𝐒𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚

𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚

Festival Internazionale/Francesca Albanese a Ferrara: «Col piano Trump addio all’autodeterminazione palestinese»

𝐀𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐚𝐮𝐬𝐢 𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐎𝐧𝐮 𝐬𝐚𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐔𝐬𝐚. «𝐈 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐫𝐨𝐦𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐝𝐢𝐨, 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐢𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐮𝐩𝐩𝐞. 𝐈𝐥 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚’ 𝐞𝐝 𝐞𝐦𝐚𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨. 𝐄 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐍𝐞𝐭𝐚𝐧𝐲𝐚𝐡𝐮»

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

(tempo di lettura: 6 minuti)

𝐄𝐫𝐚 𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐢𝐮’ 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚. Qualcuno si è presentato alle 6 del mattino davanti ai botteghini di Internazionale. La priorità era procurarsi i tagliandi per assistere, alle 21, all’intervista a Francesca Albanese, la relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, sanzionata per aver pubblicato 𝐮𝐧 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐨 che menziona la collaborazione di diverse aziende internazionali, tra cui alcune Big Tech americane, con 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞 durante gli anni del 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐚𝐜𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐆𝐚𝐳𝐚. I tagliandi di sono esauriti in un’ora. A sera Teatro Comunale gremito: l’incontro con la giurista si è concluso con una 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧, dopo un’altrettanto calorosa accoglienza tributata all’ospite (qui il video). Ma le ultime parole, prima del congedo, sono state amare. Quando l’incontro era alle battute finali è arrivata infatti la notizia che 𝐇𝐚𝐦𝐚𝐬 𝐬𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐔𝐬𝐚. «Se sarà così il piano di Trump porterà al 𝐤𝐢𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐞𝐬𝐞». Un commento rilasciato con dispiacere, dopo un’ora e mezza in cui la giurista irpina ha continuato ad incitare i presenti, rivolgendosi idealmente al popolo italiano ma anche ai «Paesi del Mediterraneo», chiamati a collaborare per «rompere 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞».

𝐋𝐀 𝐅𝐋𝐎𝐓𝐈𝐋𝐋𝐀 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐏𝐈𝐀𝐙𝐙𝐄

𝐀𝐥𝐛𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚 𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 in cui centinaia di migliaia di persone (per la Cgil due milioni) hanno manifestato per il blocco della Flotilla in acque internazionali partecipando allo 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚’ 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞, da Milano a Roma, a Bologna, Venezia, Torino e tante altre, compresa quella che in questi giorni ha dato dimora alla 𝐗𝐈𝐗 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. La relatrice Onu e scrittrice (ieri ha presentato anche il suo libro “Quando il mondo dorme”) ha risposto alle domande di Francesca Gnetti, di Internazionale e ha brevemente sintetizzato le ultime vicende che l’hanno coinvolta: «Dalle Nazioni Unite mi è stato chiesto di monitorare il territorio palestinese occupato da Israele. 𝐋𝐞 𝐦𝐢𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚’ ancora oggi vanno al popolo palestinese e anche agli israeliani che stanno combattendo 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨. Per il mio lavoro sono stata sanzionata dagli Stati Uniti». I diritti costituzionalmente garantiti, ha proseguito, «non sono acquisiti per sempre o regalati». 𝐈 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨: “Tutti uniti a mani nude contro l’ingiustizia”; Francesca Albanese a Internazionale sul governo italiano e l’appoggio a Israele.

𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐢 𝐒𝐨𝐥𝐝𝐚𝐭𝐨𝐯 (𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚), 𝐈𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐁𝐨𝐫𝐨𝐠𝐚𝐧 𝐞 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐏𝐢𝐩𝐢𝐧𝐨

𝐈 𝐆𝐎𝐕𝐄𝐑𝐍𝐈 𝐄 𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐅𝐅𝐀𝐑𝐈

«𝐋𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 – 𝐡𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 – 𝐞’ 𝐢𝐧𝐚𝐝𝐞𝐦𝐩𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 nei suoi obblighi costituzionali rispetto alla 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨. Il governo sta sostenendo con azioni e omissioni ciò che Israele fa a Gaza, pur non avendo nessuna autorità da esercitare sul territorio palestinese. Questa è una decisione della 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 del luglio 2024: l’occupazione è illegale, 𝐯𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐢𝐞, 𝐫𝐢𝐦𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐮𝐩𝐩𝐞. Israele deve smettere di sfruttare le risorse e deve risarcire per il periodo in cui queste risorse sono state usate lillegalmente. 𝐌𝐚 𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞, 𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐦𝐢. Questo sta succedendo con i nostri soldi e in nostro nome. Io sono mesi che chiedo, assieme ad altri relatori speciali dell’Onu, di 𝐫𝐨𝐦𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐝𝐢𝐨. Ogni Stato del Mediterraneo dovrebbe inviare immediatamente una nave con aiuti umanitari, la Flotilla da sola cosa poteva fare? Da europei e da italiani, assieme ai nostri cugini tedeschi, dobbiamo evitare un altro genocidio, non ce lo possiamo permettere».

