𝐔𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚’ 𝐞 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐫𝐢𝐞𝐦𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐚: 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐦𝐮𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐢. 𝐈𝐧 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐩𝐢𝐜𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐯𝐞𝐭𝐫𝐢𝐧𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐧𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐨-𝐚𝐟𝐟𝐢𝐭𝐭𝐢
𝐈𝐥 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐬𝐮 “𝐏𝐞𝐫𝐮𝐠𝐢𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐞 𝐟𝐮𝐠𝐠𝐢”: il link qui.
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (english, by Gemini’s translator)*:
𝐓𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚’ per assistere a un evento o per sbrigare impegni che lasciano “orfana” la parte restante della giornata, prima del rientro. Ore libere, perfette per una sorta di “𝐦𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐞 𝐟𝐮𝐠𝐠𝐢”, con 𝐦𝐞𝐭𝐞 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐧𝐭𝐨𝐫𝐧𝐢 scelte all’ultimo momento, se non si ha la stoffa dell’organizzatore che programma ogni minuto disponibile, o 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐚𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚𝐭𝐚 dentro il quartiere o il centro storico cittadino. Esperienze già descritte in questo diario on line per 𝐂𝐞𝐬𝐞𝐧𝐚 (qui il link) e per il 𝐐𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐅𝐥𝐚𝐦𝐢𝐧𝐢𝐨, a Roma (qui il link e anche qui). In questo articolo la destinazione del viaggio è Perugia, sede di una rassegna dedicata all’informazione.

𝐈𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐨𝐟𝐟𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 che soddisfano l’occhio per l’architettura e la conformazione della città, e l’orecchio perché l’effetto delle restrizioni al traffico è che il rumore – se si può definire così – si genera soprattutto dal vociare dei turisti. La 𝐜𝐮𝐜𝐢𝐧𝐚, in generale, è di ottima qualità. Purtroppo negli ultimi anni la collina 𝐡𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐨’ 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐬𝐦𝐚 e il caro-affitti – con la crescita dei canoni gonfiati dalla pressione di studenti e turisti – ha spinto i residenti 𝐚 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐮𝐫𝐚. Molte attività hanno chiuso i battenti e le saracinesche abbassate, da tempo, non sono più una immagine così rara attorno a corso Vannucci. Ma torniamo alle 2-3 ore di tempo libero da obblighi. Possono essere utilmente riempite anche da un solo e comodo accesso: la 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚.

𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐟𝐚, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐟𝐮 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, il pubblico sborsava 1 lira per poter ammirare le opere. Oggi il costo di biglietto è di 10 euro (12 in presenza di una mostra temporanea) ma la visita li vale tutti. La Galleria Nazionale dell’Umbria è un 𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐦𝐮𝐬𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐨 da oltre 10 anni, è stato uno dei primi in Italia ad essere riconosciuto come tale dopo la legge che ha previsto la loro introduzione nel sistema nazionale che fa capo al ministero della Cultura. I primi passi, come struttura destinata all’arte, 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥 ‘𝟓𝟎𝟎, quando le sale, in altra sede (un monastero), ospitavano gli artisti in formazione che potevano apprendere stili e segreti del mestiere dalle opere dei maestri custodite dall’allora 𝐀𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐃𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨. Era il primo nucleo della futura Galleria, che diventerà prima 𝐏𝐢𝐧𝐚𝐜𝐨𝐭𝐞𝐜𝐚 – con l’acquisizione di nuove collezioni e l’apertura al pubblico – nel 1863 e poi 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐕𝐚𝐧𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢, nel 1918.

𝐈𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐠𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢, che si affaccia su corso Vannucci con un maestoso portale e, con una ripida scalinata, su piazza IV Novembre (il primo nucleo eretto nel Duecento, poi l’espansione nei secoli successivi) ha concesso all’istituzione una sede di grande qualità architettonica, sufficientemente spaziosa per poter estendere l’area espositiva su 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟑.𝟓𝟎𝟎 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚𝐭𝐢 e realizzare un percorso articolato in 𝟒𝟎 𝐬𝐚𝐥𝐞 ampie e ben illuminate, riallestito nel 2022, dove si può visitare una parte del patrimonio artistico in possesso della Galleria. L’ente culturale ha in custodia oltre 3mila opere, precisa il sito internet istituzionale, di cui 500 destinate alla pubblica fruizione. Molto esteso il periodo coperto da opere e artisti: da 𝐃𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 a 𝐁𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐀𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐨, a 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚, 𝐏𝐢𝐧𝐭𝐮𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨, 𝐏𝐞𝐫𝐮𝐠𝐢𝐧𝐨, fino a Burri), in pratica dal Medioevo alle 𝐀𝐯𝐚𝐧𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥 ‘𝟗𝟎𝟎.
𝐋𝐀 𝐂𝐑𝐄𝐒𝐂𝐈𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐈 𝐕𝐈𝐒𝐈𝐓𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈
𝐈𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟑 𝐞 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟒 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝’𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨, un biennio di buoni risultati che ha garantito ai piani superiori del 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐏𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢, dove è collocata la Galleria, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟏𝟑𝟓𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢. Il richiamo funziona anche in estate, a dispetto delle alte temperature che rendono poco accoglienti le città: ad agosto 2025 gli ingressi furono 18.466, mentre il 3 gennaio precedente – in un solo giorno – furono 1.888. Le opere sono affiancate da didascalie, in alcuni casi molto sintetiche. Al termine della visita si può entrare nella saletta della Torre che riceve la luce da una 𝐟𝐢𝐧𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐨 che segna il tempo su corso Vannucci.


Due immagini della mostra “In breve, Doisneau” (2025) dedicata al fotografo Robert Doisneau
𝐋𝐄 𝐌𝐎𝐒𝐓𝐑𝐄 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎𝐑𝐀𝐍𝐄𝐄
𝐍𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 ha ospitato la mostra temporanea “𝐅𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐨𝐥𝐞, 𝐒𝐨𝐫𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚. 𝐋𝐚 𝐍𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐭𝐞, 𝐭𝐫𝐚 𝐁𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐀𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐨, 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐞 𝐂𝐨𝐫𝐨𝐭”, con oltre 40mila visitatori in tre mesi. All’interno del percorso, in una sala della Galleria, è stato allestito un omaggio al fotografo parigino Robert Doisneau, “𝐈𝐧 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐞, 𝐃𝐨𝐢𝐬𝐧𝐞𝐚𝐮”, in parte finanziata grazie all’Art bonus, con alcuni scatti rappresentativi della poetica dell’artista. In quattro mesi la rassegna ha attirato oltre 30mila visitatori.
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by an AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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