𝐒𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚

𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚

Politica/La “vittima” Meloni difende i proclami violenti e razzisti di Kirk: «Idee coraggiose». Amica di Trump, che sparge odio, ma attacca la sinistra che con quel delitto non c’entra nulla

𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐞𝐫 𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥’𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐠𝐚 𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐠𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜’𝐞’ 𝐕𝐚𝐧𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐄𝐠𝐨𝐧𝐮 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐮𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐫𝐦𝐢. 𝐍𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐔𝐬𝐚 𝐚 𝐜𝐚𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧’𝐚𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐚 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨 𝐟𝐮𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢, 𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐚𝐥𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐬𝐞 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐭𝐞

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

(tempo di lettura: 5’30”)

«𝐕𝐞𝐧𝐠𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚’ 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐝𝐢𝐨, guarda un po’ dagli stessi che festeggiano e giustificano l’omicidio intenzionale di un ragazzo che aveva 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐞». E giù botte alla 𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚, che nulla ha a che fare con l’assassinio di Charlie Kirk, l’attivista politico statunitense ucciso da un giovane cresciuto in una famiglia repubblicana. Per la destra e per la presidente del Consiglio, 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢, la realtà è semplice: «𝐋’𝐨𝐝𝐢𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 stanno tornando una realtà». La destra italiana si affianca in questo modo alla rete internazionale dell’estremismo di destra, che in questi giorni ha colto l’occasione dell’𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝟏𝟎 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐚 𝐎𝐫𝐞𝐦 (𝐔𝐭𝐚𝐡) per mobilitare gli adepti in diversi Paesi del mondo (a Londra la manifestazione più partecipata). L’eco è arrivata anche in Italia e 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐞𝐫 𝐬𝐢 𝐞’ 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚. Il punto è che è vero che l’odio e la violenza politica stanno tornando, ma in Italia nessuno – nè fanatici della destra nè della sinistra estremista o radicale, che dir si voglia – ha attentato alla vita di militanti e avversari politici e questo è realtà da molti anni.

𝐈 𝐒𝐈𝐋𝐄𝐍𝐙𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐃𝐄𝐒𝐓𝐑𝐀

𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨’ 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢, 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐃𝐨𝐧𝐚𝐥𝐝 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩 ha sostenuto quattro anni fa 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐥𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐬𝐮𝐫𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐩𝐞𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐧𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 “𝐌𝐚𝐠𝐚” 𝐜𝐨𝐧 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐢𝐝𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 (da lui stesso poi graziati). Il presidente Usa, al quale 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 è politicamente vicina al punto da essere considerata una possibile mediatrice tra le posizioni europee e quelle dell’alleato a stelle e strisce, da mesi 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐝𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢, sta 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ (ha iniziato con Los Angeles, nell’elenco ci sono anche Memphis, Chicago e Washington), sta braccando gli immigrati casa per casa, accusa gli altri poteri dello Stato di voler 𝐢𝐧𝐠𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚 𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐝, è oggi il più convinto 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐚𝐜𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐩𝐞𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞, contro la popolazione civile, bambini compresi, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐚𝐛𝐛𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐮𝐭𝐢𝐧 (l’autocrate che davanti ad un atteggiamento così arrendevole si prende tutte le libertà che desidera), lascia al suo destino un Paese europeo invaso da un altro Stato, 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐳𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨 trasformando lo Stato federale in una sorta di estorsore internazionale di risorse e fa 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐂𝐢𝐧𝐚 che continua a ripetere di voler ridimensionare. In questo clima, che ogni giorno il tycoon rinfocola con dichiarazioni incendiarie, è stato vittima lui stesso di un 𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬𝐬𝐢𝐧𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨. Nel Paese dove la politica, oggi, è solo scontro tra fazioni e dove la popolazione può acquistare armi e trasformare legalmente la propria casa in un arsenale, queste due condizioni certamente aiutano e motivano eventuali fanatici e malintenzionati. Nel giugno scorso 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐢𝐧𝐧𝐞𝐬𝐨𝐭𝐚, nel corso di un attacco armato, la deputata democratica 𝐌𝐞𝐥𝐢𝐬𝐬𝐚 𝐇𝐨𝐫𝐭𝐦𝐚𝐧 𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐤. Ma il centrodestra italiano, in quell’occasione, non avvertì nessuna minaccia.

𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐎𝐃𝐈𝐎

𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢, 𝐊𝐢𝐫𝐤 𝐞𝐫𝐚 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐯𝐚 «𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐞» (qui lo scrittore 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐧𝐢 ne riporta alcune, cucite insieme durante il talk show “𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚𝐏𝐮𝐥𝐢𝐭𝐚”: https://lc.cx/MtUp4j). Un atteggiamento da apprezzare, ma che non è neutro. Quali erano le idee che Kirk difendeva con tanto “coraggio”? «Il prezzo che paghiamo per la libertà di possedere armi è che 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐭𝐚𝐥𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐨», diceva il fan del movimento Maga. La presidente la pensa allo stesso modo? Il coraggio che gli ha riconosciuto significa simpatia anche per le sue 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐬𝐭𝐞? Perché secondo Kirk, le cui convinzioni hanno fatto il giro del mondo in questi giorni, «𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐞 𝐛𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐫𝐜𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞𝐧𝐨 𝐨 𝐝𝐢 “𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤 𝐋𝐢𝐯𝐞𝐬 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫” 𝐢𝐧 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨». Se si condivide questa visione forse non dovrebbero suscitare tanto scalpore, allora, il 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐜𝐡𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 portato in giro per 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 e l’altro 𝐛𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞. Invece in quei due casi le reazioni, giustamente, si sono fatte sentire. Sarebbe bene capire, tra l’altro, se 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚 che «𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐎𝐛𝐚𝐦𝐚, 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞, 𝐡𝐚 𝐮𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚». E ancora: anche Meloni, come Kirk, quando vede «𝐮𝐧 𝐩𝐢𝐥𝐨𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐫𝐨 𝐬𝐮 𝐮𝐧 𝐚𝐞𝐫𝐞𝐨» si chiede «se è qualificato?». La presidente sostiene l’idea “coraggiosa” che «𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐞 𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐯𝐞𝐥𝐨𝐜𝐢, 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞?». Per la premier, evidentemente 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐠𝐮𝐚𝐥𝐢, con lo stesso diritto di essere espresse. Ma poi, se qualcuno dice alcune di quelle cose “coraggiose” contro la destra, lei reagisce pubblicamente tratteggiando di sè e della sua «comunità politica» l’immagine di 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐢𝐦𝐢𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

𝐕𝐈𝐎𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐑𝐎𝐒𝐒𝐀 𝐄 𝐍𝐄𝐑𝐀

𝐌𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐩𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐯𝐚 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨. A scorrere l’elenco dei fanatici indagati o degli arresti eseguiti nello Stivale negli ultimi 3-4 anni con richiami a qualche forma di violenza sostenuta da ideologie del passato (𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨, 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐬𝐦𝐨, 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐜𝐨 etc.) non risultano atti definibili come 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢. 𝐓𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐚𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐨𝐧𝐚𝐳𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐧𝐞𝐨𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚: 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐠𝐢𝐥 di quattro anni fa è stato punito in primo grado (si attende il secondo) con 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐧𝐭𝐢 per i leader un’organizzazione neofascista, 𝐅𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐚; senza dimenticare le condanne – l’anno scorso – per l’organizzazione neonazista 𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐇𝐚𝐠𝐚𝐥, in Campania (per le minacce il sostituto procuratore che ha istruito il processo è finito sotto tutela). E non mancano le inchieste penali sulla “violenza rossa”, come gli arresti eseguiti alcuni giorni fa 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐚𝐧𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟑 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐬𝐚. Odio, eversione, violenza. Da destra e da sinistra. E per rimanere sul tema, 𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐢 𝐚𝐥 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞 𝐚𝐥 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮̀ 𝐝𝐢 𝐅𝐝𝐢, svelati da un servizio di Fanpage, come sarebbero da definire: formazione del personale?

𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐒𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐓𝐓𝐈𝐌𝐀

𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 un caso avvenuto in un Paese che assomiglia sempre più ad uno 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 per attaccare – pronta a incamerare consensi con la posa da “vittima” – chi non ha ucciso nè minacciato nessuno. 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐕𝐚𝐧𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢, 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐛𝐚𝐬𝐭𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐞𝐠𝐚 (al governo con Fdi, il partito della premier, e con Forza Italia) ha affermato ieri che «𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚». Chissà se la presidente del Consiglio condivide alcuni dei suoi “must”: «𝐏𝐚𝐨𝐥𝐚 𝐄𝐠𝐨𝐧𝐮 è italiana di cittadinanza, ma è evidente che 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥’𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀». Certamente è una dichiarazione che invita alla convivenza pacifica e al rispetto delle persone. Come questa, dove la matita viene citata solo perché in Italia le armi non si vendono ad ogni angolo: «𝐄 𝐬𝐞 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐮𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐞𝐟𝐟𝐨 che mi aggredisce, ammazzandolo, etc. etc.». Per chi lo ha dimenticato la Lega è il partito che alcuni anni fa aveva avviato una campagna nazionale e in parlamento 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐠𝐞𝐯𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐦𝐢 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚. Perché se si è sempre “vittime” bisogna pur difendersi, no?

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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