𝐋’𝐈𝐬𝐭𝐚𝐭 𝐡𝐚 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐞 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢, 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨. 𝐈 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐢𝐮’ 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮’ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢. 𝐋𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐞𝐧-𝐚𝐠𝐞𝐫 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢
𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨-𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚 (con avatar IA): qui il link
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐢𝐧 𝐞𝐧𝐠𝐥𝐢𝐬𝐡 (by Gemini’s translator)*:
(tempo di lettura: 6′)
𝐋𝐢𝐛𝐫𝐢, 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚, 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭, 𝐦𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐢. Ma anche lo smartphone, strumento che sembra essere entrato in modo permanente nella vita degli adolescenti italiani. Il rapporto dei giovani con il tempo libero è un tema che solleva interrogativi e anche 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢, sottoposto alla pressione martellante degli 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚 – in molti casi marcati da un giudizio sociale negativo e carichi di conseguenze penali per i ragazzi convolti – che catturano l’attenzione generale relegando in un cantuccio attività e preferenze molto più apprezzabili e edificanti, che in realtà coinvolgono la maggioranza dei ragazzi. L’Istat ha raccolto questi dati, riferiti all’anno 2023, in un recente report dedicato al tema “𝐈 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨” che tenta di ampliare lo sguardo su un mondo che talvolta sfugge anche al controllo della famiglia.

Fonte tabella: Istat
«𝐈𝐥 𝟕𝟐,𝟓% 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝟏𝟏 𝐞 𝐢 𝟏𝟗 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨 con gli amici almeno qualche volta a settimana e, in particolare, il 21,4% li frequenta tutti i giorni. Il 13,2% afferma di vedere raramente gli amici o di non frequentarli affatto», scrive l’Istat. I maschi si incontrano con gli amici in modo più assiduo, aggiunge l’Istituto di statistica: il 76,9% li incontra qualche volta a settimana o tutti i giorni rispetto al 68% delle femmine. Oltre un maschio su quattro vede gli amici con cadenza giornaliera (26,2%) mentre il 15,1% del collettivo femminile mantiene relazioni sporadiche. Le relazioni personali sono più salde e diffuse nel 𝐌𝐞𝐳𝐳𝐨𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨, dove percentuali più alte di giovanissimi «dichiarano di frequentare gli amici tutti i giorni: oltre un ragazzo su quattro (26,1%) contro quote che nel Centro-Nord non raggiungono il 20%».

𝐅𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮’ 𝐭𝐞𝐧𝐮𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐞𝐭𝐚𝐧𝐞𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨. I contatti “a distanza” sono preferiti dalle ragazze che per oltre la metà, contro il 43,2% dei maschi interagiscono mediante telefono o via web – precisa l’Istat -. Differenze emergono anche se si prende in considerazione la cittadinanza: il 72,5% del campione sondato vede gli amici nel tempo libero più volte a settimana ma fra gli italiani la quota sale al 73,5% contro il 63,8% dei 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢. Gli amici sono la classica spalla a cui appoggiarsi: l’86,3% dei giovani interpellato ha almeno un amico con cui confidarsi (oltre il 90% delle femmine, l’82,1% dei maschi), relazioni che incidono anche sulla frequenza con cui si usa lo 𝐬𝐦𝐚𝐫𝐭𝐩𝐡𝐨𝐧𝐞: «Il 48,7% degli adolescenti (11-19 anni) si collegano online o col telefono ai coetanei più volte al giorno; l’8,4% dichiara di farlo giornalmente in modo continuo».

𝐋𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐞 𝐩𝐢𝐮’ 𝐢 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐞. Pratica una qualche attività sportiva, al di fuori dell’orario scolastico, il 64,5% dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, il dato raccolto dall’Istat, ma «la quota dei maschi che pratica sport è nettamente maggiore di quella delle femmine (73,5% contro 55%)». Sono tassi che crescono man mano che l’età scende: gli 11-13enni fanno attività sportiva nel 75,8% dei casi, contro il 59,3% dei 14-19enni, in quest’ultima fascia di età le ragazze praticano sport in meno di un caso su due, aggiunge l’ente che ha effettuato la ricerca. Contrariamente all’idea che i giovani siano poco interessati alle 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢, il dato che emerge dalla ricerca è che questo disinteresse coinvolge solo una parte della popolazione sondata: il 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚 viene molto frequentato già dai ragazzi di 11 anni (68,2%) e il coinvolgimento sale fino ai 18 anni (79,1%). Il legame è meno forte con musei e siti archeologici: 50,6% fino a 13 anni, 45% a 15 anni e 55.8% a 18 anni.
𝐈 𝐌𝐀𝐑𝐎𝐂𝐂𝐇𝐈𝐍𝐈 𝐀𝐌𝐈𝐂𝐈 𝐃𝐄𝐈 𝐋𝐈𝐁𝐑𝐈
𝐋𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐞𝐝 𝐞’ 𝐮𝐧 𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐭𝐚’ 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐚 come confermano molto ricerche, è un modo di trascorrere il 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨 che attrae più le ragazze (63,7%) contro il 39,8% dei maschi. A non aver letto alcun libro nell’anno precedente sono soprattutto i maschi: 28,5% contro il 15,3% delle femmine; complessivamente il 22,1% di ragazzi 11-19enni non legge libri. «I 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 esprimono una maggiore passione per la lettura rispetto ai loro coetanei italiani (il 55,1% dei primi rispetto al 51% dei secondi) – questo un aspetto riscontrato durante i sondaggi che si discosta dalla partecipazione sociale e dalla fruizione culturale che vedevano, invece, gli italiani più attivi degli stranieri. Le ragazze straniere esprimono una maggior propensione alla lettura rispetto ai ragazzi stranieri (il 66,9% delle prime contro il 44,8% dei secondi). Nel dettaglio delle cittadinanze, i 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐧𝐢 mostrano un interesse decisamente elevato con sei ragazzi su 10 che dichiarano di amare i libri».

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞, «il titolo di studio dei genitori è una discriminante fondamentale per la partecipazione culturale dei figli: a un 𝐞𝐥𝐞𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 dei primi si associa una fruizione culturale più ricca e diversificata da parte dei secondi. I figli di genitori laureati fruiscono nel 28,5% di diverse attività culturali; la percentuale supera l’80% se si prendono in esame almeno due forme di partecipazione». Tassi che scendono al 6,9% e al 50% tra i figli di chi ha al massimo la licenza media. Ma tra gli interessi dei giovanissimi c’è anche altro: i 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐯𝐢𝐯𝐨, ad esempio, che vengono seguiti dal 21.8% degli 11enni e dal 48,1% dei 19enni.
𝐂𝐈𝐍𝐄𝐒𝐈, 𝐔𝐂𝐑𝐀𝐈𝐍𝐈 𝐄 𝐑𝐎𝐌𝐄𝐍𝐈
𝐒𝐞 𝐥’𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐟𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 si nota che «in particolare, i 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐬𝐢 si distinguono per una più bassa partecipazione agli spettacoli dal vivo (l’8,3% per i concerti di musica, l’8,1% per gli eventi sportivi e il 17,1% per gli spettacoli teatrali), mentre i 𝐦𝐚𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐧𝐢 dichiarano i valori più bassi nell’andare al cinema e nel visitare musei, mostre e siti archeologici (rispettivamente il 42,2% e il 29,8%). I ragazzi 𝐮𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐫𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢 invece evidenziano livelli di partecipazione culturale simili agli italiani».
* L’immagine in evidenza creata con l’ausilio di un programma di Intelligenza artificiale
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by an AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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