𝐈𝐒𝐑𝐀𝐄𝐋𝐄 𝐄 𝐈 𝐂𝐑𝐈𝐌𝐈𝐍𝐈 𝐔𝐌𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀𝐑𝐈

𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞’ 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨. «Si sapeva ben da prima dell’ottobre 2023 che 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐯𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 – ha detto la giurista – Ogni colonia, ogni insediamento che Israele sta costruendo, siamo a quota 300 per 800mila israeliani, aumenta i crimini di guerra.  Non si sfolla la popolazione sistematicamente, questo rischia di essere un altro crimine contro l’umanità, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞».  Nella giornata in cui una parte dell’Italia si è fermata per esprimere la sua solidarietà alla Global Sumud Flotilla, Albanese ha spiegato che «Sumud significa resilienza, anche per questo motivo la Sumud Flotilla è carica di simbolismo. Il popolo palestinese oggi non è solo, e voglio ricordare 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢, anche in passato, occupando le università con 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚𝐯𝐚. Hanno contribuito a far conoscere la situazione della Palestina». Fare la cosa giusta, adesso, significa 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐢 𝐞 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢. Da tempo Albanese non fa mistero di condividere alcune battaglie, come quella del 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐁𝐝𝐬, che invita al 𝐛𝐨𝐢𝐜𝐨𝐭𝐭𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐢𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞. «Il Mediterraneo – ha esortato la relatrice – deve essere un luogo di unità ed emancipazione, non un luogo di morte».

* 𝐕𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐘𝐨𝐮𝐓𝐮𝐛𝐞: qui il link.

𝐏𝐢𝐞𝐫𝐟𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐨 (𝐀 𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚), 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐏𝐮𝐥𝐢𝐚𝐟𝐢𝐭𝐨 𝐞 𝐌𝐚𝐟𝐞 𝐝𝐞 𝐁𝐚𝐠𝐠𝐢𝐬

𝐕𝐈𝐓𝐓𝐈𝐌𝐄 𝐃𝐈 𝐈𝐒𝐑𝐀𝐄𝐋𝐄

𝐃𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚. A parere dello scrittore palestinese 𝐀𝐭𝐞𝐟 𝐀𝐛𝐮 𝐒𝐚𝐢𝐟, ex portavoce di 𝐇𝐚𝐦𝐚𝐬 ed ex ministro della Cultura dell’𝐀𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐞𝐬𝐞, anche lui autore di un libro, Diario da Gaza, la vicenda della Flotilla ha avuto un riflesso positivo: 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚. «Per i palestinesi il piano Trump è ingiusto ma vogliono che la guerra finisca. Ci sentiamo vittime non solo Israele ma di tutto il mondo perché 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞». La prospettiva che ha delineato Abu Saif non concorda con quella di Francesca Albanese: «O si accetta una sorta di occupazione internazionale di Gaza o sarà totalmente distrutta. Nel frattempo è stata azzerata tutta l’eredità culturale della Palestina, in altri luoghi del mondo c’é stata mobilitazione per questi motivi, per la Palestina nessuno si è mosso. Questa é una 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚, per uccidere più palestinesi e cancellare la nostra storia. Quando gli israeliani sono entrati a Gaza dopo il 7 ottobre, invece di tentare di salvare gli ostaggi 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐛𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐦𝐮𝐬𝐞𝐨. E c’è un’altra cosa che mi ha turbato: Vedere gli Usa, dove una persona può togliere tutte le libertà anche se c’è la Costituzione, anche se c’è il parlamento». 

𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐀𝐈 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐈 𝐃𝐈 𝐒𝐓𝐀𝐋𝐈𝐍

𝐋𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐠𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐫𝐮𝐬𝐬𝐚, 𝐈𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐁𝐨𝐫𝐨𝐠𝐚𝐧, che vive in esilio come il collega 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐢 𝐒𝐨𝐥𝐝𝐚𝐭𝐨𝐯, ha aperto una finestra sulla 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐢𝐚 nel corso dello stesso incontro, andato in onda su Radio 3. «𝐄’ 𝐮𝐧 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐭𝐨𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐮𝐭𝐢𝐧 ed è un controllo simile a quello che aveva 𝐒𝐭𝐚𝐥𝐢𝐧: non si può protestare nè pubblicare nulla, nè esprimere il proprio pensiero sui social che non sia permesso dal Cremlino. 𝐃𝐮𝐞𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐫𝐮𝐬𝐬𝐢, 𝐡𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭𝐨, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐜𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢 anche solo per avere espresso il proprio pensiero. Borogan e Soldatov sono fuggiti dal loro Paese nell’autunno del 2020: le loro inchieste non erano più tollerate dal regime.

𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐈𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈 𝐃𝐄𝐄𝐏𝐒𝐄𝐄𝐊

𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 da quelli offerti in questi giorni da geopolitica e da guerre. Il giornalista 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐏𝐮𝐥𝐢𝐚𝐟𝐢𝐭𝐨 e la scrittrice ed esperta di media digitali, 𝐌𝐚𝐟𝐞 𝐃𝐞 𝐁𝐚𝐠𝐠𝐢𝐬, sono entrati nel mondo dell’𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 e in particolare del modello cinese, 𝐃𝐞𝐞𝐩𝐒𝐞𝐞𝐤. «Uno studio tecnico Usa ha concluso che costa di più rispetto agli altri modelli disponibili (quelli americani, in particolare), consuma di più e propone valori cari al Partito Comunista Cinese – ha affermato Puliafito – In realtà sembrano 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐨𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞: gli Usa vogliono esportare la loro tecnologia». Puliafito e De Baggis hanno concordato su un punto: «E’ vero che i modelli attualmente presenti sul mercato assimigliano a “𝐩𝐚𝐩𝐩𝐚𝐠𝐚𝐥𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐜𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢” ma oggi, più che sul loro funzionamento bisognerebbe concentrarsi su cosa riescono a fare».

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Posted in , ,

Rispondi

Scopri di più da GuardarsIntorno.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

MENU