𝐌𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐝𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐀 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐚𝐝𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢. 𝐌𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐑𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐫𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐑𝐚𝐢 𝐞 𝐡𝐚 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:
(tempo di lettura: 2′; 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑒𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑒𝑚𝑏𝑙𝑒𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑇𝐺𝑅 𝑑𝑖 𝑅𝑎𝑖 𝐸𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎𝑔𝑛𝑎)
𝐎𝐧𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚’ 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐑𝐚𝐢 𝐒𝐢𝐠𝐟𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢, obiettivo assieme alla figlia di un gravissimo 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐢𝐦𝐢𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐝 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. Sdegno e preoccupazione per l’attentato sono stati espressi dal sindacato nazionale dei giornalisti (𝐅𝐧𝐬𝐢) mentre per tutta la giornata di ieri manifestazioni di vicinanza al giornalista e alla sua famiglia sono state organizzate dalle redazioni italiane (a questo link una sintesi). Giornali e telegiornali hanno già diramato le prime notizie sulle 𝐩𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢 (gli aggiornamenti Rai: qui il link).
𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐓𝐓𝐀𝐂𝐂𝐇𝐈 𝐀 𝐑𝐄𝐏𝐎𝐑𝐓
𝐑𝐚𝐝𝐮𝐧𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚. A 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐧𝐚 si è svolto un partecipato sit-in (qui il link) mentre la redazione della testata giornalistica regionale di Rai Emilia Romagna si è riunita in assemblea assieme alla giornalista 𝐌𝐢𝐥𝐞𝐧𝐚 𝐆𝐚𝐛𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 (qui il link). Gabanelli è stata la prima conduttrice del rogramma di inchieste giornalistiche “𝐑𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭”, trasmesso dalla Rai e molto apprezzato dal pubblico, seguita successivamente al timone da 𝐒𝐢𝐠𝐟𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢 che da anni e in condizioni sempre più difficili si è assunto il compito di proseguire il lavoro della collega. Ranucci, oggi destinatario di messaggi di solidarietà dal mondo politico, da tempo subisce 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 a causa di discutibili 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐢𝐮𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐚𝐢 𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 (qui il link).
𝐋𝐄 𝐑𝐈𝐅𝐎𝐑𝐌𝐄 𝐍𝐄𝐋 𝐋𝐈𝐌𝐁𝐎
𝐋𝐚 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 ha pubblicato un comunicato (qui il link) nel quale si esprime «un ringraziamento alla politica, che ha manifestato solidarietà a Sigfrido Ranucci. Saremmo ancora più grati se tutta la politica ora si attivasse per approvare norme a tutela del lavoro dei giornalisti – ha dichiarato la segretaria generale, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 – Dopo le parole di solidarietà occorre mettere mano alle leggi: 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚, la 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, recepire le norme europee contro le 𝐪𝐮𝐞𝐫𝐞𝐥𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐞𝐫𝐚𝐫𝐢𝐞, dare attuazione al 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐅𝐫𝐞𝐞𝐝𝐨𝐦 𝐀𝐜𝐭». Costante ha ricordato anche la richiesta della Fnsi che si arrivi ad «una 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐞 𝐚𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢, come succede per i medici. Ma non abbiamo ancora avuto risposta». Ha sottolineato inoltre che «l’attentato a Sigfrido Ranucci riporta indietro di decenni l’orologio della 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 in Italia. È un attentato non solo al collega di Report, ma alla 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, all’articolo 21 della Costituzione, ai basilari principi della convivenza civile e di democrazia».
𝐋’𝟏 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞 (𝐑𝐚) si è svolta una giornata di riflessione sulla 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 alla quale ha partecipato uno dei giornalisti della testata Fanpage, 𝐂𝐢𝐫𝐨 𝐏𝐞𝐥𝐥𝐞𝐠𝐫𝐢𝐧𝐨, il cui cellulare è stato sorvegliato (indagini in corso) da uno 𝐬𝐩𝐲𝐰𝐚𝐫𝐞. Qui un resoconto della giornata e l’intervento del giornalista: qui il link.
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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