𝐒𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚

𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚

Festival Internazionale/Ucraina, la cultura sopravvive alla guerra. Disinformazione, la minaccia “mimetica”. La Cina e Mao: il Paese vuol dimenticare

𝐍𝐞𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐞’ 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞. 𝐋’𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚’. 𝐋𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚’, 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 “𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢𝐧𝐞” 𝐞’ 𝐥’𝐚𝐥𝐟𝐚𝐛𝐞𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐰𝐞𝐛

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

(tempo di lettura: 8′)

𝐆𝐚𝐳𝐚 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 che ha accompagnato il “popolo” di 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 durante i tre giorni del festival che si è svolto a 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚: nei convegni, nei film, nelle interviste, nei reading. Ma nel programma della rassegna non sono mancati gli aggiornamenti e le testimonianze su altre aree del pianeta, talvolta oscurate, nella cronaca italiana, dalle 𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞𝐝𝐢𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐬𝐮𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚.

𝐈 𝐋𝐈𝐁𝐑𝐈 𝐄 𝐈 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐈

𝐋’𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐮𝐬𝐬𝐚 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐚 è stata valutata, in uno degli incontri, da un diverso punto di vista. 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐝𝐲𝐦𝐲𝐫 𝐘𝐞𝐫𝐦𝐨𝐥𝐞𝐧𝐤𝐨, filosofo, direttore editoriale del sito UkraineWorld e presidente dell’associazione Pen Ucraina, che riunisce intellettuali del Paese dell’Est, vive a 𝐊𝐢𝐞𝐯, la capitale sottoposta in queste settimane a massicci attacchi con 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐝𝐫𝐨𝐧𝐢. A chi osserva il conflitto da lontano ha spiegato che «𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐚. Unisce nello stesso quadro 𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐢: l’estremo dolore per la perdita delle persone care e l’estrema felicità, se dopo un attacco si sono salvate. Nella città si svolgono 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 e si aprono nuove librerie. Persino a Kharkiv, vicino al confine con la Russia, le persone creano cultura. A 𝐙𝐚𝐩𝐨𝐫𝐢𝐳𝐡𝐳𝐡𝐢𝐚 i russi hanno occupato il 70% del territorio, eppure ci sono persone che dettano per telefono agli amici le poesie che scrivono. Ma è chiaro che in ogni città si vive l’oggi in modo diverso. E la realtà è questa: ogni mattina abbiamo 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢. Gli attacchi si intensificano, la Russia sta usando centinaia di droni».

𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐝𝐲𝐦𝐲𝐫 𝐘𝐞𝐫𝐦𝐨𝐥𝐞𝐧𝐤𝐨

𝐍𝐔𝐎𝐕𝐈 𝐍𝐎𝐌𝐈 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐄 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐄

𝐋’𝐔𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐚, 𝐡𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐟𝐢𝐥𝐨𝐬𝐨𝐟𝐨, è un Paese dove la politica si fa dal basso, uno Stato diverso dalla Russia ma 𝐢 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢. «In passato il russo era la lingua degli istruiti – ha proseguito 𝐘𝐞𝐫𝐦𝐨𝐥𝐞𝐧𝐤𝐨 – ora si sta tornando all’ucraino. Nel sud e nell’est del Paese si parla più ucraino di quanto ci si aspetti, siamo una nazione multilingue e questa mescolanza proseguirà in futuro. Oggi, però, sempre più persone sono convinte che 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐮𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐨 e nelle città 𝐬𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐢 𝐧𝐨𝐦𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞: quelli delle grandi personalità nazionali al posto dei cittadini russi.

