𝐈 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐩𝐢𝐮’ 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐥𝐮𝐬𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐥𝐨 𝐢𝐧 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚, 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚, 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐭𝐨, 𝐟𝐫𝐞𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐒𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐨. 𝐋𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐝𝐢 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢. 𝐑𝐢𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞. 𝐈𝐧 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐞 𝐯𝐚𝐜𝐚𝐧𝐳𝐚
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨*:
𝐒𝐡𝐨𝐫𝐭 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐚𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐥𝐞 (translated into english by Gemini’s translator)*:
(tempo di lettura: 5′)
𝐋𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐚𝐠𝐠𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞 𝐩𝐚𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐚, sono risultate poi davvero vuote? Gli sdraio apparentemente abbandonati sotto gli ombrelloni, come mostravano fotografie e filmati, sono rimasti in quello stato per tutto il giorno? Come si è comportato il turismo balneare in Italia tra giugno e settembre 2025? Domande che hanno acceso la polemica sei mesi fa ma che poi sono rimaste sospese, senza ricevere una risposta generale e definitiva, con dati dispersi e frammentati tra analisi di comparto, percentuali nazionali e territoriali. Dalle statistiche qualche difficoltà del 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 è emersa, soprattutto nelle 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐛𝐚𝐥𝐧𝐞𝐚𝐫𝐢, conquista terreno la domanda che arriva dall’estero. Un quadro che conferma l’Italia come meta di interesse internazionale ma espone il Paese alla variabilità di scelte più legate a fattori esogeni. La drammatica contrazione dei flussi ipotizzata all’inizio dell’estate però non sembra essere avvenuta. Anche se a livello locale, sulle spiagge, non tutto è andato liscio. E il mese di 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, forse anche grazie alle temperature più miti e al calo dei prezzi stagionali, ha potuto vantare valori in crescita.
𝐓𝐎𝐒𝐂𝐀𝐍𝐀 𝐄𝐃 𝐄𝐌𝐈𝐋𝐈𝐀 𝐑𝐎𝐌𝐀𝐆𝐍𝐀
𝐒𝐞 𝐥’𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐬𝐢 𝐟𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐢 𝐟𝐥𝐮𝐬𝐬𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 qualche dato locale fotografa meglio di quelli generali l’andamento della stagione nelle località balneari. Tra le regioni forti, la 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 ha dovuto fare i conti in particolare, con un -6% sui lidi rispetto al 2024. «Negli ultimi due anni sembra emergere un problema di 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ soprattutto nei segmenti di domanda sensibili alla variabile prezzo, fenomeno accentuato dall’inflazione, dalla stagnazione dei redditi e dalla crescita di destinazioni mediterranee alternative con livelli di prezzo più favorevoli», scrive l’𝐈𝐫𝐩𝐞𝐭. L’estate è andata meglio in 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚, ma agli operatori non ha portato il paradiso: nel trimestre estivo giugno–agosto l’𝐎𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 stima «una flessione complessiva delle presenze dell’1,8%. Determinante la buona performance di giugno, che ha parzialmente compensato le lievi diminuzioni di luglio e agosto, concentrate in alcune località. Alla base del lieve calo complessivo delle presenze nei tre mesi estivi, soprattutto la contrazione della domanda interna (-6,6%), legata al minor potere d’acquisto, al meteo avverso e a nuove modalità di pianificazione delle vacanze. La 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐚, in forte crescita (+14,8% di presenze), non è bastata a compensare completamente il calo interno».
𝐏𝐔𝐆𝐋𝐈𝐀 𝐄 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐓𝐎
𝐈𝐧 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐝𝐝𝐢𝐬𝐟𝐚𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝟖 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐨 ma per le località balneari i numeri potrebbero risultare diversi. In Salento, a luglio, si è osservato un calo sui lidi fino al 30%. Ma resta da capire se, complessivamente, l’estate è andata meglio rispetto al solo mese di luglio. Al nord il 𝐒𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐭𝐨 ha delineato questa situazione: nel 2025 la stagione balneare, «si è conclusa con un +0,5% di turisti alloggiati in strutture ricettive ed una leggera flessione dei pernottamenti (-1,1%). Simile andamento per il 𝐋𝐚𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐫𝐝𝐚. Consensi in forte crescita per le 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐞, grazie all’incremento degli stranieri».
