𝐒𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚

𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚

X Factor/Cover con pezzi “vintage” e giudici di manica larga. Tra le promesse anche due sedicenni. Lo share e’ al 3%

𝐓𝐞𝐫𝐳𝐚 𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢. 𝐒𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐮𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢, 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐢 𝐛𝐫𝐢𝐥𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐢 𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤 𝐂𝐚𝐭𝐬, 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐬𝐢𝐧𝐠𝐨𝐥𝐢 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐒𝐜𝐚𝐧𝐝𝐮𝐫𝐫𝐚 𝐞 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐕𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢, 𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐭𝐨𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨. 𝐍𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐛𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐜𝐢 𝐟𝐫𝐚 𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢, 𝐭𝐫𝐚 𝐈𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐞 𝐆𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐜𝐞

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

(tempo di lettura: 4′)

𝐍𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭 “𝐗 𝐅𝐚𝐜𝐭𝐨𝐫, andata in onda ieri sera su Sky, è mancato un po’ 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐩𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐭𝐫𝐢𝐛𝐚 che aveva marcato una divergenza di opinioni fra due giurati nelle precedenti parti del contest: 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐚 𝐈𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐞 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐢. La trasmissione, affidata solo all’ascolto delle canzoni, ha riservato però anche qualche sorpresa da parte dei 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐩𝐢𝐮’ 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢, che in qualche caso hanno prodotto performance degne di colleghi più maturi e formati. Complessivamente, però, le due ore sono 𝐬𝐜𝐢𝐯𝐨𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐯𝐢𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐬𝐮𝐬𝐬𝐮𝐥𝐭𝐢 o entusiasmi. Dal prossimo appuntamento la competizione si sposta nei 𝐛𝐨𝐨𝐭𝐜𝐚𝐦𝐩 e i giudici non saranno solo i protagonisti del commento finale di ogni esibizione ma dovranno 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢 che intendono portare fino alla sfida finale. Anche per i musicisti in campo 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐫𝐚’ 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐚: chi passerà il test potrà però entrare in un percorso che prevede una 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 che l’ha inserito nella propria squadra.

Alessandro Tomasi, Roberta Scandurra e Alice Mascritti nella terza parte delle audizioni di X Factor

𝐂𝐎𝐕𝐄𝐑 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐑𝐄𝐕𝐄𝐑𝐃𝐈

𝐔𝐧 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚’ 𝐬𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 portato in gara: molte canzoni risuonano dopo decenni, anche se di fatto sono “𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐫𝐝𝐢”. Niente trap, hip hop, o altri generi troppo legati a fasce di pubblico più o meno ristretto o all’anagrafe degli ascoltatori. 𝐋’𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐚, in questo contesto, va sul sicuro e cerca personaggi in grado di raccontare la loro storia, di esporsi anche sui social, sul palco e di conquistare un pubblico composito. Entrando nelle pieghe della serata, 𝐓𝐨𝐦𝐦𝐚𝐬𝐨 𝐕𝐮𝐥𝐩𝐢𝐨 è stato uno dei sedicenni che non hanno avuto problemi a convincere i giudici: la sua versione di Take on me, degli A-Ah, brano pop degli anni ’80, è piaciuta, anche se i maestri dovranno lavorare sulla tecnica per farlo crescere se supererà anche la fase dei 𝐛𝐨𝐨𝐭𝐜𝐚𝐦𝐩. 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 è certamente più preparata e la sua esibizione ha mostrato che potrebbe arrivare a giocarsi la fase piena della competizione. Il no di 𝐀𝐜𝐡𝐢𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐨 è apparso ingeneroso e poco appropriato.

𝐒𝐔𝐎𝐍𝐀𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐋’𝐀𝐍𝐈𝐌𝐀

𝐋’𝐢𝐧𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 “𝐚𝐧𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐜𝐢 𝐩𝐚𝐜𝐢𝐟𝐢𝐬𝐭𝐢” 𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤 𝐂𝐚𝐭𝐬 funziona. Possono aprirsi un varco nell’interesse del pubblico: sanno suonare e tengono la scena. Cantare “Call me”, innalzata al successo da Debbie Harry, è una sfida per ogni cantante , ma 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐒𝐜𝐚𝐧𝐝𝐮𝐫𝐫𝐚, look da cartoon, non si fa intimidire: ci ha messo anche del suo nell’interpretazione e non ha sbagliato. 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐓𝐨𝐦𝐚 si è presentato con la nonna, vuole fare il cantautore e scrive storie che vanno oltre il solito canovaccio romantico. 𝐋𝐚𝐲𝐚𝐧𝐚 ha una voce pulita, sembra adatta a cantare pop con sfumature, si prende quattro sì e i complimenti dei giurati. Sul resto non c’è molto da raccontare: 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐓𝐨𝐦𝐚𝐬𝐢, un altro sedicenne che sembra ben instradato sul sentiero della musica, ha interpretato “Era già tutto previsto”, di Riccardo Cocciante, con 𝐮𝐧 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢: potrebbe essere uno degli emergenti del talent anche nelle fasi successive. La band 𝐓𝐡𝐞 𝐕𝐢𝐜𝐞 va avanti per la performance, con il cantante che sale e si toglie la giacca in platea ma non è difficile immaginare come David Bowie avrebbe potuto accogliere oggi questa versione di Let’s dance. I giudici fanno finta di non aver sentito.

𝐃𝐀𝐋𝐋’𝐀𝐔𝐓𝐎𝐓𝐔𝐍𝐄 𝐀𝐋𝐋’𝐎𝐔𝐓𝐅𝐈𝐓 𝐃𝐄𝐈 𝐃𝐑𝐔𝐆𝐇𝐈

𝐀𝐥𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐮𝐬𝐚 𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐭𝐮𝐧𝐞 per cantare Papaoutai (in napoletano) ma lo fa con criterio, dosando la correzione come fosse solo un effetto: va ai bootcamp, come i 𝐌𝐚𝐤𝐨𝐦𝐨, che portano nel talent la musica elettronica e 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐕𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢 che piazza il suo soul napoletano in falsetto su un brano originale, fra i migliori della serata. Il tormentone dei 𝐌𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐞𝐧𝐨 fa eco ad altri già sentiti nelle audizioni precedenti: sono vestiti come i 𝐃𝐫𝐮𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐀𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐦𝐞𝐜𝐜𝐚𝐧𝐢𝐜𝐚 e, per aver scoperto il motivo per cui la gente decide di vivere a Milano e averlo urlato a squarciagola, guadagnano l’accesso ai bootcamp. La terza parte di audizioni chiude con 𝐮𝐧𝐚 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐞𝐧𝐜𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟔𝟎𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 e quasi 𝐢𝐥 𝟑% 𝐝𝐢 𝐬𝐡𝐚𝐫𝐞. Ma i dati sono in crescita rispetto all’edizione dell’anno scorso. 𝐉𝐚𝐤𝐞 𝐋𝐚 𝐅𝐮𝐫𝐢𝐚 continua a sfornare la battute più veloci, 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐢 si è candidato per le freddure, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐚 𝐈𝐞𝐳𝐳𝐢 si mantiene un po’ sulle sue mentre 𝐀𝐜𝐡𝐢𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐨 ha già cementato il rapporto col pubblico.

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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