𝐋𝐄 𝐍𝐎𝐓𝐈𝐙𝐈𝐄 𝐄 𝐈𝐋 𝐑𝐔𝐌𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐎

𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞’ 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 cresciuti all’ombra della geopolitica e della diffusione delle 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: è in grado di “mimetizzarsi”, di rendersi in qualche modo invisibile. 𝐑𝐚𝐟𝐟𝐚𝐞𝐥𝐞 𝐃𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐁𝐞𝐳𝐳𝐢 è un funzionario della 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚, esperto di politica dei media e di protezione dei dati. Suggerisce un «approccio al tema non solo difensivo. Una soluzione è creare un ambiente affidabile per consentire ai cittadini di poter 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨». Sul tema 𝐊𝐚𝐭𝐳 𝐋𝐚𝐬𝐳𝐥𝐨, giornalista del medium olandese “The Europeans”, ha ricordato che «all’inizio della pandemia, in Italia, un quotidiano olandese aveva scritto che il contagio avveniva perché 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐬𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐟𝐚 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐟𝐨. Nel mondo dei media lavorano persone sottopagate, che non hanno competenze. Contro i fake ci sono ricercatori che spiegano che è utile, piuttosto che accusare l’autore del falso o del racconto impreciso, 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚». Un approccio che punta ad aumentare il numero di informazioni verificate presenti in rete contrastando per questa via la diffusione di 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐢𝐧𝐠𝐚𝐧𝐧𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐭𝐚𝐫𝐨𝐜𝐜𝐚𝐭𝐞.

* 𝐈 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐘𝐨𝐮𝐓𝐮𝐛𝐞: il link qui.

𝐈𝐥 𝐩𝐚𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐫𝐠𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

𝐂𝐋𝐎𝐍𝐈 𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐏𝐈𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐪𝐮𝐢𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 avviene spesso per interessi economici (qualcuno ci guadagna) o politici, da chi ad esempio vuole 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚, ha aggiunto 𝐑𝐚𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐌𝐢𝐠𝐮𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐨, di EU DisinfoLab, organizzazione non-profit. «La Russia usa il 𝐝𝐨𝐩𝐩𝐞𝐥𝐠𝐚𝐧𝐠𝐞𝐫: crea cloni di importanti quotidiani e riviste, come Der Spiegel, l’Ansa e il Guardian, per diffondere notizie false. Non è facile fermare strategie come queste, 𝐢 𝐟𝐚𝐜𝐭 𝐜𝐡𝐞𝐜𝐤𝐞𝐫 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 per difendere la democrazia». 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐒𝐩𝐫𝐢𝐧𝐠 lavora per la Bbc, è una specialista sul tema della disinformazione e collabora con l’emittente sui canali riservati ai social media. Il suo ruolo l’ha portata interessarsi dell’attività di 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞, un mondo dove la realtà può essere ribaltata a totale danno di chi abbandona l’approccio scientifico o professionale, basato su fatti verificati o verificabili. Ha raccontato di P., giovane studentessa alle prese con un linfoma e con una madre permeabile alle 𝐭𝐞𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨 𝐢 𝐯𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢, molto critica verso il sistema sanitario inglese. «La sua patologia poteva essere curata – ha affermato – ma è stata rifiutata anche la chemioterapia: P. non è guarita, é morta. Le vittime della manipolazione dei fatti credono a 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨», ma questa non è una condizione che porta dritta all’informazione corretta, soprattutto nell’era dei social.

𝐈𝐍𝐅𝐋𝐔𝐄𝐍𝐂𝐄𝐑 𝐂𝐎𝐋 𝐁𝐎𝐋𝐋𝐈𝐍𝐎

𝐒𝐮 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 della comunicazione e diffondere sempre più la fiducia nel sapere scientifico non esistono panacee. L’uso di un linguaggio «più alla portata di tutti» può essere una formula, come 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 “𝐬𝐩𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨” 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, portare in tribunale chi utilizza sistemi illegali come il doppelgänger, incrementare il 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐟𝐚𝐛𝐞𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚, demonetizzare i contenuti falsi (evitare cioè che possano produrre guadagni), aprire i dati agli enti di ricerca. Il consiglio urbi et orbi di Serrano è di «𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐥𝐮𝐞𝐧𝐜𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 e di non informarsi tramite i chatpod dell’Intelligenza artificiale». Rimanendo sul punto, 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐒𝐩𝐫𝐢𝐧𝐠 ha spiegato che la BBC ha creato un team di fact-checker per controllare la fondatezza delle informazioni trattate dall’emittente, che si chiama 𝐁𝐁𝐂 𝐕𝐞𝐫𝐢𝐟𝐲.