𝐔𝐍 𝐀𝐈𝐔𝐓𝐎 𝐃𝐀 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐅𝐑𝐎𝐍𝐓𝐈𝐄𝐑𝐀
𝐒𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐬𝐮𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞, comprese le aree più lontane dalle spiagge, il terzo trimestre dell’anno, come confermano le ultime statistiche elaborate dall’Istat, ha fatto registrare un 𝐚𝐥𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐞𝐧𝐳𝐚 (presenze) del 4% nelle località turistiche complessivamente considerate mentre gli arrivi sono rimasti, rispetto ad un anno fa, sostanzialmente stabili (+ 0,2%). Il balzo delle presenze è stato raggiunto soprattutto grazie ad un incremento consistente del turismo in arrivo da oltre frontiera. «Alla crescita dei flussi turistici nel periodo estivo – scrive l’Istat nell’ultimo rapporto elaborato sul terzo trimestre dell’anno – ha contribuito esclusivamente la 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐚, la quale, rispetto al medesimo periodo del 2024, è cresciuta del 4,3% in termini di arrivi e dell’8,3% in termini di presenze; 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢, invece, sono diminuiti (-4,8%) e le presenze sono rimaste sostanzialmente stabili (-0,8%)». In estate, quindi, non c’è stata fuga dei turisti nè una tendenza generalizzata a non muoversi da casa.
𝐌𝐄𝐍𝐎 𝐓𝐎𝐂𝐂𝐀𝐓𝐄 𝐄 𝐅𝐔𝐆𝐇𝐄
𝐋𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞, 𝐢𝐧 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐯𝐚𝐜𝐚𝐧𝐳𝐚 ma lo hanno fatto in tempi diversi che in passato, concentrando i periodi piuttosto che frammentarli in viaggi più brevi. Con dati ancora definiti “provvisori” e riferiti a tutte le mete turistiche del Paese l’Istat ha fotografato questi movimenti tra luglio e settembre: «Per il mese di 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 indicano arrivi in diminuzione del 2,3% ma presenze in crescita del 3,1% rispetto al 2024. Anche 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨, il mese più turistico dell’anno, registra gli stessi andamenti, con arrivi che diminuiscono dell’1,2% e presenze in crescita dell’1,2%. 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, il mese con i flussi più bassi del trimestre, mostra invece una crescita di entrambe le variabili: arrivi +1,1% e presenze +3,7%». Una parte delle famiglie ha evidentemente preferito spostare le ferie estive verso la stagione meno calda e costosa. Evitando, quindi, l’impennata dei costi in luglio e agosto, in particolare legati ai 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 e al 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚𝐞𝐫𝐞𝐨.
𝐋𝐄 𝐀𝐋𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀𝐓𝐈𝐕𝐄 𝐀𝐋𝐋’𝐀𝐋𝐁𝐄𝐑𝐆𝐎
«𝐈𝐥 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟓 (𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨- 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞) 𝐞’ 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨 e in crescita rispetto all’anno precedente sia in termini di arrivi (+0,2%) che di presenze (+4%)», scrive l’Istat. Il turismo, quindi, tiene ma ridistribuendo arrivi e presenze sui quattro mesi su cui si spalmano le ferie estive. La spinta della domanda turistica estera è stata evidente: «Tra luglio e settembre le presenze dei 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 in Italia sono aumentate del 5,0% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre quelle dei clienti residenti sono sostanzialmente stabili (-0,3%)», precisa l’𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚. Il rilievo acquisito dalla domanda straniera si evidenzia in questi dati: in agosto oltre la metà delle presenze turistiche (53,3%) è stata rappresentata dai turisti italiani, ma a luglio e settembre il rapporto si è invertito e la domanda estera è stata decisamente superiore a quella nazionale: 54,1% a luglio e 63,4% a settembre. Un’altra tendenza, che si sta consolidando col passare del tempo, mostra una maggiore propensione dei turisti, tra luglio e settembre, a scegliere 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐞𝐱𝐭𝐫𝐚-𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐠𝐡𝐢𝐞𝐫𝐞 (come le case vacanze, +3%) piuttosto che alberghiere (+2.1%).
* La voce che legge l’articolo generata con una piattaforma di IA (audio generated by an AI platform)
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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