𝐈𝐞𝐫𝐢 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐢𝐥𝐨-𝐢𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐡𝐚 𝐚𝐝𝐝𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐮𝐥𝐬𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚. 𝐋𝐚 𝐅𝐧𝐬𝐢: «𝐂𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝟕 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐦𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞’ 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨, 𝐬𝐚𝐧𝐜𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐎𝐧𝐮». 𝐈𝐧𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐞𝐫𝐬𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐢 𝐬𝐩𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐚𝐫𝐢, 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐚𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐫𝐞𝐥𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐞𝐫𝐚𝐫𝐢𝐞
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:
(tempo di lettura: 4′)
𝐋’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐞’ 𝐬𝐜𝐞𝐬𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐞 𝐡𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢, lanciando un messaggio inequivocabile sulla vicinanza del Paese al popolo palestinese. Il blocco della Flotilla e l’arresto dei partecipanti italiani alla 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚 (parlamentari compresi) ha suscitato sdegno e indignazione nel Paese per la condotta di Israele, già coinvolto nel massacro sistematico della popolazione palestinese. Ieri 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 ha deciso di alzare la voce – nel secondo anniversario della strage di civili perpetrata da 𝐇𝐚𝐦𝐚𝐬 in Israele – additando il bersaglio sbagliato. Ricordando l’orrore dell’assalto dei terroristi che causò 1200 morti, un orrore che prosegue tuttora a causa del destino incerto di 48 persone ancora nelle mani dei rapitori, il sodalizio ha accusato la stampa di 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐝𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞.
Nella foto in evidenza: Alessandra Costante (a destra) e Ciro Pellegrino (Fanpage)
* 𝐈 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐘𝐨𝐮𝐓𝐮𝐛𝐞: il link qui
𝐌𝐀 𝐀 𝐆𝐀𝐙𝐀 𝐄’ 𝐆𝐄𝐍𝐎𝐂𝐈𝐃𝐈𝐎
𝐐𝐮𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐯𝐢𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚’. Israele ha letteralmente cercato di impedire, negli ultimi due anni, che i giornalisti 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 quanto stava avvenendo nella 𝐒𝐭𝐫𝐢𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐳𝐚. Il suo esercito ha trattato i giornalisti da bersagli e ne ha uccisi oltre 200, per la maggior parte palestinesi. Il governo guidato da Netanyahu è stato 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐥𝐚𝐭𝐞𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 da una Commissione indipendente dell’Onu che ha indagato su quanto è avvenuto nei territori palestinesi occupati; la Corte Penale Internazionale ha spiccato 𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐬𝐭𝐨 contro esponenti del governo, tra cui il presidente, per 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥’𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚’. A Gaza il bilancio delle vittime dell’assalto dell’esercito israeliano ha quasi raggiunto quota 70mila. Quelle dell’associazione Setteottobre sono parole letteralmente inaccettabili, che perseverano nell’obiettivo di coprire un progetto esecrabile, ormai nudo e ben decifrato in tutto il mondo, grazie anche alle inqualificabili dichiarazioni di esponenti del governo israeliano.
𝐋𝐀 𝐑𝐄𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐀𝐓𝐎
Sulla questione è intervenuta la 𝐅𝐧𝐬𝐢: «I giornalisti italiani – scrive Alessandra Costante, segretaria della Fnsi – hanno raccontato il 7 ottobre 2023 con orrore e precisione e conoscono bene la differenza tra fonti e fonti di parte. Meritano rispetto e non lezioni. Sui principali media italiani 𝐧𝐨𝐧 𝐜’𝐞’ 𝐦𝐚𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 rispetto ai fatti del 7 ottobre, 𝐮𝐧𝐚𝐧𝐢𝐦𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚𝐭𝐢. Le accuse di 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 allo Stato di Israele non sono fatte dai giornalisti, ma da una Commissione d’inchiesta indipendente nominata dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu».
𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐓𝐀’ 𝐃𝐈 𝐒𝐓𝐀𝐌𝐏𝐀 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐓𝐓𝐀𝐂𝐂𝐎
𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐧𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢, 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞 per partecipare alla cerimonia per il XIX anniversario del Monumento della libertà. Per la 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 (video), la fase attuale riserva più ombre che luci. «E’ in corso un restringimento della libertà di stampa a livello internazionale. Questo bene è come l’aria, ti accorgi che manca nel momento in cui non c’è più. I padri costituenti, con l’articolo 21 della Costituzione, hanno voluto tutelare 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐝 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 ed è per questo motivo e per quello che sta succedendo nel mondo che la Federazione nazionale della stampa è stata 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐥𝐨𝐭𝐢𝐥𝐥𝐚, 𝐟𝐢𝐧 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨», ha affermato la segretaria della Fnsi. Queste limitazioni agiscono in varie zone del mondo, come il Sud Sudan, il Nicaragua, il Myanmar, ha elencato Costante. «In Ucraina sono stati uccisi giornalisti – ha proseuito – 𝐚 𝐆𝐚𝐳𝐚 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝟐𝟕𝟎 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞, 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢, 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐢 e 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐩𝐫𝐞𝐭𝐢. Sono tutte persone che stavano cercando di raccontare quanto sta avvenendo a Gaza. E non si deve confondere Hamas con i palestinesi, che sono ostaggio di un 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 (video)».
𝐋’𝐈𝐍𝐂𝐇𝐈𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐔𝐆𝐋𝐈 𝐒𝐏𝐈𝐎𝐍𝐈
𝐈 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐢𝐚𝐭𝐢. 𝐃𝐚 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐲𝐰𝐚𝐫𝐞 (video), come è avvenuto a 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐂𝐚𝐧𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐂𝐢𝐫𝐨 𝐏𝐞𝐥𝐥𝐞𝐠𝐫𝐢𝐧𝐨, 𝐝𝐢 𝐅𝐚𝐧𝐩𝐚𝐠𝐞. Quello strumento «viene utilizzato dagli Stati sovrani – ha precisato Costante – Abbiamo firmato come Fnsi insieme all’Ordine dei giornalisti un esposto che ha dato il via alle 𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐮𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 perché si capisca chi ha spiato i giornalisti e quanti sono i giornalisti spiati. E’ possibile che siano solo tre? Io non ci credo». Infine un passaggio sulle leggi da cambiare: «In Italia i giornalisti possono andare 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐫𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐚𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 (video). In Europa siamo rimasti 𝐧𝐨𝐢 𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐥’𝐔𝐧𝐠𝐡𝐞𝐫𝐢𝐚. Norme internazionali chiedono di regolare le Slapp, le 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐞𝐫𝐚𝐫𝐢𝐞, ma non è un obiettivo che interessa questo governo e questo parlamento, e neanche tutti i governi di qualsiasi colore a cui lo abbiamo chiesto, compresi quelli tecnici. Nessuno ha voluto regolamentare né le querele per diffamazione né le querele bavaglio». (2 – 𝑓𝑖𝑛𝑒; 𝑙𝑎 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑒𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒’ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑖𝑙 2 𝑜𝑡𝑡𝑜𝑏𝑟𝑒 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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