𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐒𝐢𝐠𝐟𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐢𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞. 𝐈𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐝 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚 𝐢𝐥 𝐟𝐥𝐮𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞
𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨:
(tempo di lettura: 2′)
𝐆𝐫𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐬𝐭𝐮𝐩𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 il post pubblicato da 𝐒𝐢𝐠𝐟𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢, direttore di 𝐑𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭, testata che produce il 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝’𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐚𝐢. La trasmissione è un’isola di alta 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚’, 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, rispetto della “mission” del 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨 e della 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 all’interno di un’istituzione pubblica “piegata” dall’𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐜𝐞𝐧𝐬𝐨𝐫𝐢𝐚 e dagli 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢 della 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 (si salva un po’ il Tg3). L’annuncio dell’avvio di un 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 a carico di Ranucci per aver raccontato le difficoltà del suo lavoro nella 𝐑𝐚𝐢 𝐢𝐦𝐛𝐚𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐚 é l’ennesimo segnale preoccupante della volontà di 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢, 𝐅𝐝𝐈, 𝐅𝐈 𝐞 𝐋𝐞𝐠𝐚 di completare la “𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞” della radio-tv pubblica 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐨𝐧𝐞.
𝐋𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐢𝐠𝐟𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢: qui il link.
𝐏𝐎𝐍𝐓𝐈 𝐈𝐍𝐔𝐓𝐈𝐋𝐈 𝐄 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈 𝐃𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈𝐂𝐀𝐓𝐈
𝐈𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐧𝐝𝐨 ogni spazio dedicato alla 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e alla 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 per 𝐳𝐢𝐭𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐨𝐜𝐞 che possa alzare un dubbio sulla conduzione del Paese: approva a valanga 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐧𝐢 𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐢, negli anni scorsi non ha chiesto un euro alle 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞, finanzia un 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢𝐥𝐞 che si mangerà miliardi 𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐢 come sanità ed istruzione, non ha una 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐚 degna di questo nome, conta poco o nulla sullo 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 e cerca di coprire questa latitanza allacciando relazioni discutibili (come la totale genuflessione al presidente Usa), bastona ogni giorno la 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 che indaga i suoi sindaci, ministri e parlamentari, tiene 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 di risarcimenti esorbitanti, ha eliminato il reato di 𝐚𝐛𝐮𝐬𝐨 𝐝’𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 per nascondere le malefatte degli amministratori pubblici e pensa a sedare ogni protesta mandando 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐫𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞.
𝐔𝐍 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐎 𝐃𝐎𝐏𝐎 𝐋’𝐀𝐋𝐓𝐑𝐎
𝐋𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧’𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 sta avvicinando ogni giorno di più il Paese 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚: 𝐔𝐧𝐠𝐡𝐞𝐫𝐢𝐚, 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐢𝐚, 𝐂𝐨𝐫𝐞𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐍𝐨𝐫𝐝, 𝐂𝐢𝐧𝐚, 𝐓𝐮𝐫𝐜𝐡𝐢𝐚, 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞, 𝐈𝐫𝐚𝐧 e le altre 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 (anche in fase di apprendimento, come gli 𝐔𝐬𝐚) che spuntano come funghi. Un passo alla volta, il percorso rischia di compiersi prima che i cittadini possano esserne consapevoli.
𝐆𝐢𝐨𝐞𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚
* La foto in evidenza realizzata con un programma di Intelligenza artificiale

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