𝐈𝐞𝐫𝐢 𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥’𝐈𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐃𝐚𝐲𝐬 𝐝𝐢 𝐈𝐦𝐨𝐥𝐚, 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐒𝐨𝐥𝐞 𝟐𝟒 𝐎𝐫𝐞. 𝐃𝐞 𝐏𝐚𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞: « 𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞». 𝐈 𝐦𝐚𝐧𝐚𝐠𝐞𝐫: 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐰𝐞𝐥𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:
(tempo di lettura: 5′)
𝐋’𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐞’ 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐞 𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 (Pmi), di distretti forti (food, ceramica, biomedicale, Motor Valley) e di esportazioni. Ma non è abbastanza. Se vorrà mantenere il suo ruolo leader in economia dovrà consolidare i risultati raggiunti e innovare. Macchine di ultima generazione e nuove forme organizzative, Intelligenza artificiale e assistenza finanziaria potranno aiutare la produzione locale a penetrare in nuovi mercati. La notizia buona è che non si parte da zero. «Per dimensione dell’export siamo secondi in Italia solo alla Lombardia – ha dichiarato il presidente della Regione Emilia Romagna, 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐝𝐞 𝐏𝐚𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞, durante i lavori della settima edizione di “𝐈𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐃𝐚𝐲𝐬”, l’evento itinerante organizzato dal “Sole 24 Ore” che ieri mattina ha fatto tappa a Imola – Sul campo della manifattura possiamo schierare il know how e la qualità per affrontare da una buona posizione la concorrenza, ma dobbiamo fare anche i conti con la congiuntura: da circa 30 mesi il Paese sconta un calo della produzione industriale, la manifattura europea sta attraversando un periodo molto critico, gli Usa hanno imposto i dazi e l’Unione europea non sembra aver messo l’aumento della competitività fra le sue priorità. La 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞𝐬𝐚, intanto, riduce le risorse umane che non coprono più tutte le esigenze delle imprese». Per uscire da questo quadro piuttosto cupo serve una «transizione ecologica che riduca le emissioni ma anche i costi aziendali e occorre individuare i modi più utili per utilizzare l’Intelligenza artificiale. Non possiamo fermarci, questi processi dobbiamo e vogliamo cavalcarli».

𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐑𝐈𝐂𝐄𝐑𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐄𝐅𝐅𝐈𝐂𝐈𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐄𝐍𝐄𝐑𝐆𝐄𝐓𝐈𝐂𝐀
𝐋𝐚 «𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝’𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐢𝐧 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚», come l’ha definita il direttore del Sole 24 Ore, 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐓𝐚𝐦𝐛𝐮𝐫𝐢𝐧𝐢, deve risolvere il problema di come rendere ancora più «dinamiche» le Pmi, anche se i compiti l’Emilia Romagna li sa fare bene e, come ha sottolineato 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐀𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 (Banca Ifis), «ha una propensione più alta della media ad adottare le tecnologie più avanzate e l’innovazione tout-court, ma non solo. In tre anni gli imprenditori di questa regione hanno raddoppiato gli investimenti in sostenibilità». L’energia resta uno dei grandi rebus a carico del sistema. L’autoproduzione e l’utilizzo della risorsa che non viene sfruttata sono vie da battere per far scendere i costi, ha ricordato 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐬𝐢 (Enea). 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐁𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢 (Brian & Parners) è andato oltre: «L’energia si può stoccare, ad esempio l’idrogeno verde è vero che ha un costo che lo rende poco concorrenziale rispetto ad altri combustibili ma può conservare l’energia per renderla disponibile in futuro. Le Comunità energetiche, ancora di più quelle locali rispetto a quelle nazionali perché sono meno dispersive, sono una carta molto promettente per il settore produttivo, ma bisogna formare i sindaci in modo che possano agevolare la costituzione di queste reti». 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐢 (Enel) ha spiegato che su alcune tecnologie “eco”, come la produzione di pannelli fotovoltaici ad altissima resa, siamo avanti rispetto agli altri, esistono però anche altre modalità per rendere il processo più efficiente: «L’Aeroporto di Roma ha migliorato le performance dei propri impianti affiancando al fotovoltaico il supporto garantito dalle batterie esauste di 700 auto elettriche».


