasmo del pubblico e quello dei giurati. E’ stata lei a scalzare dalla sedia 𝐕𝐢𝐜𝐤𝐲 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚, che si muove sul palco come una “pop star”, commenta La Furia. 𝐀𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚, 𝐃𝐞𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐓𝐨𝐦𝐚𝐬𝐢, 16 anni – giovane molto promettente che mostra una sicurezza e maturità invidiabile alla sua età – vanno ai live.

𝐂𝐄𝐑𝐂𝐀𝐒𝐈 𝐑𝐄𝐏𝐄𝐂𝐇𝐀𝐆𝐄
𝐒𝐚𝐤𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐚𝐠𝐨𝐧𝐨𝐡 𝐞’ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐨 𝐜𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢 usciti fuori pronostico, ma la squadra di 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐚 𝐈𝐞𝐳𝐳𝐢 era veramente stipata di voci con tutti i numeri per non sfigurare. Sakina interpreta un genere più internazionale, se prosegue e perfeziona la sua predisposizione per un pop elegante e sofisticato non le mancheranno le occasioni. Per lei X Factor è finito ieri. I 𝐊𝐨𝐤𝐨𝐦𝐨 si sono impegnati ma sono apparsi piuttosto incolori, alla fine non sono entrati nella terzina dei live. 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐃𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 non è riuscita a conquistare l’orecchio di Paola Iezzi, che le preferisce la pop-punk 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐒𝐜𝐚𝐧𝐝𝐮𝐫𝐫𝐚, sempre sicura di sé quando è sul palco, passionale e spontanea nelle sue esibizioni. Con 𝐌𝐚𝐲𝐮 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐬𝐚𝐧𝐨 e 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐕𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢, che continua a puntare su un genere soul commerciale cantato in falsetto (bisognerà capire se è l’unica carta che ha, come sospetta Jack La Furia), sarà in gara anche giovedì prossimo. L’uscita di 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 è certamente una perdita per il programma, non solo per Paola Iezzi. E’ un piacere ascoltarla, sembra anche adatta ad affrontare agevolmente la solitudine del palcoscenico. Se avrà la tenacia di proseguire e di non lasciarsi sfiduciare da 𝐮𝐧𝐚 “𝐟𝐚𝐥𝐥𝐚” 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭 (va bene la competizione ma un musicista che ha le qualità per emergere ed entra in un gruppo particolarmente solido rischia di essere svantaggiato) il suo cammino potrebbe proseguire. Forse una sorta di 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐜𝐡𝐚𝐠𝐞, fatto con equilibrio e accortezza, non guasterebbe.

𝐓𝐈𝐌𝐈𝐃𝐈 𝐄 𝐒𝐏𝐈𝐆𝐋𝐈𝐀𝐓𝐈
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐢 𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐚 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞. Il suo campionario di barzellette si è prosciugato perché comporre una squadra concorrenziale con quelle degli altri giurati è un traguardo che si raggiunge solo superando anche tutti i dubbi che maturano dopo l’ultima esibizione. Ha deciso di salutare i 𝐏𝐚𝐠𝐨𝐝𝐚 𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞, che hanno cantato “Fuori dal tunnel”, ma lontana anni luce dalla versione di Caparezza. Alla fine fuori, ma da X Factor, sono andati loro. I 𝐍𝐞𝐥𝐚𝐯 hanno incastellato forse la peggiore performance del loro percorso e 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐮𝐟𝐨 si è seduta al loro posto. Gli 𝐀𝐛𝐚𝐭-𝐉𝐨𝐮𝐫 si fanno rispettare, hanno già il loro pubblico ma non è abbastanza. 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐨𝐧𝐞 ha jazzeggiato il rock ribelle di Bennato e ha lasciato tutti insoddisfatti: nella squadra finale di Gabbani non c’è spazio per lui. 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐨𝐥𝐢, l’emiliano, parla poco ma sa il fatto suo: ha una voce adulta e sa cosa vuol dire interpretare una canzone; a Gabbani promette che le parole le troverà. Lui prosegue l’avventura con 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐞 “𝐏𝐢𝐞𝐫𝐂” che conferma di essere uno dei pretendenti, con ragioni fondate, alla finale. Sembra nato per cantare (governa con ottime capacità tutte le vibrazioni di una musica fatta di sfumature) e per suonare.

𝐈𝐋 𝐋𝐀𝐏𝐒𝐔𝐒 𝐃𝐈 𝐀𝐂𝐇𝐈𝐋𝐋𝐄 𝐋𝐀𝐔𝐑𝐎
𝐀𝐜𝐡𝐢𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐡𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐜𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐚𝐭𝐢 quando ha dovuto decidere cosa fare del suo X Pass puntato sui 𝐂𝐨𝐩𝐩𝐞𝐫 𝐉𝐢𝐭𝐭𝐞𝐫𝐬, protagonisti di una prestazione non all’altezza della fase raggiunta dalla competizione. Ma ha deciso di fidarsi del suo fiuto e li ha ammessi. Nella sua terna sono entrati 𝐋𝐚𝐲𝐚𝐧𝐚 𝐎𝐫𝐢𝐨𝐭, buona tecnica ma anche tanta emozione che si scarica sulla voce, e 𝐃𝐚𝐦𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐝𝐝𝐞𝐨 che sul palco appare sempre più a suo agio e non sembra temere il confronto con nessuno dei concorrenti. Lauro ha creato un siparietto con i due quasi omonimi 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐃𝐢 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞 e 𝐀𝐥𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞: voleva escludere Francesco e ha indicato Alfredo. Che però, nonostante sia in grado di scrivere buone canzoni melodiche e di cantarle in uno stile molto attuale usando l’autotune come uno strumento, ha dovuto lasciare la seduta, poco più tardi. La sua uscita è stata una delle sorprese dei 𝐋𝐚𝐬𝐭 𝐂𝐚𝐥𝐥. Ma la competizione non ha lasciato un pertugio neanche per i 𝐏𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜 𝐇𝐚𝐳𝐞 che hanno sfidato le cime tempestose della voce di Kate Bush (Running up the hill), personalizzando il brano e senza sfigurare. Giovedì prossimo sarà gara in diretta e i prescelti inizieranno a mostrare tutto quello che hanno appreso, ma sarà una prova anche per i giurati, che dovranno assistere tecnicamente il loro team ed essere al contempo buoni maestri.
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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