𝐔𝐧’𝐚𝐭𝐦𝐨𝐬𝐟𝐞𝐫𝐚 “𝐦𝐢𝐬𝐭𝐚” 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐢𝐥𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞: 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨, 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢, 𝐬𝐢 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐞 𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝟐𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢𝐥𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐞𝐝𝐮𝐭𝐚 𝐝’𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨𝐧𝐢, 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐞𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐮 𝐮𝐧 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐧𝐧𝐨𝐧𝐢 𝐞𝐱-𝐈𝐥𝐯𝐚

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

(tempo di lettura: 4′)

𝐋𝐞 𝐜𝐚𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐭𝐭𝐞. 𝐎𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐚, immerse nel buio, con le luci accese, circondate dal 𝐬𝐮𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐜𝐜𝐚, vale qualche minuto passato a immaginare la 𝐅𝐨𝐥𝐥𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐟𝐚. Le usavano i 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢, sono edifici perlopiù singoli su un unico piano che oggi – dopo essere state ristrutturate – ospitano gli 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐥𝐥𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 (Grosseto) 𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢. Oggi nessun amministratore pubblico autorizzerebbe quelle costruzioni, per i vincoli ambientali. Al visitatore e al residente raccontano però una parte della storia di questo territorio. La cittadina, 𝟐𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢, offre i servizi tipici di un centro urbano e l’accoglienza “maggiorata” della 𝐦𝐞𝐭𝐚 𝐟𝐫𝐞𝐪𝐮𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐢 𝐯𝐢𝐥𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢. Dietro la spiaggia, pulita e attrezzata, sorge un nucleo urbano popolato da case, negozi e 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐠𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐝 𝐚𝐫𝐞𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐢. Nel settore più vicino al litorale si incrociano i 𝐝𝐮𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐞 𝐯𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚, il lungomare, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐮𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐮 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨. L’impianto cittadino è moderno e popolare. Il punto di riferimento visivo per il centro è 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐳𝐳𝐮𝐫𝐫𝐨, di una ventina di piani, attorniato da altre costruzioni stile anni ’70, che si alzano sopra i dieci piani.

Le casette basse che si affacciano sul litorale di Follonica

𝐓𝐑𝐀𝐌𝐎𝐍𝐓𝐈 𝐈𝐍𝐅𝐔𝐎𝐂𝐀𝐓𝐈

𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐝𝐮𝐭𝐚 𝐝’𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞, 𝐚𝐟𝐟𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞, non valorizza il cuore della movida estiva. Ma se lo sguardo si abbassa, trae giovamento 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐧𝐞𝐭𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐞 che racchiudono sui due lati 𝐥𝐚 𝐳𝐭𝐥 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 (pedonale d’estate). 𝐋’𝐚𝐫𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨 nel centro di Follonica è ben curato (pavimentazione, alberature, lampioni) e guida piacevolmente i turisti verso i negozi e i locali che si affacciano sul passeggio. 𝐋’𝐚𝐫𝐞𝐧𝐢𝐥𝐞 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐚𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐩𝐨𝐧𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐚𝐢 𝐛𝐚𝐠𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 “𝐟𝐚𝐢 𝐝𝐚 𝐭𝐞”, che preferiscono evitare le distese di ombrelloni e lettini a baldacchino davanti agli stabilimenti balneari. Un paio di ristoranti ricordano 𝐥𝐞 𝐫𝐨𝐭𝐨𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐫𝐞𝐝 𝐁𝐨𝐧𝐠𝐮𝐬𝐭𝐨, sospese sull’acqua; per i villeggianti che amano gli animali (Follonica è meta di tanti soggiornanti che portano in vacanza il loro cane) sono stati ricavati 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐳𝐚𝐦𝐩𝐞 𝐞 𝐚𝐢 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐨𝐧𝐢. I 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐨𝐧𝐭𝐢, che infiammano il cielo tra il profilo dell’Isola d’Elba e la zona costiera, collinosa, sono lo 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 forse più immortalato dai cellulari dei vacanzieri. 𝐈𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐞̀ 𝐜𝐚𝐥𝐦𝐨, 𝐞̀ 𝐩𝐮𝐥𝐢𝐭𝐨 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞, di fronte alla costa spuntano a tratti i frangiflutti e le boe che indicano il punto in cui il fondale si abbassa e rischia di diventare pericoloso per chi non sa nuotare.

