𝐓𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐠𝐚𝐫𝐚 𝐜’𝐞’𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐡𝐨𝐥𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢. 𝐈𝐧𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐗 𝐏𝐚𝐬𝐬: 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐨, 𝐈𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐞 𝐋𝐚 𝐅𝐮𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚 𝐢 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

(tempo di lettura: 4′)

𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐚𝐝 𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐦𝐚𝐫𝐨 𝐧𝐞𝐢 𝐛𝐨𝐨𝐭𝐜𝐚𝐦𝐩 𝐝𝐢 𝐗 𝐅𝐚𝐜𝐭𝐨𝐫 è stato, ieri sera, 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢𝐞𝐥𝐥𝐨. Senza i quattro sì quest’anno non si passa il turno. Poi sono entrati 𝐃𝐨𝐝𝐨 & 𝐉𝐞𝐚𝐧𝐯𝐢𝐞𝐫 ed è stato ancora no. La nuova formula premia chi colleziona 𝐥’𝐞𝐧 𝐩𝐥𝐞𝐢𝐧 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐢 e, se il verdetto non si raggiunge alla prima chiamata, c’è 𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐨. Breve consulto, un po’ di discussione fra i giudici, poi il verdetto. Per i quattro sì al secondo turno di voto, serve convincere almeno un paio di giudici al primo e la porta resta aperta.

𝐋𝐀 𝐇𝐎𝐋𝐀 𝐄 𝐋’𝐀𝐔𝐓𝐎𝐓𝐔𝐍𝐄

𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐒𝐜𝐚𝐧𝐝𝐮𝐫𝐫𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚: al primo acuto conquista giuria e pubblico che le tributa una hola. Le piace il punk, davanti a 𝐉𝐚𝐤𝐞 𝐥𝐚 𝐅𝐮𝐫𝐢𝐚 lo difende così così, lui la rimprovera ma le quattro tessere verdi sono già lì, virtualmente sul tavolo ancora prima di essere esposte. Voce sicura, l’intonazione non fa una grinza, nell’esecuzione c’è tutta la sua convinzione. Darà filo da torcere agli altri concorrenti. 𝐀𝐜𝐡𝐢𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐨 sfoggia un’acconciatura da scugnizzo, per la Furia è “riccioli doro”. 𝐀𝐥𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞 era passato nelle audizioni con il suo no e gli altri tre sì. Canta in napoletano; l’autotune, ben dosato, suona curato e “consapevole”, non dettato dall’esigenza di coprire carenze tecniche. Il giovane cantante vuole sfondare e lo rivendica. E questa volta ci crede anche Lauro. 𝐕𝐢𝐜𝐤𝐲 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚 è tra le prime a riscuotere i quattro lasciapassare al primo colpo.

Roberta Scandurra e il cantante dei Plastic Haze

𝐒𝐎𝐔𝐋 𝐏𝐄𝐑 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 𝐈 𝐆𝐔𝐒𝐓𝐈

𝐒𝐮 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐕𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢, 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐥’𝐚𝐫𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚 e fa un processo all’intenzione. La Furia la considera una discussione «surreale» e Gabbani lascia la presa. Ma con un avviso: «𝐕𝐢𝐞𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐟𝐚𝐫𝐞». Viscardi usa bene la voce e il falsetto: la fa salire ma anche scendere. Ha già una vista, anche se per ora distante, su una fase più avanzata del contest. Se la dovrà vedere con 𝐒𝐚𝐤𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐨𝐠𝐨𝐡: la sua “Fallin’” è il contraltare della versione di Crazy presentata da Viscardi. Le potenzialità ci sono, indiscutibili. Ma per i giudici, stranamente, è divisiva. Viene il dubbio che spesso il doppio round sia più teatrino che vero dibattito. Ma Jake La Furia lo fa cadere subito: lui davvero non la vuole nel team e lo dice con la solita sfrontatezza.

Vicky della Peruta e Delia Buglisi

𝐈𝐋 𝐑𝐎𝐂𝐊 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐈𝐍 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐎

𝐈 𝐂𝐨𝐩𝐩𝐞𝐫 𝐉𝐢𝐭𝐭𝐞𝐫𝐬 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐨𝐜𝐤𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐢. Attingono dai Beatles, ma la loro “Come together” diventa punk. Non convince Gabbani, Achille Lauro gli tappa la bocca e si gioca l’X Pass: promossi nella sua squadra. Nel programma conquisteranno spazio, si vede e si sente. Il sound elettronico dei 𝐊𝐨𝐤𝐨𝐦𝐨 corre su un binario diverso rispetto al canto: per la giuria è sì, ma con poco entusiasmo. 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞 𝐌𝐢𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢𝐥𝐥𝐢, reduce da “Pippetta e a nanna” che aveva scatenato l’ilarità dei valutatori, questa volta cerca di presentare il suo lato riflessivo e porta un brano di Jovanotti, “Le tasche piene di sassi”. Costringe i giudici, dato il precedente, ad uno strabismo di genere che mal sopportano: è no.

𝐔𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐗 𝐅𝐚𝐜𝐭𝐨𝐫, 𝐉𝐚𝐤𝐞 𝐋𝐚 𝐅𝐮𝐫𝐢𝐚

𝐈𝐋 𝐑𝐔𝐆𝐆𝐈𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐏𝐎𝐏𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄

Anche 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐃𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞, che punta sul pop, mostra ottime credenziali: il risultato sono quattro sì. Ivan Graziani accompagna 𝐒𝐨𝐟𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐜𝐞𝐫𝐢, tra qualche perplessità dei giudici, aIla “last call”, la prossima sessione, mentre la techno di 𝐀𝐠𝐮𝐬𝐭𝐢𝐧 𝐅𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐝𝐞𝐳 si è fermata a quella di ieri. 𝐌𝐚𝐲𝐮 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐬𝐚𝐧𝐨 ha tutte le carte in regola per farsi notare. Interpreta, soffre, marca il ritmo, ed è standing ovation. Il voto a questo punto è pleonastico, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐚 𝐈𝐞𝐳𝐳𝐢 gioca l’X Pass. I 𝐏𝐚𝐠𝐨𝐝𝐚 𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 se la cavano per il rotto della cuffia. 𝐃𝐞𝐥𝐢𝐚 𝐁𝐮𝐠𝐥𝐢𝐬𝐢 si conferma un fenomeno, sembra una professionista e ha le idee chiare. La Furia, a sorpresa, gioca l’X Pass: lei fa un genere lontano anni luce da quello che cantava lui. Per gli altri concorrenti questa voce che arriva da lontano, dalla musica popolare siciliana, sarà un osso duro. La serata è alla fine e Gabbani non ha ancora un nome per la sua squadra.

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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