𝐒𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚

𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚

Sanita’/I pazienti in fuga verso i centri di eccellenza della Lombardia, dell’Emilia Romagna, del Veneto e della Toscana

𝐈 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐢𝐩𝐞𝐬𝐬 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟒. 𝐏𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢, 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐥𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐎𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐁𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐆𝐞𝐬𝐮’ 𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐥𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚. 𝐌𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐧𝐞𝐫𝐞: 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚

𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:

𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (english, translated by Gemini’s translator):

(tempo di lettura: 4′)

𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚’ “𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚” 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮’ 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 in alcune regioni e Province autonome del nord con il resto del Paese a barcamenarsi e lottare con i saldi negativi della mobilità sanitaria e la Regione 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚 piazzata per l’ennesima volta in fondo al gruppo, solo una posizione sopra la maglia nera: la 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐚𝐧𝐢𝐚. La conferma arriva dalla delibera Cipess 88/2024, che riporta la ripartizione del Fondo sanitario nazionale tra le Regioni italiane. I dati inseriti nella tabella pubblicata in questo articolo sono ricavati da uno degli allegati della delibera e, messi in fila, rappresentano un Paese in cui la sanità, e la percezione della stessa da parte della popolazione, appaiono in 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐞 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 con i pazienti disposti a spostarsi anche per centinaia di chilometri per accedere alle prestazioni di sistemi sanitari considerati più affidabili.

𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐓𝐀 𝐈𝐍 𝐕𝐄𝐓𝐓𝐀 𝐄 𝐂𝐇𝐈 𝐈𝐍 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐎

𝐋𝐚 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐢 𝐟𝐥𝐮𝐬𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 da regioni e province, comporta un interscambio di risorse economiche che genera un “debito” o un “credito” di prestazioni legato alla qualità dei servizi disponibili nei territori. Al vertice di questa classifica c’è la Regione 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚 con un saldo attivo di 623,5 milioni di euro, seguita da 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚 (+ 525,4 milioni), 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐭𝐨 (+ 198,2), 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 (+ 49,3), Molise (+ 26,4) e dalle Province autonome di 𝐓𝐫𝐞𝐧𝐭𝐨 (+ 7,1) e 𝐁𝐨𝐥𝐳𝐚𝐧𝐨 (+ 2,2). Dietro si apre il baratro dei saldi negativi, che coinvolgono anche Regioni del nord, come 𝐏𝐢𝐞𝐦𝐨𝐧𝐭𝐞 (- 6,3 milioni), 𝐅𝐫𝐢𝐮𝐥𝐢 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚 (-11.8 milioni) e 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐝’𝐀𝐨𝐬𝐭𝐚 (- 11,9) e che lievitano man mano che l’osservazione si muove verso sud, con passivi in crescita in 𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚, 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞, 𝐋𝐢𝐠𝐮𝐫𝐢𝐚, 𝐁𝐚𝐬𝐢𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 e 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚, tutte sotto i 100 milioni di euro, e valori anche molto superiori per Regioni come 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨 (- 193,4) e 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚 (- 230,2), fino a 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚 e 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐚𝐧𝐢𝐚, con sbilanci che sulla mobilità sanitaria superano i 300 milioni di euro.

Fonte: delibera Cipess 88/2024 Tabella C

𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚, 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢, anche alcune partite che riguardano le performace di due istituzioni il cui peso risulta rilevante nella formazione dei flussi sanitari: l’𝐎𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐁𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐆𝐞𝐬𝐮’ 𝐝𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚, centro pediatrico di assistenza e ricerca di livello europeo e mondiale, di proprietà della Santa Sede, e le strutture gestite dall’Acismom, l’𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐚𝐯𝐚𝐥𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐌𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐥𝐭𝐚, ente inserito tra le strutture pubbliche convenzionate con il Sistema sanitario nazionale che amministra un ospedale, il San Giovanni Battista di Roma, struttura principale della sua rete di servizi specializzata nella riabilitazione neuro-motoria, e vari poliambulatori e servizi specialistici in diverse province, tra cui Napoli e Genova, e nella capitale. Nella contabilizzazione della mobilità il 𝐁𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐆𝐞𝐬𝐮’ vale 274,8 milioni di euro di saldo attivo mentre l’𝐀𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨𝐦 totalizza + 47,7 milioni.

𝐋𝐄 𝐂𝐀𝐔𝐒𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐃𝐈𝐕𝐀𝐑𝐈𝐎 𝐅𝐑𝐀 𝐍𝐎𝐑𝐃 𝐄 𝐒𝐔𝐃

𝐈 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐬𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐨 netto regionale della mobilità sanitaria possono cambiare a causa dei flussi incrociati verso Ospedale Bambino Gesù e rete Acismom, mentre i criteri di contabilizzazione e altre voci possono generare ulteriori aggiustamenti rispetto al dati ufficiali riportati nella Tabella C della delibera Cipess 88/2024. Un’analisi di queste cifre è stata inserita in un articolo di 𝐐𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀’, una testata on line che riporta cifre leggermente diverse, che non modificano però la sostanza della classifica e la direzione della fuga dei pazienti. In cima per capacità attrattiva compaiono sempre 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚 (+ 580,7 milioni di euro), 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚 (+ 507,1), 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐭𝐨 (+ 189,4), 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 (+ 54,4), Molise (+ 28,2) e la 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐞𝐧𝐭𝐨 (+ 5,1); nelle posizioni meno pregiate, 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐚𝐧𝐢𝐚 (- 281,6 milioni) e 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚 (- 304,1). «La distribuzione dei flussi riflette dinamiche note – scrive Quotidiano Sanità – la perdita di risorse segue la migrazione dei pazienti verso le strutture che offrono 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚𝐭𝐞, maggiore 𝐝𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚, minori 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚 e una più consolidata 𝐫𝐞𝐩𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐚. Il Centro-Sud continua a scontare 𝐜𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞, ritardi nelle infrastrutture, difficoltà nel trattenere professionisti e 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚».

𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚

* L’immagine in evidenza è stata realizzata con l’ausilio di un servizio di Intelligenza artificiale

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