𝐋’𝐄𝐗-𝐈𝐋𝐕𝐀

𝐋’𝐚𝐫𝐞𝐚 𝐞𝐱-𝐈𝐥𝐯𝐚, a ridosso del centro storico, è stata parzialmente recuperata grazie all’allestimento del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐡𝐢𝐬𝐚, con il vicino 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 collocato in uno degli edifici ristrutturati abbandonati negli anni ’60 dalle 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐨 che trasferì la sua attività nella sede di 𝐏𝐢𝐨𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨. Il comprensorio, che si affaccia su un parco alberato, appare 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮𝐭𝐭𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨, con un parcheggio gratuito senza stalli, una 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 (per individuare gli edifici utili) assolutamente carente, e una palazzina abitata che mostra evidenti 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐫𝐚𝐝𝐨.

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐦𝐨𝐧𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐠𝐡𝐢𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐥’𝐚𝐫𝐞𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐞𝐱-𝐈𝐥𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐥𝐥𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚

𝐒𝐄𝐍𝐙𝐔𝐍𝐎

𝐅𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐞𝐚 𝐩𝐢𝐮’ 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐅𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐏𝐞𝐭𝐫𝐚𝐢𝐚, spunta il Circolo nautico. 𝐅𝐨𝐥𝐥𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢 𝐞’ 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐚𝐭𝐚, 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝟖𝟎𝟎, 𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 (la produzione della 𝐠𝐡𝐢𝐬𝐚). La cittadina mostra i suoi anni ma – subito fuori dal nucleo più turistico – presenta un aspetto più 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐞 “𝐚𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨”, come il quartierino di 𝐒𝐞𝐧𝐳𝐮𝐧𝐨, che si estende fitto di basse casette oltre il Circolo nautico. L’abitato ricorda un 𝐛𝐨𝐫𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢, ma si sta riconvertendo per sostenere l’accoglienza turistica: con qualche investimento in più sull’arredo urbano potrebbe allungare la passeggiata di residenti e vacanzieri e 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐨𝐟𝐟𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐮’ 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐫𝐢 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐨 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞. In generale il personale degli esercizi e delle attività ricettive si rivolge ai clienti con 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐬𝐢𝐚 𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐢𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’.

𝐋’𝐎𝐌𝐁𝐑𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐈𝐍𝐄𝐓𝐀

𝐋’𝐚𝐭𝐦𝐨𝐬𝐟𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮’ 𝐢𝐧𝐭𝐢𝐦𝐚, 𝐝𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐥’𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞 del percorso allestito per i turisti. Sul lato di ponente, verso Piombino, il 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐳𝐳𝐞𝐫𝐨 (oggi frequentato anche da turisti stranieri e italiani), ha sottratto da decenni una parte delle 𝐝𝐮𝐧𝐞 all’uso pubblico, con 𝐳𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐞 𝐛𝐮𝐧𝐠𝐚𝐥𝐨𝐰 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞, attività di ristorazione e servizi destinati ad una clientela più pretenziosa. 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐦𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨, costretti a girare attorno alla proprietà privata o a deviare verso la spiaggia. Uscendo dalla città si incrociano 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐞 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐞 𝐯𝐢𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞, molto verde, la 𝐩𝐢𝐧𝐞𝐭𝐚 crea un ambiente piacevole tra la via litoranea e la costa: 𝐨𝐦𝐛𝐫𝐨𝐬𝐚 𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 attrae persone sedute su una panchina a leggere un libro, a riposare o a conversare con gli amici.

𝐋’𝐀𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐞𝐬𝐜𝐚𝐢𝐚
La pineta a fianco del lungomare di Cecina

𝐀 𝐧𝐨𝐫𝐝, 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐩𝐢𝐮’ 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐞, 𝐂𝐞𝐜𝐢𝐧𝐚, provincia di Livorno, 28mila abitanti: anche qui la spiaggia è preceduta dalla pineta, condizione caratteristica di un lungo tratto di costa toscana, e si può 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐨𝐦𝐚𝐫𝐞, dove si affacciano numerosi locali. A sud, invece, c’è 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐞𝐬𝐜𝐚𝐢𝐚 (7mila abitanti, che si moltiplicano d’estate), con la sua fortezza medievale, un centro storico meno esteso di quello di Follonica, una spiaggia meno profonda e una vista panoramica che si allunga fino all’𝐀𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨.

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

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