𝐋’𝐢𝐧𝐬𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐙𝐚𝐡𝐚 𝐇𝐚𝐝𝐢𝐝 𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚. 𝐀𝐭𝐥𝐞𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐧𝐨𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐟𝐢𝐮𝐦𝐞 𝐞, 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨, 𝐩𝐮𝐨’ 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨𝐭𝐭𝐞
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:
(tempo di lettura: 4′)
𝐋’𝐀𝐮𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐮𝐦 “𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚”, 𝐬𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐞𝐝 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢, è un polo d’attrazione per i romani, per i turisti e per gli appassionati di spettacoli, ma non è il solo che ha trovato casa, nel 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐅𝐥𝐚𝐦𝐢𝐧𝐢𝐨, uno dei più centrali della capitale. Nella seconda puntata di “𝐓𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐦𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐞 𝐟𝐮𝐠𝐠𝐢” dedicato a questo storico insediamento visitato nelle poche ore libere precedenti un concerto, la prima tappa è il 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐚𝐱𝐱𝐢 – a qualche minuto dall’Auditorium – realizzato su progetto dell’archistar 𝐙𝐚𝐡𝐚 𝐇𝐚𝐝𝐢𝐝 sfruttando l’impianto edilizio di una caserma dismessa. Il complesso è stato inaugurato quindici anni fa, la facciata principale, con l’ingresso a vetrate, domina un’area riservata all’accesso e all’accoglienza dei visitatori. Il prospetto, moderno, è marcato da grandi volumi geometrici collegati da linee curve. In questo periodo l’edificio ospita diverse esposizioni; i percorsi di visita – obliqui e sinuosi – che collegano i diversi piani della struttura rendono la stessa architettura un motivo sufficiente per l’ingresso.


Due opere esposte nel Museo Maxxi, a Roma. In alto un’immagine del museo
𝐀𝐋𝐁𝐄𝐑𝐈 𝐃𝐈 𝐍𝐀𝐓𝐀𝐋𝐄 𝐄 𝐏𝐍𝐄𝐔𝐌𝐀𝐓𝐈𝐂𝐈 𝐈𝐍 𝐅𝐈𝐀𝐌𝐌𝐄
𝐋𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐚 𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚, 𝐬𝐮 𝐜𝐮𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐬𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞, è in parte occupata da una imponente installazione composta riunendo elementi e materiali diversi, come tronchi d’albero e reti da pesca, opera di un artista spagnolo, 𝐍𝐚𝐜𝐡𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐞𝐥𝐥, che conferma subito, a colpo d’occhio, l’interesse del museo nazionale per l’arte contemporanea. Molte sale sono al momento inaccessibili per la presenza di cantieri al lavoro su futuri allestimenti. Ai piani superiori è visitabile “𝐓𝐡𝐞 𝐋𝐚𝐫𝐠𝐞 𝐆𝐥𝐚𝐬𝐬”, collocata in un ampio spazio dove, su isole ben distanziate, sono alloggiate le opere. Spiccano un acquerello su carta di 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐢 che raffigura architetture aperte sospese sull’acqua e due forme alte e voluminose realizzate con materiali misti che richiamano il fumo denso che si alza da pneumatici in fiamme. Da una delle sale si può accedere, senza indossare le scarpe, al salone decorato da un’opera che occupa tutte le pareti, ispirata al colore e alla consistenza della corteccia di un albero. Tra gli esempi di “𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞” appare curiosa la presenza di un albero di Natale firmato da 𝐏𝐡𝐢𝐥𝐢𝐩𝐩𝐞 𝐏𝐚𝐫𝐫𝐞𝐧𝐨, alto e riccamente addobbato, un’idea giustificata dalla considerazione che, esaurito il periodo delle festività, cioè per 11 mesi all’anno, il simbolo perde la sua funzione principale e può essere ammirato come un quadro o una scultura.
𝐈𝐋 𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐈𝐎𝐍𝐀𝐑𝐈𝐎 𝐓𝐑𝐀 𝐀𝐑𝐓𝐄 𝐄 𝐑𝐈𝐂𝐄𝐑𝐂𝐀 𝐒𝐎𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄
𝐋’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚 può essere problematico ed estraniante ma può anche offrire interessanti spunti di riflessione. Come la raccolta di questionari compilati da personale impiegato nell’edilizia, collezionati dal 1999 in poi da 𝐌𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐢 ed esposti al Maxxi. Le risposte degli intervistati sono spesso ironiche e divertenti, ma riflettono anche un modo di intendere e di vedere il lavoro filtrati attraverso gli occhi di chi lo fa, assieme alla sua dimensione estetica e sociale.


Canoisti nel Tevere, nel quartiere Flaminio e il Ponte della musica
𝐔𝐍 𝐀𝐅𝐅𝐀𝐂𝐂𝐈𝐎 𝐒𝐔 𝐋𝐎𝐍𝐃𝐑𝐀
𝐈𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 costituito da palazzi e grandi condomìni in buona parte risalenti al primo Novecento: alcuni eleganti, altri costruiti in uno stile più popolare, di diverse altezze, con balconi in pietra o racchiusi da ringhiere, ampie cornici attorno alle finestre e archi che sovrastano le porte esterne. Qualche edificio abbandonato e facciate che spuntano qua e là non in buono stato per insufficiente manitenzione abbassano la qualità architettonica dell’abitato. Tra gli insediamenti più ricercati dai turisti c’è la 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐋𝐨𝐧𝐝𝐫𝐚, con prospetti ispirati allo stile inglese, gradini che salgono dal marciapiede verso l’uscio di casa, le porte in legno, i colori che si alternano, caldi e freddi, i parapetti lavorati dei balconcini. Nel pomeriggio, a due passi dal 𝐓𝐞𝐯𝐞𝐫𝐞, si incontrano gruppi di runner, persone singole a spasso col cane e coppie a passeggio.


Palazzi e condomini nel quartiere Flaminio, a Roma, e un albero d’arancio in un giardinetto privato
𝐈𝐋 𝐅𝐈𝐎𝐑𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐀 𝐌𝐄𝐙𝐙𝐀𝐍𝐎𝐓𝐓𝐄
𝐍𝐨𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢: tra il Maxxi e l’Auditorium spunta la sagoma di un 𝐩𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭. A poche centinaia di metri, sulla riva del fiume, sorge un grande 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐨 gestito da Poste italiane mentre sotto – nel corso d’acqua – remano atleti in canoa. Il 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 – architettura contemporanea – unisce le due sponde del Tevere: merita una sosta e anche una foto. Come il giardino interno di un palazzo di un secolo fa in cui è stato piantato un albero d’arancio. Sui marciapiedi, un po’ rabberciati, trovano posto una pista ciclablie e gli stalli per gli scooter. Sulle vie interne si affacciano tavole calde, fast food, panifici e negozi, più radi che in altre zone della metropoli, e può capitare di notare una luce accesa che illumina il 𝐜𝐡𝐢𝐨𝐬𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐢𝐬𝐭𝐚 anche dopo la mezzanotte. (2-fine, la prima puntata è stata pubblicata il 18 novembre scorso).
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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