Fabio Tamburini (Sole 24 Ore) e Marco Agosto (Banca Ifis)
𝐈𝐋 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐆𝐄𝐍𝐄𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
𝐒𝐚𝐜𝐞 (𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨) sta iniziando a seguire con particolare interesse nuovi mercati in Asia, America Latina e Africa mentre la 𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐃𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐞 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐢 oggi può investire anche in imprese con fatturati superiori ai 25 milioni di euro. Investitori come Arkios hanno individuato alcuni comparti che tendono a richiamare capitali, dalla citatissima 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚, alla raccolta dei dati, alla sicurezza informatica, alla medicina predittiva, all’automazione fino all’artigianato tradizionale da rivalorizzare e all’ospitalità. 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞 (Banca Ifis) si è soffermato sui momenti di passaggio che comportano criticità nelle aziende, tra cui lo scambio generazionale e i contrasti che dividono le famiglie o famiglie in concorrenza tra loro mettendo a rischio la possibilità di una crescita, anche dimensionale, delle imprese. « 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞’ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐨, 𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨», ha sintetizzato 𝐃𝐞𝐛𝐨𝐫𝐚𝐡 𝐒𝐞𝐭𝐨𝐥𝐚 (Arkios).
𝐈𝐋 𝐏𝐄𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐅𝐀𝐓𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐑𝐎𝐒𝐀
𝐈𝐥 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 (presenza femminile nelle posizioni dirigenziali e nel management) è anche figlio di un’arretratezza del Paese rispetto all’Europa, ma rafforzerebbe le imprese «sul fronte della competitività», l’analisi di 𝐄𝐥𝐞𝐧𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐨𝐳𝐳𝐨 (4.Manager). Soluzioni utili si possono individuare anche istituendo strumenti che rendono più accogliente l’azienda, ha aggiunto 𝐌𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐚 𝐓𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 (Tea Pack) che ha evidenziato i risultati raggiunti da Tea Pack applicando soluzioni per il 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’, dallo smart working alla flessibilità degli orari, alla consegna dei pacchi in azienda, alla navetta per i trasporto dei bimbi da scuola, alle borse di studio per i figli dei dipendenti, al retraining per chi si è assentato a lungo dal posto di lavoro. Tutto questo rappresenta un costo ma l’esperienza ci dice che rafforza l’identificazione con gli obiettivi aziendali, riduce i conflitti e agevola l’attrazione dei giovani talenti».

𝐋𝐀 𝐒𝐏𝐈𝐍𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐈𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐀𝐑𝐓𝐈𝐅𝐈𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄
𝐓𝐫𝐚 𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐛𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢 𝐜’𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚. Un nodo non ancora sciolto, ha ricordato 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐂𝐮𝐫𝐭𝐢 (Confindustria Emilia), tema poi ripreso da 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐑𝐚𝐟𝐟𝐢𝐧𝐢 (Comune di Imola): «Questo è uno dei servizi su cui l’Intelligenza artificiale può aiutare realmente le imprese. Ma anche nelle pubbliche amministrazioni, nelle aree colpite da carenza di personale, l’IA può fare molto, ad esempio, velocizzando i processi amministrativi», ha commentato. 𝐄𝐮𝐠𝐞𝐧𝐢𝐨 𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐢 (gruppo Curti) ha indicato anche la produzione di preventivi tra i processi migliorabili dall’IA. Non sono percorsi da intraprendere a cuor leggero, ha osservato 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐃𝐨𝐧𝐚𝐭𝐢 (Tim Enterprise), perché «il 95% dei progetti di IA non porta ad un ritorno economico, ma è anche evidente che dagli Usa all’Asia l’inserimento di queste nuovissime tecnologie nelle strategie aziendali è ormai molto diffuso». La messa a punto delle competenze d’impresa non può ignorare infine, in un ambiente sempre più tecnologico, la digitalizzazione e la cybersecurity, che vanno a braccetto. «Sono stati attaccati tutti – ha rimarcato 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐢 (Gruppo Chiesi) – comprese le associazioni di volontariato, la sicurezza digitale richiede investimenti adeguati».
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
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