𝐋𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐛𝐫𝐢𝐭𝐚𝐧𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐓𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐁𝐫𝐚𝐧𝐢𝐠𝐚𝐧, 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚𝐧

𝐂𝐀𝐎𝐒 𝐄 𝐀𝐍𝐀𝐑𝐂𝐇𝐈𝐀

𝐔𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐢, 𝐩𝐮𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐢𝐮’ 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐞𝐭𝐚, 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐂𝐢𝐧𝐚. La abitano 1,4 miliardi di persone ed è ancora alle prese, dopo generazioni, con gli effetti della 𝐑𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐚𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝐌𝐚𝐨 𝐓𝐬𝐞 𝐓𝐮𝐧𝐠. Un periodo di 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐞𝐜𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, confinato soprattutto, dopo 60 anni, nella memoria dei più anziani. «𝐅𝐮𝐫𝐨𝐧𝐨 𝟏𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, un numero enorme di morti e 2 milioni di persone arrestate – ha sintetizzato 𝐓𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐁𝐫𝐚𝐧𝐢𝐠𝐚𝐧, responsabile del settore esteri del Guardian – Questa febbre politica ha infettato tutti, amici, mariti, mogli, parenti, studenti, figli: 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐧𝐝𝐚. Imprenditori e registi furono plasmati da un vuoto culturale, 𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢, si potevano leggere solo se qualcuno ne possedeva una copia. Il periodo successivo ha marcato il passaggio estremo al capitalismo e all’individualismo senza limiti. 𝐋𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚’ 𝐡𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐑𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞, molte persone si rifiutano di parlare delle loro esperienze. E’ stata associata ad un’epoca di 𝐜𝐚𝐨𝐬 𝐞 𝐚𝐧𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐚. Gli studenti picchiavano gli insegnanti, gli adulti venivano uccisi e 𝐢 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢, 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢, 𝐦𝐨𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨».

𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐋𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐀

𝐓𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐁𝐫𝐚𝐧𝐢𝐠𝐚𝐦 𝐡𝐚 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨, “𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐫𝐨𝐬𝐬𝐚”, per non dimenticare cosa ha rappresentato quel decennio per il Paese di mezzo. Il balzo in avanti fu un fallimento economico di immense proporzioni 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐨’ 𝟒𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 . «Assieme alle purghe degli oppositori di Mao, si consumarono le 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐞𝐭𝐭𝐞, le persone venivano prese di mira, non ci si fidava di nessuno, la 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐧𝐨𝐢𝐚 guidava le azioni di molti. C’era 𝐜𝐡𝐢 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐯𝐚 𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐨 𝐢 𝐩𝐚𝐧𝐭𝐚𝐥𝐨𝐧𝐢 agli altri perché ritenuti troppo alla moda», ha affermato la giornalista. Mao riportò le cose sotto il suo controllo, ma il Paese alla sua morte iniziò la sterzata verso l’economia di mercato. La fase che si aprì dopo ha avuto anch’essa 𝐫𝐢𝐬𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐥𝐨𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐢𝐦𝐛𝐚𝐫𝐚𝐳𝐳𝐚𝐧𝐭𝐢: «La gente ha dovuto convivere con chi l’aveva tradita. C’è anche stato chi ha deciso di espiare mettendosi a disposizione, per fare la spesa o qualche altro servizio a chi aveva picchiato o tradito. Oggi le famiglie non discutono di questo, forse anche per proteggere i figli si guarda avanti. E il partito ne parla solo in un modo: per 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞. I fatti di piazza Tienanmen, invece, restano un tabù».

𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐜𝐚𝐥𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞

𝐈 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐙𝐈𝐎𝐓𝐓𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐎 𝐒𝐂𝐀𝐋𝐎𝐍𝐄

𝐈 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 del Festival di Internazionale, venerdì 3 ottobre hanno assistito ad una scena di cronaca viva, mentre il corteo dello sciopero generale attraversava la città. Quando i manifestanti sono entrati in piazza Municipale hanno trovato 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐜𝐚𝐥𝐨𝐧𝐞. Una scena che a Ferrara non è consueta, forse il risultato dei contrasti fra alcuni esponenti dei ProPal e il sindaco, emersi negli ultimi tempi. 𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐨 𝐡𝐚 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 sotto gli occhi delle forze dell’ordine. E poco dopo è partito il coro: «Tout le monde déteste la police», qui i video: Propal in piazza municipale; Il coro “Tout le monde déteste la police”. (2 – fine, la puntata precedente è stata pubblicata nella stessa giornata)

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Posted in , , , , , ,

Scopri di più da GuardarsIntorno.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

MENU